Una “Bottega delle invenzioni”. Così Sergio Gunnella, Confavi ACR Umbria, chiama gli uffici della Regione dove si decidono le sorti dell’attività venatoria.
E tra le “invenzioni” ne ricorda tante: “A partire dalla L.R.14 del 1994, regina delle invenzioni e delle
interpretazioni bislacche comminateci impunemente in questi 32 anni di tribolazione; dai regolamenti
regionali stesi con strafalcioni che neppure i cavalli dei concorsi a ostacoli riescono a saltare, alle
pre/post/aperture da circo equestre, i tesserini consegnati in fotocopia, dalla caccia alla “Streptopelia
turtur” col telefonino, il Calendario “approvato” e mai “pubblicato” nei tempi canonici per decenni,
e dai documenti indispensabili e omessi per lustri e lustri, dalle ZRC che ne disconoscono i criteri a
partire dal loro stesso acronimo”.
La “penultima” invenzione, perché, spiega, la parola “ultima” non esiste, sono “gli onnipresenti corsi di formazione a rimpinguare – bontà loro – i bilanci regionali sempre bisognosi di “aiutini” e…di propaganda”. Gunnella si riferisce ai “corsi di formazione per i cacciatori di selezione abilitante al
controllo dei corvidi”. E attacca: “Stì corsi a pagamento coatto “abilitano” all’abbattimento di una specie cacciabile già compresa nel prezzo che, per giunta, è brutta e immangiabile”.
“Mi ritorna alla mente – commenta in chiusura Gunnella – un proverbio popolare che il mio maestro elementare faceva riscrivere per 100 volte sul quaderno a righe dei compiti a casa ai furbetti del quartierino. Ricordate? “Tanto i poveri che i ricchi, vanno tutti a caccia a micchi”. Poi, la mattina seguente, appoggiando il corposo vocabolario della lingua italiana sulla cattedra, il docente invitava i più volonterosi a leggere ad alta voce il significato e l’ etimologia del termine “micco”: “L’ aggettivo micco indica principalmente, in senso figurato, una persona sciocca, babbea o fessa”.-nda- In classe ci ridevamo sopra tutti, coinvolgendo lo stesso maestro nell’ilarità collettiva. Era il tempo dell’ oro e della gioventù. Ma gli esami nella vita, si sa, non finiscono mai”.