Casa Ancarano, udienza slitta a ottobre ma aumentano le accuse

Casa Ancarano, udienza slitta a ottobre ma aumentano le accuse

Difetto di notifica nei confronti della Regione Umbria fa saltare ancora l’udienza filtro | Integrato il capo d’imputazione nei confronti di sindaco di Norcia, direttore dei lavori e presidente della Pro loco di Ancarano

Dovranno rispondere anche di altre contestazioni i tre imputati al centro del processo su Casa Ancarano, la struttura polivalente in fase di costruzione nella frazione di Norcia distrutta dal terremoto che, nelle intenzioni del Comune e della locale Pro loco, dovrebbe servire come centro aggregativo. Ma per l’inizio del dibattimento bisognerà ancora aspettare diversi mesi.

E’ stato un nulla di fatto anche l’udienza odierna della vicenda che ha creato dibattito a livello nazionale e che vede sotto accusa il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, il presidente della Pro loco Venanzo Santucci (presente in aula) e il direttore dei lavori Riccardo Tacconi, difesi oggi in aula dagli avvocati David Brunelli, Massimo Marcucci, Luisa Di Curzio e Valerio Petrangeli.

Dopo lo slittamento di due settimane fa per l’assenza del giudice, nell’udienza di questa mattina davanti al Tribunale di Spoleto non si è potuto far altro che trattare di questioni preliminari, a causa di una mancata notifica alla Regione Umbria, che figura come parte offesa.  Ma durante la mattinata è emersa una novità significativa: la Procura infatti (in aula c’erano i pm Patrizia Mattei e Gennaro Iannarone) ha presentato una integrazione del capo di imputazione.

Agli imputati viene contestato di aver realizzato l’opera senza permesso a costruire ed in violazione della normativa ambientale: il cantiere di Casa Ancarano, infatti, sorge all’interno del Parco nazionale dei monti Sibillini in una zona dove non sono ammesse nuove edificazioni. E per tale struttura, è la tesi della pubblica accusa, non varrebbero le deroghe consentite dalla normativa emergenziale post terremoto che sono state invece adottate in luogo delle procedure ordinarie. Ora, ha spiegato il sostituto procuratore Mattei in aula, il capo d’imputazione dà conto di tutto l’iter che sarebbe stato omesso nelle procedure autorizzative. Ad essere contestate, quindi, sono anche l’omessa procedura di valutazione di incidenza ambientale (la cosiddetta Vinca) e il mancato nulla osta da parte del Parco nazionale dei monti Sibillini (violazione dell’articolo 113 della Legge quadro sulle aree protette, legge 394/1991).

Durante l’udienza è stato anche acquisito un fascicolo dei pm che contiene tutti gli atti in merito al sequestro di Casa Ancarano. Nel fascicolo del dibattimento compare pure l’ultimo decreto del giudice,  di pochi giorni fa, in cui si rigetta l’istanza di dissequestro presentata dall’avvocato Brunelli.

L’udienza è stata quindi rinviata al 23 ottobre 2018. Sarà comunque un’udienza filtro, finalizzata cioè all’ammissione delle prove e dei testimoni, dopo di che si procederà ad un nuovo rinvio per aprire finalmente la fase dibattimentale.

Stampa