Da Terni la prima bici 'bio' stampata in 3D - Tuttoggi

Da Terni la prima bici ‘bio’ stampata in 3D

Redazione

Da Terni la prima bici ‘bio’ stampata in 3D

Mar, 04/10/2022 - 17:23

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La Bemax è la prima bici 'bio' stampata in 3D. L'azienda produttrice è stata fondata a Terni e presto avrà un laboratorio anche a Spoleto

Si chiama BEMAX ÆNIMAL® la prima bicicletta stampata in 3D in materiale ecosostenibile, utilizzando anche plastica riciclata, che sarà prodotta dalla Bemax Italia tra Terni e Spoleto. L’azienda umbra – realtà che opera nel settore dei materiali compositi con applicazioni industriali che spaziano dalla bicicletta ai treni, dalle navi alle energie rinnovabili – nel 2019 ha acquisito da un importante studio di progettazione il progetto “Aenimal Bhulk”, il relativo know how, con il conseguente trasferimento di tecnologia per poterlo sviluppare e industrializzare.

Prototipo vince Eurobike Gold Award

Il primo prototipo Ænimal Bhulk nel 2015 ha vinto l’Eurobike Gold Award per “Innovazione” e “Design”. Grazie ad una puntuale attività di ricerca del team di Bemax, lo studio progettuale del nuovo modello Bemax Ænimal è quasi completato e il primo prototipo sarà prodotto e presentato alla stampa entro la fine del 2022.

Prima bici bio stampata in 3D

BEMAX ÆNIMAL® è la prima bicicletta stampata in 3D in materiale bio, con telaio MTB realizzato con tecnologia 3D printing FDM (Fuse depositation of Material), utilizzando filo polimerico biodegradabile, riciclato e riciclabile. Al momento solo il 49% della plastica riciclata è “nobile”, l’obiettivo di Bemax è recuperare la porzione di plastica “sporca” post-consumo, trasformandola da rifiuto a risorsa.

La ricerca

I ricercatori e progettisti dell’azienda stanno inoltre studiando estrusori innovativi e un software proprietario per sviluppare il processo di industrializzazione del prodotto, con l’uso di una stampante 3D appositamente realizzata da Bemax Italia nel suo Bemax Mobility Lab.

Azienda fondata a Terni

Per l’azienda Bemax Italia, fondata nel 2018 a Terni da Francesco Bartoli, il tema della ecosostenibilità è centrale: “Siamo partiti da una considerazione – evidenzia Bartoli – ovvero che il 99% delle biciclette commercializzate in Europa veniva prodotto in Oriente e nell’estremo Oriente con una spesa energetica, per il trasporto e la rete di vendita, molto alta e talora senza adeguati controlli sugli agenti inquinanti. La nostra idea era invece quella di produrre in Italia con tecnologie e materiali innovativi all’insegna dell’ecosostenibilità”.

Oggi Bemax Italia conta 15 persone tra dipendenti e collaboratori, concentra in Italia la propria produzione e conta di chiudere il 2022 con un fatturato di un milione di euro e ordini già acquisiti per 2 milioni per il 2023.

Un laboratorio a Spoleto

Tra gli obiettivi della Bemax Italia c’è anche quello di realizzare a Spoleto un laboratorio avanzato per la produzione di telai e componenti ultraleggeri in carbonio per biciclette da competizione per ciclisti professionisti e triatleti: “Abbiamo per questo rilevato il marchio S-Light – conclude Bartoli – stiamo ultimando gli investimenti per realizzare il laboratorio, poi saremo pronti per produrre telai, ruote, selle e altri componenti in carbonio ultra leggeri, anche grazie ai migliori progettisti del settore che già collaborano con noi.”

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