Il finale, standing ovation per Noseda | Video: l’urlo nei Vespri, Vip e fuochi - Tuttoggi.info

Il finale, standing ovation per Noseda | Video: l’urlo nei Vespri, Vip e fuochi

Carlo Ceraso

Il finale, standing ovation per Noseda | Video: l’urlo nei Vespri, Vip e fuochi

Lun, 13/07/2026 - 23:13

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Standing ovation per il Gran Gala del Festival dei Due Mondi, il Concerto finale che ha chiuso ieri sera la 69ma edizione con la straordinaria esecuzione della Filarmonica del Teatro Regio di Torino diretta dal celebre Gianandrea Noseda, alla sua prima esibizione in Piazza Duomo, forte di un programma elegante, arricchito dall’inaspettato dono e tributo a Verdi.

Se era stata Vanessa di Samuel Barber e libretto di Gian Carlo Menotti, ad aprire la kermesse, il Gran Gala è iniziato celebrando il compositore e ideatore del Festival di Spoleto, con l’Ouverture da Amelia al ballo, scritta nel ’36 durante il soggiorno viennese che il Duca si concesse con Barber. L’influenza di Giacomo Puccini si respira nelle note, il ritmo è veloce, sostenuto dagli archi, nel segnare l’agitazione della protagonista dell’opera, legni e percussioni aggiungono quella spensieratezza e ironia che caratterizza, in chiave moderna, l’opera buffa italiana.

La bacchetta di Noseda, di più, tutto il suo corpo, saltano da una sezione all’altra, da uno strumento all’altro con una armonia da far invidia ad un provetto ballerino.

Si prosegue con le Danze sinfoniche da West Side Story di Leonard Bernstein, sdoganato nell’era Ferrara per il pubblico del Festival dei Due Mondi.

La Filarmonica del Regio di Torino si conferma eccellente nel seguire gli “ordini” del Direttore che sfodera le sue innate doti di equilibrio e rara energia nel controllare rigorosamente ogni sequenza orchestrale, nel consentire al pubblico di captare anche la nota più lieve.

Si arriva così alla Sinfonia 9 “Dal Nuovo Mondo”, scritta da Antonin Dvorak, il compositore boemo che sbarcato in America aprirà per primo la strada a quell’America legata ancora mani e piedi alla cultura operistica europea. Una partitura che narra del viaggio dell’autore, dei suoi sentimenti fatti di nostalgia per l’amata Boemia e di stupore di fronte alla scoperta degli spiritual afroamericani e delle leggende dei nativi americani; condensato in una musica che sa di fratellanza universale, che unisce non i “Due Mondi”, ma ogni terra, ogni Continente. Di grande impatto il quarto movimento (Allegro con fuoco) ancora oggi ripreso dal modo cinematografico e pubblicitario.

Un concerto dal forte impatto, anche politico, celebrando sì il 250 anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti ma che auspica l’indipendenza e la pace per ogni Popolo.

Il ritorno di Verdi, grazie Maestro Noseda | L’urlo ai tecnici (video)

Applausi a scena aperta con il maestro Noseda che torna per tre volte sul palco e annunciare un inatteso quanto emozionante bis, la Sinfonia da I Vespri siciliani di Giuseppe Verdi. “Con questo programma abbiamo idealmente voluto costruire un ponte capace di unire davvero” dice Noseda al microfono “perciò è il momento di Giuseppe Verdi, l’uomo dei due mondi, amato in America quanto Giacomo Puccini. La Sinfonia dai Vespri siciliani è una storia di liberazione dall’oppressione francese”.

Nove minuti per uno dei capolavori del maestro di Busseto – la cui musica mancava al Festival dal 7 anni e solo per questo andrebbe già ringraziato Noseda – in cui riassume la drammatica storia vissuta dal popolo (Largo), la tensione politica (Allegro agitato), il momento della ragione sul da farsi (Adantino) per chiudere con il marziale Allegro che accompagna la rivolta contro lo straniero.

Un turbinio di emozioni che travolge la platea che saluta l’esecuzione con una standing ovation. Non è sfuggito l’urlo del Direttore Noseda, nell’Allegro agitato, quando, dopo aver già per due volte indicato con il braccio sinistro ai tecnici di abbassare il microfono-spia sul palco, si è visto costretto a girarsi verso la torre di controllo urlando di abbassare il volume: una mancanza acustica, non colta dall’orecchio del pubblico, ma che rischiava di compromettere la direzione dell’orchestra nel suo insieme. E sì che c’è stato chi ha interpretato l’epico scazzo come una “reprimenda” nei confronti del pubblico spoletino, a conferma che prima di parlare bisognerebbe attivare almeno due, facciamo tre neuroni.

