Sospese benedizioni pasquali e catechismo, funerali solo per parenti stretti | Le misure delle Diocesi dell'Umbria per il Coronavirus - Tuttoggi.info

Sospese benedizioni pasquali e catechismo, funerali solo per parenti stretti | Le misure delle Diocesi dell’Umbria per il Coronavirus

Redazione

Sospese benedizioni pasquali e catechismo, funerali solo per parenti stretti | Le misure delle Diocesi dell’Umbria per il Coronavirus

Sospese varie attività da parte delle Diocesi umbre, ma non tutte. Boccardo: "Periodo di "digiuno" di incontri ma non di preghiera personale"
Gio, 05/03/2020 - 11:28

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Benedizioni pasquali delle famiglie sospese, al pari di attività di catechismo, oratori e altre che non permettano di rispettare la distanza chiesta dalle misure del Governo. Ma anche limitazioni per i funerali. Sono le disposizioni che arrivano dalle Diocesi dell’Umbria dopo il decreto del Governo per le misure di contenimento del Coronavirus.

La fede cristiana – evidenzia il presidente della Conferenza episcopale umbra, monsignor Renato Boccardo – si pone al servizio della vita e quindi anche della salute e le nostre co­mu­­nità abitano un territorio di cui devono rispettare l’organizzazione. Verso le istituzioni pubbliche e politiche la Chiesa vuole essere leale e onesta collaboratrice, assumendo in maniera corresponsabile iniziative con cui contenere il diffondersi del virus.

In ottemperanza al Decreto emesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 4 marzo u.s., volto ad assumere le necessarie misure prudenziali per contrastare il diffon­der­si del virus COVID-19, i Vescovi della Regione Ecclesiastica Umbra forniscono le se­guenti indicazioni per l’attività pastorale su tutto il territorio, valide fino alla terza domenica di Quaresima, 15 marzo p.v.”.

Le misure nel dettaglio

1. Si continui la celebrazione abituale della Santa Messa, sia nei giorni feriali che festi­vi, come gli appuntamenti di preghiera che caratterizzano il tempo della Quaresima (es. Via Crucis all’aperto), avendo cura che i partecipanti possano osservare tra loro la di­stan­za di precauzione igienica.

2. Nella celebrazione eucaristica si ometta lo scambio del segno della pace e la comu­nione venga distribuita unicamente sulle mani del fedele.

3. È bene che le acquasantiere non contengano acqua.

4. Si sospendano gli incontri di catechesi per i fanciulli, le attività di oratorio, di gruppi e movimenti, così come gli altri eventi che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

5. Si sospenda la visita alle famiglie con la benedizione delle case.

6. Per la celebrazione dei funerali: alla Messa esequiale siano presenti soltanto gli stretti famigliari, sempre a distanza di precauzione igienica. A tempo opportuno, potrà es­se­re celebrata in parrocchia una Messa di suffragio con la partecipazione dell’intera comunità.

7. È possibile la celebrazione del sacramento della Penitenza nella forma individuale con le dovute attenzioni.

8. In questo periodo di tempo, negli orari e nelle modalità ritenute più opportune, si espon­ga nelle chiese il SS.mo Sacramento per la preghiera personale di intercessione e supplica, garantendo una presenza e una vigilanza costante.

“Digiuno di incontri, ma occasione per coltivare la preghiera personale”

“La situazione che si è venuta a creare – evidenziano ancora i vescovi umbri attraverso quello di Spoleto – Norcia mons. Boccardo – ci conduce ad una esperienza particolare di “di­giuno”, privandoci dei momenti di preghiera e di incontro comunitario che accompa­gna­no il cammino quotidiano del credente, specialmente in questo tempo di Quaresima.

Ciò tuttavia offre l’occasione di coltivare la preghiera personale e in famiglia e di dedi­care un congruo tempo all’ascolto e alla meditazione della Parola di Dio, affinché questi giorni che siamo chiamati a vivere diventino per tutti un momento di grazia che rinnova la vita cristiana e ottiene la benedizione di Dio a quanti sono colpiti e ai loro familiari; agli anziani, esposti più di altri alla solitudine; a tutti gli operatori sanitari e al loro gene­roso servizio; a quanti affrontano le pesanti conseguenze di questa crisi sul piano lavo­ra­tivo ed economico; a chi ha responsabilità scientifiche e politiche di tutela della salute pubblica”.

(foto di repertorio)

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