Congresso Pd, pausa di botte tra accelerazioni, attacchi alla Boria, pioggia di m... e funghi

Congresso Pd, pausa di botte tra accelerazioni, attacchi alla Boria, pioggia di m… e funghi

Massimo Sbardella

Congresso Pd, pausa di botte tra accelerazioni, attacchi alla Boria, pioggia di m… e funghi

Sab, 17/10/2020 - 19:31

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Congresso Pd, pausa di botte tra accelerazioni, attacchi alla Boria, pioggia di m… e funghi

Mentre la Commissione congresso sta riscrivendo le regole per far votare in sicurezza gli iscritti nel Pd, i contendenti si allenano sui social, per non perdere l’abitudine alla lotta.

Bori, corsa contro il Covid

Tommaso Bori, il Predestinato, spinge sull’acceleratore. Sa che l’aggravarsi della pandemia e magari provvedimenti restrittivi assunti a livello nazionale o locale potrebbe far rinviare il voto anche di diversi mesi.

E così, giusto il tempo per il partito di comunicare il breve stop deciso venerdì sera in video conferenza con il nazionale, ed ecco che Bori annuncia dalla propria pagina Facebook: “Dopo la breve sospensione per adeguare il regolamento alle nuove disposizioni sanitarie ripartono ufficialmente e in totale sicurezza i congressi del Partito Democratico dell’Umbria. Qualcuno ha provato a fare un uso strumentale anche di questa scelta di responsabilità, trasformando una legittima questione sanitaria in battaglia politica. Ma il Congresso in Umbria è urgente e serve per ripartire su basi nuove: si va avanti nel rispetto delle norme di sicurezza e della tutela della salute dei nostri iscritti. Si va avanti non in funzione della mia persona o di qualcun altro, ma perché dopo un anno e mezzo in cui il nostro partito è stato senza voce e senza azione non possiamo permetterci ulteriori rinvii. Altrimenti, tra un anno, non saranno rimaste nemmeno le macerie su cui ricostruire, ma soltanto cenere”.

Parole che sanciscono, ormai anche pubblicamente, la rottura tra il capogruppo in Regione e il commissario Verini.

Presciutti, mascherina contro Boria e bimbi minkia

Il più sanguigno dei suoi avversari, Massimiliano Presciutti, dall’Appennino la tocca pieno, come è solito fare sia quando prende il microfono agli incontri politici, sia quando mette mano alla tastiera e digita sulla propria pagina Facebook, come ha fatto oggi pomeriggio: “Anche oggi quasi 11 mila nuovi contagi, più di 200 in Umbria, una trentina di ricoverati in più in un giorno e nel Pd c’è chi non trova di meglio che arrampicarsi sugli specchi pur di stare dietro ai capricci e alla Boria (rigorosamente con la B maiuscola, ndr) di un bimbo minkia e dei suoi ultras Minkia. Persone normali e responsabili prenderebbero atto che un congresso dove la partecipazione, il rispetto delle regole e la tutela della salute di tutti non sono minimamente garantite e posticiperebbero definitivamente tutto senza se e senza ma. Ma vi sembra dignitoso e rispettoso tutto cio? Semplicemente no”. E per rafforzare il concetto, aggiunge al post una sua foto con la mascherina.

“Piove sul Pd e non è pioggia…”

A dare il là al Torrino-pensiero è Nicola Mariuccini: “Dibattito on line? Ci proverei. Piove sul congresso regionale del Pd e purtroppo non è pioggia quella che cade”.

Torrini: poi valuterò

Alessandro Torrini (che insieme ad altri sta ancora aspettando l’incontro con Zingaretti) ribadisce la sua posizione: non il problema non è solo sanitario, ma politico. E annuncia: “La commissione per il congresso, unitamente al nazionale, sta facendo gli approfondimenti per stabilire tempi e modi del nostro congresso; a valle, valuterò con il massimo di serenità e di responsabilità, nell’interessa generale, la miglior cosa da fare”.

De Rebotti si dà alla macchia

Intanto Francesco De Rebotti, tra una comunicazione sull’andamento del Covid nella sua Narni e una citazione di Jannacci, cerca un esperto fungarolo con cui “scaricare un po’ di stress in mezzo alla macchia”. Vuoi vedere che con tutto questo piovere non pioggia ne spuntino più del solito?! Al limite, il tempo trascorso sulla macchia potrà servire per preparare la resistenza partigiana, nel caso vinca la “generazione B”.

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