Verso il ballottaggio tra Zuccarini e Pizzoni, ecco le strategie e l'analisi del voto - Tuttoggi

Verso il ballottaggio tra Zuccarini e Pizzoni, ecco le strategie e l’analisi del voto

Claudio Bianchini

Verso il ballottaggio tra Zuccarini e Pizzoni, ecco le strategie e l’analisi del voto

Fondamentale l'orientamento dei grillini, crolla il PD e la Lega fa il pienone | Liste civiche, tra successi e flop
Mar, 28/05/2019 - 18:07

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Verso il ballottaggio tra Zuccarini e Pizzoni, ecco le strategie e l’analisi del voto

Foligno sceglierà il suo sindaco al secondo turno di ballottaggio: un esito elettorale che era nell’aria già da tempo, e che non ha stupito nè i politici più esperti, né tantomeno gli osservatori più attenti.

Forse – e ci può stare – i risultati usciti dal precedente scrutinio delle schede delle europee  avevano fatto sperare qualcuno in una vittoria schiacciante già dal primo turno, o comunque in una prima tornata con la vittoria a portata di mano.

Alla fine però, il primo duello si è chiuso con la coalizione di centrodestra in netto vantaggio, ma non vicino alla metà dei voti dei folignati, fermandosi esattamente al 44.72%  e con una coalizione di centrosinistra che pur nella debacle ha scongiurato il tracollo, racimolando un 38,27% che non fa perdere le speranze ai più ottimisti sostenitori.

Domenica 9 giugno quindi, gli elettori del centro del mondo dovranno tornare alle urne e scegliere tra Stefano Zuccarini, che ha ottenuto complessivamente 13.562 voti e Luciano Pizzoni con 11.606 prefenze, staccato di 1.956 preferenze.

Questa la situazione, e da qui si riparte. Con uno scarto del 6.45% è chiaro che l’ago della bilancia saranno i grillini.

L’altra volta, ovvero nel 2014 al primo turno Nando Mismetti si fermò al 41,48% contro appena il 24,43% raggranellato da Stefania Filipponi: una forbice di ben 17 punti. E già su questo il centrodestra folignate incassa un risultato di portata storica.

Zuccarini è risultato in vantaggio praticamente ovunque, ma il vero boom è stato nei seggi montani con percentuali anche sopra il 50% mentre alcuni seggi tradizionalmente ‘rossi’ e roccheforti come quelle della campagna folignate sono ormai diventate a trazione leghista.

David Fantauzzi infatti, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle ha ottenuto un preziosissimo 11.59% pari a 3515 consensi. Un risultato considerato decisamente sotto le aspettative, specialmente se raffrontato alle precedenti comunali ed al riscontro ottenuto nello stesso giorno, alle europee. La scelta di aver voluto già indicare l’eventuale squadra degli assessori, potrebbe essere stata uno dei fattori negativi.

Ad ogni modo, sia Zuccarini che Pizzoni sanno che è nell’elettorato grillino che dovranno andare a pescare in queste due settimane. E se il Movimento Cinque Stelle, di fatto non può fare apparentamenti, si spera almeno di ottenere delle indicazioni di voto. Il come ottenerle sarà un punto fondamentale della partita di ballottaggio.

I folignati hanno drasticamente bocciato i candidati fuori dal ‘tripolarismo’ nazionale.

Impegno Civile, lista civica fondata da Stefania Filipponi ed ora guidata dal candidato sindaco Stefano Stefanucci, è franata al 2,11% con appena 640 voti e resterà fuori dal nuovo Consiglio Comunale.

Nonostante il modesto risulto, è stata comunque una sopresa l’avventura civica dell’ex consigliere comunale Lorella Trombettoni, che con Progetto Foligno ha ottenuto 618 preferenze che l’hanno portata al 2,04%

Fanalino di coda e decisamente sotto le aspettative, il candidato sindaco di CasaPound e lista civica Centro del Mondo, Cristiano Giustozzi, fermo al palo con un esiguo 1,26% pari a soli 383 voti.

E se il centrodestra non fa ovviamente mistero di puntare all’elettorato di CasaPound, con Impegno Civile e Progetto Foligno dovranno fare i conti sia Zuccarini che Pizzoni.

Ma che voto è stato? Bhè la parte del leone l’ha fatta la Lega, seppure al di sotto del dato europeo, ha pur sempre ottenuto 7.825 voti pari al 26,68% in pratica un elettore su quattro sotto il Torrino e assolutamente primo partito di Foligno.

Mazzata sonora per il Partito Democratico che rispetto ai 9227 voti di cinque anni, smotta a 5644 con il 19,24% ma che – considerando il trend regionale e le inchieste giudiziare – pur nella disfatta in qualche modo riesce a ‘tenere botta’.

L’altro dato è il soprasso di Fratelli d’Italia con 2229 voti pari al 7,60% sugli alleati storici di Forza Italia che arrivano al 5,78% con 1695 preferenze.

Restando nella coalizione di centrodestra, buona la performance della nuova lista civica Più in Alto che apporta a Zuccarini il 4.76% con 1396 voti.

Sul fronte Pizzoni, bene la lista civica Patto per Foligno con il 6.6% e 1938 voti, dalla quale in molti si aspettavano un maggiore apporto. Si ferma al 5.4% con 1586 preferenze, Foligno 2030 mentre Foligno in Comune – anche sulla scia della candidatura di Nicola Fratoianni e Giovanni Guidi alle europee – ottiene un 4.76% con 1397 voti. Foligno Soprattutto passa dal 3,82% delle scorse elezioni al 2,45% con 719 consensi.

La corsa verso il ballottaggio è tutta in salita e le segreterie politiche sono già al lavoro.

Saranno le due settimane più lunghe della storia politica di Foligno.

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