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“Difendiamo il consultorio e le conquiste delle donne”

Redazione

“Difendiamo il consultorio e le conquiste delle donne”

Appello dell'associazione 'Donne contro la guerra' dopo l'interpellanza della consigliera PD Erbaioli
Gio, 11/09/2014 - 08:33

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“Difendiamo il consultorio e le conquiste delle donne”

Leggiamo con grande preoccupazione quanto scritto nella interpellanza della consigliera Pd Carla Erbaioli circa i problemi di organico del consultorio familiare (di quattro ostetriche ne rimangono, in questo momento, due) e la preoccupazione per un possibile depauperamento di uno dei servizi territoriali più importanti e significativi per le donne di Spoleto. In particolare l’Associazione Donne contro la guerra in varie occasioni ha avuto modo di constatare la professionalità, la sensibilità e disponibilità del personale su temi che toccano da vicino le politiche di genere e la tutela delle donne.

Il consultorio, frutto anche della mobilitazione femminile per una nuova cultura della famiglia, della sessualità e della salute nel rispetto dei diritti della donna, è un servizio territoriale che va salvaguardato e valorizzato proprio perchè affronta la tutela della salute della donna a tutto campo: educazione sessuale, metodi anticoncezionali, gravidanza come scelta consapevole, rispetto delle differenze di genere, contrasto alla violenza.

Altri temi esistono, di vitale importanza per il “corpo delle donne” e la loro autodeterminazione, come già denunciato da alcune rappresentanti del mondo politico e dell’ associazionismo femminile: in Umbria “i ginecologi obiettori sono 80 (circa il 70% del totale)gli anestesisti obiettori sono un centinaio mentre sono oltre 800 le professionalità (non mediche) che dicono “no” alle pratiche abortive” (Stefania Fiorucci, Giornale dell’Umbria 1/7/2014). Grande difficoltà anche per la prescrizione della RU486 e sua somministrazione nelle strutture pubbliche dell’Umbria dato che non esiste legislazione regionale sul tema (Marina Toschi, Noi Donne 31 marzo 2014) Torna lo spettro degli aborti clandestini e la legge 194 è disattesa.

E’ tempo per le donne impegnate nelle associazioni, nella cultura e nella politica di tornare a incontrarsi e di elaborare, tutte insieme, ognuna portatrice della propria esperienza e specificità, analisi e proposte sui temi dei servizi, della tutela, della autodeterminazione e del contrasto alla violenza, patrimonio storico della cultura femminile e del nostro paese.

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