CLAMOROSO, SCHEGGINO VARA SCUDO CIMITERIALE. SALVERA’ LE CASSE COMUNALI? (Foto TuttOggi.info, guarda le missive) - Tuttoggi.info

CLAMOROSO, SCHEGGINO VARA SCUDO CIMITERIALE. SALVERA’ LE CASSE COMUNALI? (Foto TuttOggi.info, guarda le missive)

Redazione

CLAMOROSO, SCHEGGINO VARA SCUDO CIMITERIALE. SALVERA’ LE CASSE COMUNALI? (Foto TuttOggi.info, guarda le missive)

Gio, 28/10/2010 - 22:50

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di Carlo Ceraso

Agli ‘scudi’ gli italiani sono ormai abituati da tempo: quelli edilizi, giudiziari, fiscali. Ma lo scudo cimiteriale, per salvare le casse pubbliche, mancava proprio all’appello. La geniale iniziativa, da far invidia ai più creativi yuppies a stelle e strisce, arriva dalla ridente Scheggino, borgo di neanche 500 anime incastonato nella lussureggiante Valnerina. Partorita dalla giunta del sindaco Carlo Valentini che, provetto spadaccino, ha infilato con un sol colpo la vigente legislazione sulla trasparenza e il procedimento amministrativo.

Sembra che sia stato proprio il primo cittadino, il D’Artagnan del paese della trota, ad aver dato mandato ai tecnici di censire tombe, cappelle ed edicole del cimitero civico. Il motivo? Negli archivi comunali non ci sarebbe più traccia delle concessioni rilasciate negli anni per la realizzazione dei manufatti cimiteriali. Specie quelle più datate. Pouf… sparite, volatilizzate.

Ma è in queste occasioni che il genio italico riesce ad eccellere. E quello del nostro D’Artagnan è sopraffino. L’idea è presto detta. Che si chieda ai proprietari di mostrare l’atto di concessione; se non ce l’hanno o non lo ritrovano, cavoli loro: gli mettiamo una bella tassa e regolarizziamo tutto.

Ad eseguire le disposizioni sono gli impiegati dell’Ufficio Tecnico. Viene così programmata una passeggiata funebre a segnare i cognomi dei defunti: tanto qui ci si conosce tutti, non è difficile risalire alla proprietà delle tombe. E chi se ne frega se non scriviamo a tutti i comproprietari.

A fine novembre i solerti funzionari spediscono le lettere, con posta prioritaria per risparmiare sulle raccomandate (che però, piccolo dettaglio, fanno da sempre fede).

Il testo (vd foto 1) è un concentrato di disprezzo delle norme: “a seguito di una verifica risulta che la S.V. è in possesso di una edicola/tomba presso il Cimitero. Al fine della regolarizzazione della pratica, Le chiediamo cortesemente di produrci entro e non oltre 15 giorni il titolo concessorio”. Sublime. Forse a Scheggino è dal 1990 che non consegnano la Gazzetta Ufficiale e quindi nessuno sa nulla di quella legge ribattezzata “241/90”.

Il documento non menziona alcuni elementi essenziali al fine della validità dello stesso, come, per citarne uno, l’indicazione del responsabile del procedimento. Le lettere vengono consegnate un pò a casaccio alla fine di settembre e i rumors cominciano a farsi sentire.

C’è chi non ritrova più l’atto, chi lo ha perso durante il trasloco, chi cestina la lettera municipale che è praticamente pari a carta straccia.

Ma il bello deve ancora venire. E arriva proprio in questi giorni quando il postino consegna la seconda missiva (vd. foto 2) a chi non ha dimostrato la proprietà delle tombe che ospitano le salme dei propri cari. In cambio di una bella sanatoria, mascherata da una ‘nuova’ concessione per i prossimi 99 anni, il Comune chiede la modica cifra di 680 euro. Tiè!

Così imparate a custodire bene gli atti di proprietà. Anche in questo caso l’invito a liquidare quanto richiesto dalla Giunta è perentorio: entro e non oltre il prossimo 21 novembre.

Da Nobel poi la frase con cui il Comune ha giustificato la tassa, dovendo provvedere a “regolarizzare l’area da Lei occupata nel civico cimitero comunale”. E giù a far scongiuri. Chi ha sfregato energicamente voluminosi corni rossi, chi una toccatina alle parti intime maledicendo quelli del Palazzo. L’opposizione, guidata dal capogruppo Domenico Santini, segue da vicino la questione e annuncia clamorose iniziative se il Comune non fermerà il procedimento. Il sospetto della minoranza è che Valentini stia in tutti i modi cercando di far cassa per ripianare le casse comunali, sui quali pesa il nuovo parcheggio costato più di mezzo milione di euro a fronte di un preventivo 260mila (appalto sul quale stanno già indagando la procura della repubblica di Spoleto e quella della Corte dei Conti di Perugia).

Un sospetto avvalorato anche dalla recente iniziativa di vendere il terreno dell’Activo Park (valore stimato 600mila €); iniziativa che è stata clamorosamente bocciata dai cittadini con una raccolta firme – avviata dalla Lista di Santini solo fra residenti maggiorenni – che ha registrato quota 208. Gli aventi diritto, a Scheggino, sono appena 402. Tutti vivi e in buona salute.

© Riproduzione riservata


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