Cementificio Spoleto, lunedì tavolo di crisi in Regione | Si spera nel Mise

Cementificio Spoleto, lunedì tavolo di crisi in Regione | Si spera nel Mise

I vari schieramenti politici spoletini intervengono a difesa dei lavoratori e sollecitano il ministro Di Maio | E Caparvi (Lega) presenta un’interrogazione parlamentare

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Si confida nel ministero dello Sviluppo economico per una risoluzione positiva della vertenza che interessa i lavoratori del cementificio di Spoleto, lo stabilimento ex Cementir poi passato a Italcementi attraverso Cemitaly ed ora in mano alla Colacem. Dopo che nei giorni scorsi il gruppo cementiero eugubino ha annunciato il possibile dimezzamento dei lavoratori nel sito di Sant’Angelo in Mercole, si mobilita la politica. E intanto domani (lunedì 3 giugno) in Regione si dovrebbe riunire il tavolo di unità di crisi.

Lucidi (M5s): “Si rivaluti il piano industriale”

Chiede che la Colacem rivaluti il piano industriale il senatore del Movimento 5 stelle Stefano Lucidi, partito a cui fa capo il titolare del Mise, Di Maio. “Ho appreso la notizia della decisione, speriamo avventata, temporanea e solo annunciata,  – commenta il parlamentare spoletino – del licenziamento del 50% del personale dello stabilimento Ex-Cementir ora Colacem. Seguo la vicenda con la massima attenzione e provvederò in queste ore ad informare i vertici del Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico ai quali ho chiesto di attivarsi immediatamente per seguire la vicenda. Il clima politico di queste ore e le incertezze che ne derivano, sopratutto a livello regionale, richiedono una maggiore attenzione costante e attenta. Al momento chiediamo un rivalutazione di un piano industriale organico senza licenziamenti, e nel caso di inevitabili licenziamenti un obbligo di incentivo alla mobilità, e parallelamente una ricognizione immediata degli strumenti di solidarietà al lavoro disponibili per lavoratori e famiglie”.

Pd: “Il Mise cerchi soluzioni condivise con le istituzioni locali”

Confidano nel Mise anche i gruppi consiliari spoletini del Pd, Ora Spoleto e Per Spoleto. “Purtroppo tutti i timori palesati da tempo dai lavoratori – evidenziano – sono stati confermati nonostante le promesse dell’azienda di mantenere i livelli occupazionali esistenti, come è stato evidenziato lunedì 27 maggio, nell’incontro tra organizzazioni sindacali Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil e Colacem per il futuro dello stabilimento ex Cementir di Spoleto.

È stato convocato lunedì alle ore 12:00 in Regione il tavolo di unità di crisi, ma è ormai chiaro che solo un intervento del Ministero del Lavoro e Sviluppo Economico potrebbe avere gli strumenti per mettere sul piatto soluzioni a salvaguardia dei dipendenti e rimane fondamentale che quest’ultimo lavori in sinergia con la Regione, il Comune e i sindacati alla ricerca di soluzioni condivise e migliorative, a garanzia dei lavoratori. È francamente incomprensibile come in un paese dove si racconta di voler sbloccare le grandi opere e dove deve necessariamente ripartire la ricostruzione post sisma non ci sia futuro per un’azienda che produce cemento. Crediamo che questo, ormai lungo, periodo di incertezza sul futuro dei dipendenti e dello stabilimento di Spoleto sia una situazione inaccettabile ed esprimiamo tutta la nostra vicinanza e la nostra solidarietà ai lavoratori, consapevoli che tutto ciò non può e non deve bastare a risolvere la crisi, né a lenire il disagio e la preoccupazione delle persone che da mesi vivono questo dramma. Negli articoli apparsi sulla stampa il termine che ricorre spesso è mannaia. E non potrebbe essere altrimenti per una situazione che si prolunga da mesi e che ad ogni risvolto peggiora.

