Una sorta di “guerra dei Roses” estesa a suoceri e genero quella che il giudice Avenoso si è trovato a dirimere questa mattina. Lui e lei separati, un bimbo conteso e due reciproche denunce tra i genitori di lei e l'ex marito. Una vicenda contorta, che risale alla primavera del 2004 e che vede ben tre imputati per due accuse diverse: i suoceri che querelano il genero per violazione di domicilio, l'uomo che contraccambia con una denuncia per maltrattamenti a minore. Un'avversione che nasce da un matrimonio in crisi e culmina con l'episodio discusso oggi in tribunale.
Dopo aver abbandonato il tetto coniugale per presunte aggressioni ed aver chiesto la separazione, la moglie dell'uomo, nel maggio di quattro anni fa, si sarebbe rifugiata con il figlio a casa dei genitori a Trevi. Nel tentativo di rivedere il bimbo il padre si sarebbe recato dai suoceri nell'ora concordata con la ex moglie il giorno prima. Ma qui la vicenda si complica. A detta dell'ex marito, infatti, i suoceri che rincasavano con a bordo il figlio non solo non si sarebbero fermati per permettere al piccolo di scendere dall'auto e salutare il padre ma avrebbero fatto di tutto per spingerlo all'interno dell'abitazione, con maniere poco gentili. Tesi, questa, smentita dai genitori dell'ex moglie, che negano qualsiasi forma di maltrattamento e di richiesta di aiuto del bimbo rivolta al padre, ribadendo l'intrusione dell'uomo nella loro proprietà.
Secondo la cognata dell'uomo, sentita come teste della difesa dei genitori, perchè titolare di uno studio attaccato all'abitazione dei due imputati da cui avrebbe assistito alla scena, non ci sarebbe stato alcun grido da parte del piccolo e l'ex della sorella si sarebbe premurato di allontanarsi dalla casa dei suoceri prima che il cancello d'ingresso si chiudesse. Storia complessa di cui si tornerà a parlare il prossimo 30 giugno.
(Lucia Riccetti)