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Per la cronaca, tra i musicisti della Filarmonica del Regio spiccava anche il giovane Riccardo Nanni (corno) già membro della Banda musicale di Spoleto, approdato con successo alla celebre scuola torinese.

Isabella Rossellini consegna il Premio Carla Fendi

Ad aprire la serata il consueto Premio “Carla Fendi” che, nel ricordo di Bob Wilson, per anni presente al Festival con i suoi celebri spettacoli, quest’anno è stato consegnato al The Watermill Center, il laboratorio di arti e scienze umane creato e diretto da Wilson. Sul palco la Presidente della Fondazione intitolata alla compianta stilista, Maria Teresa Venturini Fendi, che ha affidato la consegna del Premio a Isabella Rossellini, la modella e attrice figlia di Roberto Rossellini e Ingrid Bergman, da sempre legata con la famiglia alla città del Festival. A ritirare il Premio è stato il successore di Bob Wilson, Charles Chemin, poliedrico regista, drammaturgo e attore.

Poco prima i saluti e ringraziamenti del Sindaco e del Direttore artistico che questo pomeriggio ha diramato una lettera aperta di ringraziamento al pubblico del Festival dei Due Mondi (leggi qui).

Vip in Piazza Duomo

Almeno l’ultima “apertura di sipario” ha consentito al cerimoniale di alleviare la scarsa presenza di vip registrati in questa edizione del Festival, a dispetto di una critica sostanzialmente eccellente per la qualità degli spettacoli e i confortanti dati annunciati ieri dallo stesso d.a. Daniele Cipriani.

Insieme al Ministro per la cultura, Alessandro Giuli – prima di entrare in Piazza si è soffermato a lungo a parlare con la direttrice del Maxxi (ed ex dirigente amministrativa del Festival) Paola Macchi – erano presenti tra gli altri Il sindaco e Presidente del Festival Andrea Sisti, l’Arcivescovo di Spoleto-Norcia Monsignor Renato Boccardo, la Presidente della Regione Stefania Proietti, il Segretario Generale del Senato della Repubblica Federico Silvio Tonato, i Senatori Franco Zaffini e Walter Verini con gli Onorevoli Raffaele Nevi e Emma Pavanelli, l’onorevole Pietro Laffranco membro del Csm militare, la Presidente del Consiglio regionale Sarah Bistocchi, il Presidente della Corte d’Appello di Perugia Giorgio Barbuto, la Presidente del Tribunale di Spoleto Claudia Matteini, il Direttore Generale del Ministero della Giustizia Mariaisabella Gandini, il neo Direttore generale del Mic Costantino D’Orazio, il Procuratore della Repubblica di Spoleto Claudio Cicchella, il Giudice della Sezione Controllo della Corte dei Conti Umbria, il board al completo del Festival (Paolo Feliziani, Stefano Lado, Mauro Luchetti e Maria Teresa Venturini Fendi), i Consiglieri regionali Paola Agabiti, Francesco Filipponi, Stefano Lisci, Enrico Melasecche, Andrea Romizi; il Presidente del Consiglio comunale Marco Trippetti (presenti i membri di Giunta e Consiglio), il Direttore dell’Inps Umbria Elisa Maria Spagnolo, il Presidente della Vus Paolo Arcangeli e della Vus Com Valentina Sabatini il Presidente dell’Ordine degli avvocati Pietro Morichelli, e gli Amici del Festival tra cui Camillo Corsetti Antonini, Carol Lewitt, Marina Mahler, Duccio Marignoli, Ada Spadoni Urbani e Maria Teresa Venturini Fendi.

Sul fronte delle Forze dell’ordine e Forze Armate hanno presenziato il Questore di Perugia Dario Sallustio, il Generale di divisione della Guardia di Finanza Francesco Mazzotta, il Generale di Brigata della Legione Carabinieri Luca Corbellotti, il Comandante Regionale dei Vigili del Fuoco dell’Umbria Valter Cirillo e quello dell’Esercito Colonnello Maurizio Silvestrini, con i vertici delle forze di polizia del comprensorio.

L’applauso di Spoleto, a mezzanotte, per i fuochi

A chiudere davvero la 69ma edizione è stato l’applauso finale da sempre generosamente tributato dal pubblico festivaliero che da ogni angolo della Città non manca di ammirare i fuochi d’artificio, anche quest’anno realizzati grazie al sostegno della partecipata del Comune, Vus Com.

Partito a rilento, lo show pirotecnico ha regalato alle migliaia di spettatori nuove creazioni con colori sempre più vividi che si sono sono concluse con lo scintillante tripudio di stelle che ha illuminato a giorno la straordinaria Vallata spoletana, come amava definirla San Francesco nell’ammirarla dal Monte Luco.

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