Domenica 19 aprile, alle ore 12, a Norcia sarà inaugurato il Palazzo Comunale, al termine di un innovativo intervento di restauro e adeguamento sismico. Alla cerimonia parteciperanno il Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera.
Intervento da 7 milioni e 370 mila euro
L’intervento, del valore complessivo di 7 milioni e 370 mila euro, restituisce alla comunità uno dei principali simboli identitari della città, profondamente segnato dal sisma del 2016, trasformandolo in un caso di riferimento internazionale per la sicurezza del patrimonio storico. Il complesso è stato oggetto di un avanzato intervento di isolamento sismico alla base, tecnologia che consente di “separare” l’edificio dal terreno, riducendo drasticamente le sollecitazioni trasmesse durante un terremoto. Nel caso di Norcia, si tratta di uno dei primi esempi italiani di applicazione di questa tecnologia su un edificio pubblico medievale del XIII secolo e di uno degli interventi più rilevanti nel contesto della ricostruzione post-sisma 2016. La soluzione adottata ha previsto il taglio delle fondazioni esistenti, la realizzazione di un nuovo sistema fondale e l’inserimento di 67 dispositivi di isolamento tra struttura e terreno, capaci di filtrare l’azione sismica e ridurre fino a 8-10 volte le accelerazioni. Il sistema permette inoltre all’edificio di assorbire spostamenti fino a 41 centimetri, assicurando al contempo la conservazione degli elementi architettonici e decorativi. L’intervento, recentemente premiato a livello internazionale nell’ambito dei Global Design and Innovation Awards 2025, rappresenta oggi una best practice per la tutela del patrimonio storico in aree ad alta sismicità e un modello replicabile a livello nazionale e internazionale.

Castelli: “Isolamento sismico delle strutture è un cambio di paradigma”
Per il Commissario Guido Castelli: “Restituire alla comunità di Norcia il Palazzo Comunale vuol dire dimostrare che è possibile coniugare tutela della storia e innovazione tecnologica. Con questo intervento abbiamo adottato una delle soluzioni più avanzate al mondo, applicando l’isolamento sismico alla base a un edificio medievale, con risultati straordinari in termini di sicurezza. Si tratta certamente di una delle opere che meglio rappresentano quel modello di ricostruzione e riparazione economico e sociale, fondato su innovazione e sostenibilità, che ha dato vita al laboratorio Appennino centrale. È un cambio di paradigma: non si tratta più solo di rafforzare le strutture, ma di ridurre drasticamente l’impatto del terremoto sugli edifici. Norcia diventa così un punto di riferimento internazionale per la ricostruzione, capace di indicare una strada concreta per proteggere il nostro patrimonio e garantire futuro alle comunità”.
I danni al Palazzo Comunale
Il Palazzo Comunale di Norcia, tra i principali simboli della città e risalente al XIII-XIV secolo, è il risultato di successive ricostruzioni dovute ai frequenti eventi sismici dell’area. Il terremoto del 30 ottobre 2016 ha evidenziato la vulnerabilità del complesso, con danni concentrati soprattutto nella connessione strutturale tra le diverse parti dell’edificio. In queste zone si sono verificati crolli e gravi lesioni, causati dalla diversa risposta dinamica degli elementi strutturali, fisicamente connessi ma con comportamento differente. Le sollecitazioni hanno prodotto forti tensioni nelle giunzioni, con fessurazioni diffuse e cedimenti locali. Più contenuti i danni nel resto dell’edificio.
Isolamento sismico
Per superare queste criticità è stato adottato l’isolamento sismico alla base, soluzione che riduce drasticamente le accelerazioni trasmesse all’edificio, proteggendo anche gli elementi architettonici. A differenza degli approcci tradizionali, basati sul rinforzo, questa strategia riduce la domanda sismica. Le soluzioni convenzionali, come il rinforzo locale, non sarebbero state efficaci né compatibili con i vincoli storico-artistici. L’isolamento consente invece un comportamento unitario del complesso, riducendo le oscillazioni tra le diverse parti. L’intervento, con 67 dispositivi e una capacità di spostamento fino a 41 cm, rappresenta una delle applicazioni più avanzate su edifici storici.