La mannaia è quella che sta per abbattersi sui lavoratori che stanno perdendo il lavoro, ma la mannaia è anche l’incertezza del futuro che pesa su tutti i dipendenti, non solo per la metà di essi, la mannaia sono le promesse mai mantenute, è la politica che non riesce a dare risposte, è il cinismo di una economia che guarda solo al profitto e che tratta le persone come numeri. Guardando alla nostra città è certamente ora di lavorare ad un serio piano di sviluppo per Spoleto affinché si argini la crisi occupazionale e si prospettino nuove opportunità di lavoro per giovani, disoccupati e cassaintegrati di tutte le età”.

Spoleto Popolare e Alleanza Civica puntano il dito su Murro

Questa invece la nota dei gruppi consiliari Spoleto Popolare e Alleanza Civica: “Il 27 maggio i vertici della Colacem hanno incontrato tutte le sigle sindacali aziendali per definire il futuro dello stabilimento ex Cementir. Da quanto si legge dalle note di stampa , lo stabilimento verrà convertito in centro di macinazione, con la conseguente riduzione di personale. Purtroppo, nonostante le rassicurazioni  del sig. Murro, incaricato a titolo ancora da chiarire dal sindaco per le crisi aziendali, apprendiamo che il nuovo piano aziendale prevede un ridimensionamento del 50% dell’attuale forza lavoro. Da parte nostra esprimiamo solidarietà e vicinanza ai lavoratori, chiediamo a tutte le massime cariche politiche locali e regionali di aprire una trattativa con Colacem e trovare le migliori soluzioni per la salvaguarda dell’ occupazione e la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie.

Nei prossimi giorni – concludono – chiederemo l’ intervento del Sindaco della nostra città e dell’assessore allo Sviluppo Economico”.

Lega incontra i lavoratori e presenta interrogazione parlamentare

Da ultimo la Lega, che ha incontrato nelle ultime ore i lavoratori del cementificio ed annuncia un’interrogazione parlamentare urgente rivolta al ministro Di Maio, oltre alla richiesta alla Regione Umbria di convocare la nuova dirigenza Colacem. All’incontro con i lavoratori delle cementerie e sindacalisti hanno preso parte il deputato Virginio Caparvi, il capogruppo regionale Valerio Mancini ed esponenti della Lega di Spoleto (in primis l’assessore Maria Rita Zengoni ed il capogruppo David Militoni).

“Raccogliamo la denuncia dei lavoratori riguardo allo svuotamento delle commesse che la ex Cementir ha subito negli anni in favore di altri stabilimenti fuori regione e che poi hanno portato ad una vendita apparentemente giustificata dal calo dei volumi, ma che di fatto sembra assomigliare ad uno smembramento” commentano Caparvi e Mancini. “Oggi – proseguono – sono a rischio più di 40 posti di lavoro dopo che altre posizioni sono state perse nell’attività estrattiva”.

“Come parlamentare – specifica Caparvi – presenterò un’interrogazione urgente al Ministro Di Maio per chiedergli di interessarsi alla vicenda. La Regione negli ultimi mesi non ha vigilato e non ha ascoltato l’appello dei lavoratori e questo lo  riteniamo molto grave – aggiunge Mancini – Chiediamo che la Regione si faccia portavoce di convocare al tavolo la nuova dirigenza Colacem per garantire quanto meno i livelli di Co2 e per non perdere e pregiudicare sviluppi futuri dell’azienda. Una bassa produzione a caldo, ad esempio, determinerebbe il deterioramento degli impianti in modo irrimediabile. Non è ammissibile – spiegano gli esponenti leghisti – che si mandino a casa 44 lavoratori dandogli una fittizia possibilità di continuare a lavorare a centinaia di chilometri da casa. È un territorio, quello di Spoleto, già martoriato e per il quale ci dobbiamo trovare compatti e forti dal livello comunale, fino al livello di Governo. Noi faremo la nostra parte in favore di una eccellenza umbra; vista anche la qualità del cemento prodotto nello stabilimento di Spoleto, che utilizza materie prime di eccellenza come calcare e argilla estratti dalle cave autorizzate fino al 2030 ed è l’unico attivo all’interno del cratere, evitando, poi, di importare cemento di altri stabilimenti anche di qualità inferiore”. 

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