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Università, Adisu “-700 fuori sede” | Moriconi, “studenti sono 23mila”

Alessia Chiriatti

Università, Adisu “-700 fuori sede” | Moriconi, “studenti sono 23mila”

La partita dell'edilizia universitaria e i 7 milioni dalla Regione | Studenti vicini alle elezioni, si vota 1 e 2 dicembre
Mar, 17/11/2015 - 23:34

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Università, Adisu “-700 fuori sede” | Moriconi, “studenti sono 23mila”

E’ ancora battaglia sui numeri degli iscritti all’Università degli Studi di Perugia: e se il rettore Franco Moriconi, dopo averne forniti solo alcuni, promette che si avrà un quadro chiaro a marzo, perchè molti studenti “si iscrivono pagando la mora o aspettando la tredicesima dei genitori“, e dichiara che per averli bisogna “passare” da lui, è Maurizio Oliviero, commissario dell’Adisu (Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario dell’Umbria) a fornire i suoi. Ad ascoltarli c’è una delle platee più adatte a questo tipo di dibattito: sono gli studenti, riunitisi a Palazzo Florenzi, sede a Perugia di Scienze della Formazione, per la Giornata Internazionale dello Studente, durante l’incontro organizzato da Sinistra Universitaria-UdU Perugia, in collaborazione con Omphalos ArcigayArcilesbica, FairTv, Altrascuola-Rete degli Studenti Medi Umbria, Perugia European Youth Capital 2018 e Giosef Perugia. L’occasione era quella di una conferenza utile a interrogare le istituzioni umbre sul valore degli istituti universitari e degli studenti. A rispondere c’era, insieme a Moriconi e Oliviero, anche l’Assessore regionale per il Diritto allo Studio Antonio Bartolini.

L’aria è quella di campagna elettorale, per gli studenti sia ben chiaro: l’1 e il 2 dicembre si rinnoveranno infatti le rappresentanze studentesche in tutti gli organi di governo dell’Università degli Studi di Perugia. Ma quando i toni cominciano a scaldarsi, proprio a proposito dei numeri degli iscritti, è lo stesso Moriconi a dire, quasi con sfida, “la campagna elettorale per me si è conclusa due anni fa“. Il riferimento è a Oliviero, anche lui candidato a Palazzo Murena e giunto al ballottaggio con Moriconi, il quale aveva riportato poco prima i dati sull’erogazione delle borse di studio da parte di Adisu per l’anno accademico in corso. In Umbria sono 3355 gli studenti risultati idonei ai sussidi, ma, se lo scorso anno erano 1946 i fuori sede e 1449 quelli in sede, per il 2015/2016 c’è una flessione: i primi quest’anno sono 1282, mentre i restanti 2073 sono da dividere tra “in sede” e “pendolari”. “Questi dati ci dicono – ha affermato Oliviero – che la nostra università si sta regionalizzando, o addirittura provincializzando, e che dunque lo Studium sta perdendo la sua vocazione internazionale per identificarsi sempre più in termini localistici. Abbiamo raggiunto la soglia del -60% di studenti provenienti dall’estero rispetto agli anni precedenti, in particolare di ragazzi provenienti dai paesi dell’est Europa. Questi dati ci dicono anche che le famiglie umbre si stanno impoverendo. Come Adisu siamo comunque riusciti anche quest’anno a garantire il 100% della copertura delle borse di studio“, come è stato riportato anche in un articolo de Il Sole24Ore. Dati pubblici, rincara Oliviero, a fronte della “nebbia” che si addensa ancora sugli uffici dell’università se non sui numeri delle immatricolazioni almeno su quello della totalità delle iscrizioni. “Siamo ormai al +9%, abbiamo 23mila studenti – risponde Moriconi riprendendo a sè il microfono -, per noi si tratta di una ripresona, quando in Italia ci sono atenei che perdono anche 30mila iscritti. Son felice di poter riaccogliere gli studenti dall’Umbria, che prima sceglievano di andare ad Ascoli Piceno o Macerata”.

“Excusatio non petita…” – Moriconi non si ferma: parla dei +70 studenti siciliani, del +143 dalla Calabria, dei +129 dalla Puglia. La discussione prende la forma di un botta e risposta incalzante, al quale viene (forse) messo un punto dalle parole di Oliviero che con un “excusatio non petita, accusatio manifesta. Io parlavo di borse di studio, non di iscritti” chiude la partita affermando anche che “non spetta all’università fare politiche residenziali“. L’affondo era sulla questione del piano alloggi: per Moriconi una delle priorità è costruire il campus a Terni, “dove c’è un ottimo dipartimento di economia“. Il servizio abitativo è tuttavia peculiarità di Adisu, nonostante Comune di Perugia e Università abbiano firmato l’accordo per City Campus, il servizio certificato di supporto nella ricerca di locazione immobiliare destinato in particolare agli studenti stranieri, che esiste da tempo già con il cosiddetto “cerco alloggio”. E nonostante gli studentati perugini siano sopra gli standard in base alle classifiche dello stesso Sole24 Ore e si stia avviando la restrutturazione della Studentessa e di Via Faina. D’obbligo la precisazione sul complesso di San Bevignate: “Adisu è stato solo un ente strumentale. A volere quello studentato erano Comune, Regione e Università“, sottolinea Oliviero.

Dall’assestamento di bilancio della Regione Umbria, a proposito di edilizia universitaria, arriveranno 7 milioni di euro, conferma Bartolini, che dovrebbero essere messi in cassa entro il 24 novembre prossimo, insieme al finanziamento “già cospicuo” per il diritto allo studio. Una partita ancora tutta da giocare, proprio quella dei diritti degli studenti se si pensa che la nuova incognita riguarda il cambiamento dei parametri ISEE: ci sarà, giovedì prossimo, un incontro a riguardo, fa sapere Moriconi, con la Conferenza Italiana dei Rettori, ma nulla è stato deciso, quando atenei come quelli di Firenze e Cagliari si sono invece già pronunciati sulla fasciazione. A inizi dicembre ci sarà poi la commissione ministeriale per ridisegnare l’accesso al diritto allo studio. A Perugia lo sforzo c’è, anche se si pensa al nuovo servizio per gli studenti cinesi che avranno a loro disposizione uno sportello in lingua: spetta ora agli iscritti (quando si saprà quanti sono) decidere, nel segreto dell’urna, verso quale direzione andare.

©Riproduzione universitaria


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