Commercianti penalizzati e senza ristoro: protesta ad Assisi - Tuttoggi

Commercianti penalizzati e senza ristoro: protesta ad Assisi

Redazione

Commercianti penalizzati e senza ristoro: protesta ad Assisi

Ven, 13/11/2020 - 08:00

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Gli imprenditori, affiancati dalla Confcommercio, manifesteranno nella Piazza inferiore di San Francesco

Parte da Assisi la protesta di tutte quelle realtà imprenditoriali che vivono di turismo, oggi totalmente azzerato. Colpiti duramente dalla crisi conseguente all’emergenza sanitaria, penalizzati, nel caso dei negozi di souvenir e similari, anche dall’ordinanza regionale che ha imposto la chiusura per tre domeniche di fila prima che l’Umbria diventasse zona arancione, non sono tra i beneficiari di alcuna forma di ristoro. E non si rassegnano a morire nell’indifferenza generale. #noidimenticati è l’hashtag che accompagnerà la manifestazione dei commercianti, ma non solo, di Assisi, che vogliono rappresentare anche il malessere dei colleghi degli altri territori ad alta vocazione turistica dell’Umbria.

L’appuntamento è per oggi alle 17, nella Piazza inferiore della Basilica di San Francesco. Il numero dei partecipanti sarà limitato, perché la manifestazione si svolgerà nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza.  Chi vuole partecipare, deve mettersi in contatto con la segreteria di Confcommercio Assisi: tel. 346.1301115 – assisi@confcommercio.umbria.it.

Mentre continua la pressione di Confcommercio, sia in forma diretta sul governo che attraverso i parlamenti umbri ai quali è stato avanzato un ulteriore accorato appello perché gli aiuti arrivino a tutte le imprese colpite dall’emergenza, in forma rapida e coerente con il danno subito, i commercianti di Assisi hanno deciso di scendere in piazza per rappresentare la loro enorme preoccupazione per il futuro. “Siamo dimenticati tra i dimenticati”, dicono. “La filiera legata al turismo è allo stremo. La nostra categoria, da Assisi città simbolo di pace e solidarietà, chiede per noi e per tutti i colleghi d’Italia un’attenzione particolare. Occorre un intervento speciale, immediato e strutturale. Se non vogliamo che le nostre belle città diventino buie scatole vuote”.

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