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Città di Castello, 50 anni di Emodialisi. Secondi: “Un servizio che unisce”

Redazione

Città di Castello, 50 anni di Emodialisi. Secondi: “Un servizio che unisce”

Presenti per la benedizione monsignor Bedini, vescovo di Città di Castello e Abderrahim responsabile del Centro culturale islamico
Dom, 31/05/2026 - 09:00

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Un abbraccio simbolico tra fedi, culture e professioni diverse ha aperto la celebrazione dei 50 anni del Centro di Emodialisi dell’ospedale di Città di Castello, trasformando il reparto in un luogo di incontro, gratitudine e comunità.  Sabato mattina, nel cuore del reparto Dialisi, la presenza congiunta dei monsignor Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Città di Castello e di Ahrram Abderrahim, responsabile del Centro culturale islamico, ha dato vita a un intenso momento dedicato ai pazienti e agli operatori che ogni giorno rendono possibile uno dei servizi più longevi e preziosi dell’ospedale. Insieme a loro Luca Secondi, sindaco di Città di Castello e Carla Chieli Giombini, presidente dell’associazione Amare, che sono stati accolti dalla direzione di Presidio – rappresentata da Marina Cecci, Gilberto Baracchini, Lucia Puletti e Sofia Robellini – e da Alessandro Leveque, direttore della struttura di Nefrologia e Dialisi degli ospedali di Emergenza Urgenza dell’Usl Umbria 1, insieme ai medici Gioia Fiorucci e Michela Dolciami

“Il cinquantesimo anniversario della fondazione del Centro di emodialisi ci aiuta a comprendere quanto un percorso di cura così delicato e, per molti aspetti, così invasivo nella vita delle persone, abbia bisogno di essere sostenuto da una grande attenzione professionale, ma anche dalla vicinanza umana e dal prezioso contributo del volontariato. La mia presenza, con un gesto di benedizione, vuole essere un segno di fraternità, che ci unisce di fronte alla vulnerabilità della vita” ha detto il vescovo.

Cinquant’anni di attività significano migliaia di persone aiutate e un impegno costante da parte di medici, infermieri e volontari, che ogni giorno mettono professionalità e umanità al servizio di chi soffre. Desidero ringraziare il dottor Luciano Giombini, che ha dato avvio a questo percorso, e l’associazione Amare per la generosità con cui sostiene i pazienti e tutto il personale del reparto: il vostro lavoro è prezioso per l’intera comunità. Come Centro Culturale ci sentiamo parte viva della città e vogliamo continuare a camminare insieme, perché solidarietà e aiuto reciproco sono la base di una comunità unita” ha sottolineato il responsabile del Centro culturale islamico. 

Infine, Luca Secondi si è unito alle belle parole pronunciate dai due esponenti religiosi e dai rappresentanti sanitari dell’ospedale tifernate sottolineando la portata di un gesto di grande valore universale che “accomuna tutti senza distinzione nel nome del diritto alla salute e gratitudine nei confronti di tutti coloro che negli anni si sono resi protagonisti ogni giorno della crescita ed efficienza di un importante servizio”.

A margine dell’incontro, la direzione del Presidio ospedaliero, coordinata da Gioia Calagreti, ha affermato che nel celebrare i 50 anni del Centro di Emodialisi “si riconosce non solo un traguardo sanitario, ma un pezzo di storia della comunità, che da mezzo secolo si prende cura delle persone più fragili con competenza e umanità. La benedizione congiunta del vescovo e del responsabile del Centro islamico dà a questo momento un valore ancora più profondo: due voci diverse che, davanti alla sofferenza, testimoniano un messaggio comune di accoglienza, sostegno e fraternità. L’Emodialisi diventa così simbolo di dialogo e convivenza tra culture e fedi diverse, unite dal desiderio di cura e speranza. Anche a nome della direzione Aziendale esprimiamo un ringraziamento a tutti i professionisti che in questi cinquant’anni hanno fatto crescere il servizio, e un pensiero ai pazienti e alle loro famiglie, che ricordano ogni giorno il senso più autentico del lavoro sanitario”.

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