A Città di Castello nuove antenne solo con 'ok' di amministrazione e gestori - Tuttoggi

A Città di Castello nuove antenne solo con ‘ok’ di amministrazione e gestori

Davide Baccarini

A Città di Castello nuove antenne solo con ‘ok’ di amministrazione e gestori

Mer, 29/06/2022 - 18:37

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Consiglio comunale approva nuovo regolamento per l’installazione di impianti di radio-comunicazione e il piano per la localizzazione degli impianti di telefonia mobile "Sono strumenti per tutelare salute della popolazione"

Città di Castello è il primo Comune in Umbria dove l’insediamento di nuovi impianti di telefonia mobile e di telecomunicazione sarà deciso in accordo tra amministrazione pubblica e gestori.

A stabilirlo è il regolamento per l’installazione di impianti di radio-comunicazione, che il Consiglio comunale ha approvato a maggioranza (voto favorevole di Pd, Psi, Lista Civica Luca Secondi Sindaco, CiviciX Città di Castello, Lega e l’astensione di Fd’I e Castello Civica) insieme al piano per la localizzazione degli impianti di telefonia mobile.

Gli obiettivi del regolamento

Il regolamento comunale, che recepisce per primo modifiche e integrazioni alla legge regionale 31/2013 approvate dall’assemblea legislativa dell’Umbria nell’aprile scorso, si pone gli obiettivi di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici, favorire la creazione di un flusso documentale costante e trasparente tra Comune e gestori di telefonia mobile per una corretta informazione della popolazione, attivando meccanismi di partecipazione alle scelte di quest’ultima.

La concertazione con i gestori, cosa potranno fare o non fare

In aula il vicesindaco con delega all’Urbanistica Giuseppe Bernicchi ha sottolineato l’aspetto innovativo della concertazione con i gestori, che in base al regolamento saranno tenuti a “definire con il Comune il programma di sviluppo territoriale della rete, nel rispetto dei livelli di esposizione della popolazione stabiliti dalla legge e tenendo conto dei siti individuati dall’amministrazione per pianificare la dislocazione degli impianti”. Bernicchi ha evidenziato che i gestori saranno tenuti prioritariamente a collocare i nuovi impianti su pali o tralicci già adibiti al servizio, a condizione che la somma delle emissioni resti contenuta nei limiti di legge e che le antenne non producano consistente impatto visivo. Nel caso in cui ciò non fosse possibile, gli operatori dovranno valutare la collocazione delle stazioni radio-base su aree di proprietà comunale o, solo in ultima ipotesi, su siti privati, ma il Comune potrà riservarsi in questo caso la facoltà di chiedere congrue motivazioni su cui pronunciarsi.

Antenne vietate su ospedali, case di cura e scuole e a 75 metri dai siti sensibili

A ulteriore tutela della popolazione, il Comune ha espressamente vietato che gli impianti di telefonia mobile e telecomunicazione possano essere insediati su ospedali, case di cura e riposo, strutture di accoglienza socio-assistenziali, oratori, parchi giochi, scuole e asili nido e ha raccomandato che queste infrastrutture tecnologiche siano collocate a non meno di 75 metri di distanza dai siti sensibili individuati dal regolamento: asili nido, scuole, stabili che accolgano comunità di minori per più 4 ore al giorno; luoghi di particolare pregio architettonico, culturale, monumentale, storico, naturalistico, paesaggistico o ambientale.

“Regolamento è strumento per tutelare salute della popolazione”

Come ha evidenziato Bernicchi, il Comune provvederà, con il supporto tecnico di Arpa Umbria e di professionisti incaricati, a effettuare periodicamente misure a campione dei campi elettromagnetici prodotti dagli impianti di telefonia e trasmissione dati sul territorio comunale e prescriverà agli operatori interessati di adottare entro 3 mesi gli interventi di risanamento a tutela della popolazione. Il vicesindaco ha chiarito che la regolamentazione della materia ha seguito un iter procedurale durato 2 anni, nel quale è stata garantita la partecipazione con i gestori e con la cittadinanza.

L’architetto Lucia Bonucci, responsabile del procedimento, nel riferire come la Regione Umbria si sia complimentata per il lavoro svolto anche per il confronto aperto con i gestori, ha sostenuto che “non è tanto importante dove si trovino le antenne, ma quali siano i livelli delle emissioni”, evidenziando che “il regolamento rappresenti uno strumento di tutela della salute della popolazione“. A questo proposito ha fatto presente che nell’ambito del lavoro di redazione del regolamento è stata condotta una campagna di controlli a sorpresa nel territorio comunale, anche all’interno delle abitazioni, dalla quale è emerso che “i valori di emissione elettromagnetica delle antenne installate a Città di Castello sono estremamente bassi, molto al di sotto dei limiti di legge”.

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