Numero antiviolenza, 11 contatti in un anno | Sette i codici rosa da luglio

Numero antiviolenza, 11 contatti in un anno | Sette i codici rosa da luglio

Il Centro di ascolto dell’Alto Tevere Umbro traccia il bilancio nella giornata dedicata all’eliminazione della violenza sulle donne

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Undici contatti, di cui 7 provenienti da donne italiane, alcune chiamate mute, altre che non hanno avuto seguito: queste le cifre del Centro di ascolto antiviolenza dell’Alto Tevere Umbro che risponde al numero 075 8529444 e che, ad anno dall’apertura, ha tracciato un bilancio della sua attività presso il Centro Salute di via Vasari a Citta di Castello.

Un servizio essenziale per intervenire nei casi concreti ma a cui va affiancata un’opera di educazione presso i bambini ed i giovani perchè il fenomeno della violenza di genere deve essere estirpato” ha detto Andreina Ciubini, assessore alle Pari Opportunitá di Citta di Castello, intervenuta insieme ai rappresentanti dei Comuni fondatori: il sindaco tifernate Luciano Bacchetta, il sindaco di Citerna Giuliana Falaschi, il sindaco di Monte Santa Maria Tiberina Letizia Michelini, l’assessore di Umbertide Chiara Ferrazzano e la presidente della Commissione delle Pari Opportunità Stefania Bagnini, l’assessore alle Pari Opportunità di San Giustino Elisa Mancini.

In particolare sindaci ed assessori hanno ribadito come “la violenza sulle donne non possa essere giustificata in nome di usi e tradizione religiose o culturali e che la sensibilizzazione deve riguardare le famiglie e investire l’educazione dei bambini perchè diventino maschi adulti consapevoli e rispettosi della libera determinazione delle loro compagne“. “Intorno alle vittime di violenza l’Altotevere ha stretto una rete che coinvolge i Servizi sociali e la sanità pubblica” ha aggiunto Diamante Pacchiarini, direttore sanitario della Ausl Umbria 1, presente insieme alla direttrice del distretto sanitario Daniela Felicioni, “siamo attivi su tanti fronti grazie anche ai Consultori familiari e la formazione del personale, ma è necessario un cambio di mentalità a livello sociale“.

A presentare i numeri del Centro è stata Rossella Cestini, assistente sociale della Ausl Umbria 1 che ha parlato di “cause diverse: due donne hanno telefonato per denunciare uno stalking, altre maltrattamenti familiari in un nucleo con minori, una ragazza è venuta insieme ai genitori. Per alcune di loro si è dovuto procedere all’allontanamento dall’ambiente familiare, ad altre abbiamo provveduto con assistenza legale. Anche se le segnalazioni in un anno non sono molte, dobbiamo pensare che le vittime sono almeno undici e che senza il numero antiviolenza non avrebbero trovato il coraggio di esprimere le loro difficoltà“.

In realtà la situazione nasconde ancora delle zone d’ombra se dall’attivazione nel luglio scorso presso l’ospedale di Città di Castello, il Codice Rosa, una corsia preferenziale per le vittime di violenza presso il Pronto Soccorso, é stato richiesto già sette volte e in cinque casi la donna é stata inserita nel percorso protetto. Questo nuovo servizio ė stato presentato in occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne da Sara Piazzola in rappresentanza dell’associazione Libera…mente Donna, che gestisce anche il Centro antiviolenza di Perugia e che ha illustrato che tipo di donne accolgono e come “sia importante che la donna trovi canali di dialogo nei momenti di crisi“. All’iniziativa hanno partecipato Luciana Bassini, responsabile del Dipartimento Maternità ed Infanzia dell’ospedale di Cittá di Castello, Patrizia Goracci, responsabile del Consultorio familiare dove è attivo uno Spazio Giovani, le ostetriche, Rimateria, il club 8.3 e la Cri.

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