Bando per avvocati del Comune di Spoleto, opposizioni “Rischio ricorsi per il voto minimo”

Bando per avvocati del Comune di Spoleto, opposizioni “Rischio ricorsi per il voto minimo”

I gruppi di opposizione contestano i requisiti previsti dal Comune per il concorso rivolto agli avvocati ed in particolare il voto di laurea di 108

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Rischio contenziosi per la decisione del Comune di Spoleto di inserire un voto di laurea minimo tra i requisiti previsti per il bando rivolto agli avvocati nelle scorse settimane finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato di un avvocato da parte dell’ente. Ad evidenziarlo sono tutte le forze di opposizione in consiglio comunale, che contestano appunto uno dei requisiti previsti nel bando di concorso, le cui domande dovranno pervenire entro l’11 aprile.

“Il Comune di Spoleto – ricordano i gruppi Spoleto Popolare, Alleanza Civica, Partito Democratico, Ora Spoleto e Laureti per Spoleto  – ha emanato, lo scorso 12 marzo, un bando di concorso pubblico per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di un avvocato richiedendo un voto di laurea minimo di 108/110 e, da alcune sentenze analizzate, questo sembra essere del tutto fuori luogo.


Spoleto, il Comune cerca un avvocato a tempo indeterminato | I requisiti


È legittimo imporre un voto di sbarramento, come un voto di laurea minimo, per la partecipazione ad un concorso per un posto nella pubblica amministrazione? Se, per partecipare ad un bando, la pubblica amministrazione impone uno sbarramento, com’è possibile parlare di pari opportunità nell’accesso ai posti pubblici?

Dall’analisi di alcune sentenze in materia, – ricordano gli esponenti di minoranza – il possesso del titolo di laurea è, di per sé, requisito sufficiente ai fini della partecipazione ad un concorso, indipendentemente dal voto finale riportato a meno che non siano richieste specifiche conoscenze tecniche.

Un avvocato, inoltre, diventa tale dopo due anni di pratica e il superamento di un esame che rende possibile la sua iscrizione all’Ordine degli avvocati e il suo voto di laurea non rappresenta un requisito per tale esercizio.

Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al Sindaco. Ci sembra rischioso e fuori luogo per l’amministrazione l’inserimento del voto minimo per l’ammissione al bando. Rischioso soprattutto per gli eventuali ricorsi che potrebbero riguardare il Comune, le spese che dovrebbe affrontare per difendersi e la lentezza della macchina amministrativa se il concorso dovesse essere bloccato.

Giova da ultimo ricordare che, oltre alla giurisprudenza del Tar che ha sanzionato tali tipi di condotte, ci sono in discussione in Parlamento proposte di legge, presentate dagli stessi partiti che oggi sono in maggioranza a Spoleto, tese ad evitare che tale discriminazione venga perpetrata nelle selezioni per l’ingresso nella Pubblica Amministrazione”.

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