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AL TERMINE LA TRILOGIA SU EDITH STEIN

Redazione

AL TERMINE LA TRILOGIA SU EDITH STEIN

Mar, 11/12/2007 - 21:21

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Terzo appuntamento con il Convivium dedicato alle Donne filosofo del Novecento, che apre le attività del Campus Universitario “San Marco” promosso dal progetto “Cielo e Terra” in collaborazione con il Comune, la Provincia, la Regione e l'Ufficio Scolastico Regionale, con l'obiettivo di offrire un punto di riferimento, logistico e culturale, agli studenti del Polo universitario di Terni. Domani pomeriggio alle 17 la proiezione del film La settima stanza, di Marta Meszaros chiude la trilogia dedicata a Edith Stein, iniziata con una conferenza il 29 novembre e proseguita, lo scorsa settimana con lo spettacolo teatrale Il silenzio di Dio del teatro dell'Aleph. Il film – che è stato prodotto da Krzysztof Zanussi – sarà introdotto da Matteo Ceccarelli della direzione artistica del filmfestival popoli e religioni. Mercoledì 16 gennaio 2008 sarà la volta di Simone Weil con la conferenza “Abitare la contraddizione” di Giulia Paola Di Nicola e Attilio Danese, direttori di “Prospettiva persona”. EDITH STEINEbrea, filosofa, mistica, martire ad Auschwitz e santa patrona d'Europa, Edith Stein nacque a Breslavia (allora città tedesca, oggi città polacca di Wroclaw), ultima di 11 figli in una famiglia ebraica ortodossa. Nel 1904 divenne atea. Studiò tedesco, filosofia, psicologia e storia alle università di Breslavia, Gottinga e Friburgo. All'Università di Gottinga divenne studente di Edmund Husserl e lo seguì come assistente all'Università di Friburgo. Nel 1916 ottenne il dottorato in filosofia con una dissertazione sotto la guida di Husserl Zum Problem der Einfühlung (“Sul Problema dell'Empatia”), dopodiché divenne membro della facoltà a Friburgo. Nonostante avesse già avuto contatti con il cattolicesimo, fu solo dopo aver letto l'autobiografia della mistica santa Teresa d'Avila, durante una vacanza nel 1921, che abbandonò formalmente l'ebraismo e si convertì. Battezzata il 1 gennaio 1922 a Bad Bergzabern rinunciò al suo posto di assistente di Husserl per andare ad insegnare presso una scuola domenicana per ragazze a Speyer (1922-1932). Durante questo periodo tradusse il De veritate di san Tommaso d'Aquino in tedesco e familiarizzò con il pensiero filosofico cattolico in generale. Nel 1932 divenne lettore all'Istituto di Pedagogia a Münster, ma le leggi razziali del governo nazista la obbligarono a dimettersi nel 1933. Il 12 aprile 1933, alcune settimane dopo l'insediamento di Hitler al cancellierato, Edith Stein scrisse a Roma per chiedere a papa Pio XI e al suo segretario di Stato – il cardinale Pacelli, già nunzio apostolico in Germania e futuro papa Pio XII – di non tacere più e di denunciare le prime persecuzioni contro gli ebrei. Entrò nel convento Carmelitano a Colonia nel 1934 e prese il nome di Teresa Benedetta della Croce. Lì scrisse il suo libro metafisico Endliches und ewiges Sein (“Essere finito ed infinito”) con l'obiettivo di conciliare le filosofie di Tommaso d'Aquino e Husserl. Per fuggire alla minaccia nazista, il suo ordine la trasferì al convento Carmelitano di Echt nei Paesi Bassi. Lì scrisse la Kreuzeswissenschaft. Studie über Johannes vom Kreuz (“La Scienza della Croce: Studio su Giovanni della Croce”). Putroppo non era al sicuro neanche in Olanda: la conferenza dei vescovi olandesi il 20 luglio 1942 fece leggere in tutte le chiese del paese un proclama contro il razzismo nazista. In risposta il 26 luglio Adolf Hitler ordinò l'arresto dei convertiti ebraici (che fino a quel momento erano stati risparmiati). Edith e sua sorella Rosa, pure lei convertita, furono catturate ed internate presso il campo di transito di Westerbork prima di essere trasportate al campo di concentramento di Auschwitz, dove furono uccise nelle camere a gas il 9 agosto 1942. Con la sua beatificazione nel Duomo di Colonia da parte di Papa Giovanni Paolo II, il 1° maggio del 1987, la Chiesa cattolica volle onorare, per esprimerlo con le parole dello stesso Pontefice, ” una figlia d'Israele, che durante le persecuzioni dei nazisti è rimasta unita con fede ed amore al Signore Crocifisso, Gesù Cristo, quale cattolica ed al suo popolo quale ebrea”. Fu canonizzata dallo stesso Giovanni Paolo II l'11 ottobre 1998 e nominata copatrona d'Europa,


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