Bevagna si prepara alla serie tv “Il nome della rosa” con un concerto speciale - Tuttoggi

Bevagna si prepara alla serie tv “Il nome della rosa” con un concerto speciale

Redazione

Bevagna si prepara alla serie tv “Il nome della rosa” con un concerto speciale

Domenica 3 marzo nella chiesa di San Silvestro l'ensemble “Assisi Suono Sacro” e i “Musicanti Potestatis” proporranno un ricco programma di musica medievale
sabato, 02/03/2019 - 09:51

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Bevagna si prepara alla serie tv “Il nome della rosa” con un concerto speciale

E’ oramai questione di ore e poi su Rai 1 andrà in onda la prima delle otto puntate della serie tv “Il nome della rosa”. Lo sceneggiato diretto da Giacomo Battiato, che riprende il best seller di Umberto Eco, ha visto Bevagna protagonista delle riprese.

Gli spazi della città delle Gaite si sono prestati in maniera eccellente come sfondo ad alcuni ciak della produzione che ha visto tra i suoi protagonisti attori del calibro di John Turturro e Rupert Everett. La messa in onda della prima puntata è prevista per lunedì 4 marzo e attorno alla serie tv c’è grande curiosità. Quello che è certo, al momento, è che Bevagna conferma la sua vocazione di “città del cinema”, visto che “Il nome della rosa” è stata solamente una delle produzioni ospitate lo scorso anno.

In attesa dello sceneggiato domani, domenica 3 marzo, alle 17, la chiesa di San Silvestro ospiterà il concerto “In nome della rosa”, con il gruppo medievale “Musicanti Potestatis” che suoneranno insieme all’ensemble “Assisi Suono Sacro”. In programma musica medievale riletta e riadattata. “Abbiamo pensato di offrire della musica di alto livello al nostro pubblico – spiega Annarita Falsacappa, sindaco di Bevagna -, con dei brani dedicati al periodo storico in cui è ambientata la serie televisiva, che ha scelto la nostra città per alcune delle riprese”.

Come detto, insieme ad “Assisi Suono Sacro”, protagonisti saranno i giovani che compongono il gruppo “Musicanti Potestatis”. Tutti i componenti provengono dalla scuola di musica di Bevagna e negli anni sono riusciti a farsi apprezzare anche fuori regione, grazie ai continui studi e ricerche dedicati alla musica medievale.


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