Deborah, mobilitazione continua: nascerà una fondazione in suo nome

Deborah, mobilitazione continua: nascerà una fondazione in suo nome | Oggi i funerali

Redazione

Deborah, mobilitazione continua: nascerà una fondazione in suo nome | Oggi i funerali

Il Carnevale di Sant'Eraclio non si ferma: "Raccolta fondi per chi ha bisogno di cure"
Sab, 08/02/2020 - 08:25

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Deborah, mobilitazione continua: nascerà una fondazione in suo nome | Oggi i funerali

La mobilitazione che era nata prima della sua scomparsa continua. I semi di speranza gettati dalla mamma coraggio, Deborah Bonucci, fino a ieri, proseguiranno a vivere e daranno nuovi frutti.

Sui social infatti c’è chi ha deciso di proseguire la raccolta fondi, rinnovando le donazioni sull’Iban utilizzato in precedenza.

Deborah Bonucci non ce l’ha fatta, è morta la mamma coraggio. Sabato i funerali

Ma non è l’unica iniziativa che nascendo sul territorio.

Il carnevale

Il Carnevale di Sant’Eraclio non si fermerà. Lo voleva Deborah e lo hanno voluto i membri della sua famiglia. Però il cuore degli abitanti di Sant’Eraclio sarà di certo ferito. E così anche da parte del celebre Carnevale l’iniziativa: “Il Carnevale di Sant’Eraclio, come stabilito, in occasione della festa che si tiene alla fine della manifestazione tra i collaboratori promuoverà una raccolta fondi. Il denaro raccolto sarà devoluto ad una fondazione che il marito di Deborah, su desiderio della stessa, intende creare per aiutare le persone che hanno bisogno di cure, affinché si possano avere fondi immediatamente disponibili. Tale raccolta sarà ripetuta anche negli anni a venire, per dimostrare la vicinanza alla famiglia e in rispetto del grande coraggio di Deborah. Grazie a Deborah faremo del bene a chi ne avrà bisogno e di questo ne siamo orgogliosi! In questo modo il suo ricordo rimarrà nel tempo!”.

La Fondazione

Parlando con l’Ansa, il fratello di Deborah, Alessio, ha ricordato la volontà della nascita della fondazione: “Facendo la sua volontà li metteremo a disposizione di chi avrà bisogno di soldi per curarsi all’estero come aveva tentato di fare mia sorella“.


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