"Vieni in Italia, ti diamo un lavoro", giovane africana ridotta in schiavitù sessuale da connazionali - Tuttoggi

“Vieni in Italia, ti diamo un lavoro”, giovane africana ridotta in schiavitù sessuale da connazionali

Redazione

“Vieni in Italia, ti diamo un lavoro”, giovane africana ridotta in schiavitù sessuale da connazionali

La ragazza trova la forza di denunciare colui che si era offerto di pagare anche le spese del viaggio da clandestina, un pregiudicato nigeriano
Gio, 02/05/2019 - 13:39

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Nelle ultimissime ore, a Perugia, al termine di complessa attività investigativa dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo e della Sezione Operativa della Compagnia di Perugia, è stato localizzato e arrestato, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Perugia, un cittadino nigeriano, classe 1985, residente a Perugia, disoccupato, con precedenti di polizia, indagato per i reati di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, tratta di persone, sfruttamento della prostituzione e violazione del testo unico sull’immigrazione.

Inoltre, sono state denunciate a piede libero due donne connazionali dell’uomo, classi 1990 e 1991, entrambe con precedenti di polizia, indagate, a vario titolo, per lo stesso reato.

Le investigazioni sui soggetti in questione avevano avuto origine dalla denuncia presentata, nel marzo 2017, da una giovane ragazza nigeriana, giunta in Italia, come tante altre, con la falsa promessa di una conoscente, di ottenere un lavoro.

Al riguardo l’amica della vittima, le aveva riferito di avere, in Italia, un referente che avrebbe potuto aiutarla a trovare un lavoro; e proprio per questo la giovane avrebbe dovuto lasciare il paese di provenienza senza documenti, da clandestina, memorizzando soltanto il numero di telefono del “benefattore” che, addirittura, si era reso disponibile a prendersi carico di tutte le spese del viaggio.

La realtà si è rivelata, purtroppo, ben diversa dai sogni. Infatti, l’attività d’indagine, protrattasi fino al mese di giugno 2018, ha consentito ai Carabinieri di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico del “benefattore” arrestato, il quale, senza scrupolo e immaginando lauti guadagni, in dispregio della dignità umana ha collezionato una serie di reati così riassunti dagli uomini dell’Arma:

“ha sfruttato l’attività di meretrico della denunciante, costringendola a prostituirsi in questo centro e facendosi consegnare i proventi delle sue prestazioni sessuali, nonché riducendola in condizione analoga alla servitù”;
“approfittando della condizione di vulnerabilità della vittima (giovane età, priva di mezzi di sostentamento, non in grado di comprendere e parlare la lingua italiana), ha fatto giungere quest’ultima in Italia dalla Nigeria (a mezzo di un barcone partito dalla Libia, soccorso da una nave della Marina Militare, unitamente ad altri migranti, approdata a Reggio Calabria il 6 luglio 2016), mettendo in pericolo la sua vita e inducendola a patire gravi sofferenze, tanto sulle coste libiche, prima di essere imbarcata, quanto durante la traversata”;
-“si è avvalso, inoltre, della collaborazione della seconda connazionale, la quale ha agevolato lo sfruttamento della prostituzione della ragazza, accompagnandola in località Pian di Massiano di Perugia (luogo dove era costretta a prostituirsi), nonché monitorandola costantemente durante l’attività di meretricio”.

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato trasferito presso la casa circondariale di Perugia Capanne, a disposizione dell’A.G. comptente.

Foto repertorio TO

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