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Unistrapg, inaugurazione anno accademico | Sottosegretario Manzione, “creiamo ponti per l’integrazione”

Alessia Chiriatti

Unistrapg, inaugurazione anno accademico | Sottosegretario Manzione, “creiamo ponti per l’integrazione”

Al sindaco di Norcia, Alemanno, consegnato il sigillo dell'Università | Buoni i risultati della ricerca, dagli amministrativi "mancato rinnovo dei contratti"
Mer, 29/03/2017 - 13:07

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E’ stato inaugurato, questa mattina, l’anno accademico dell’Università per Stranieri di Perugia: siamo al 91esimo dalla fondazione dell’Ateneo, avvenuta nel 1925. Ricco il parterre di personaggi legati al mondo degli Atenei italiani e delle istituzioni presenti per l’appuntamento e nonostante l’assenza dell’ospite d’onore, il Ministro degli Interni, Marco Minniti, sostituito per l’occasione dal suo Sottosegretario Domenico Manzione. Un’assenza giustificata e annunciata all’ultimo: è infatti previsto oggi il voto in Senato del decreto Minniti – Orlandi sull’immigrazione e il diritto d’asilo. Un decreto sul quale il governo ha posto la fiducia.

Presenti, invece, tra gli altri il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, e i rettori delle Università degli Studi di Perugia, della Sapienza di Roma, della Stranieri di Siena, dell’Università di Napoli, di Sassari e della Milano Mercatorum, l’assessore regionale con delega all’Università, Antonio Bartolini, il consigliere regionale Attilio Solinas, la consigliera provinciale Erika Borghesi, con la fascia in rappresentanza del presidente Nando Mismetti, il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, al quale, al termine della cerimonia, il rettore Paciullo ha consegnato il sigillo dell’Università. La cerimonia si è aperta con le note del pianista Stefano Ragni, che ha eseguito l’Inno di Mameli e l’Inno Europeo, in occasione dell’anniversario dei Trattati di Roma.

Nel discorso di introduzione del Rettore Giovanni Paciullo, l’Università per Stranieri si veste con un abito nuovo. Si punta ancora all’internazionalizzazione e ai più di 100 paesi diversi dai quali provengono gli studenti universitari che frequentano gli atenei perugini, all’attrazione quindi di studenti stranieri (600 dei quali provenienti dalla Cina, in particolare) definiti dal Magnifico “un’opportunità che dobbiamo cogliere“, alla ristrutturazione e alla consegna alla cittadinanza delle storiche aule di Palazzo Gallenga, all’innalzamento dei valori della ricerca. Su quest’ultimo punto, il rettore precisa: “quest’anno abbiamo guadagnato molti punti nel computo del Vqr, grazie ai quali una quota cospicua di fondi verranno destinati a questa Università dal Ministero dell’Istruzione“.

Il mio compito – ha detto in apertura il Magnifico Rettore Paciullo – intende, oggi qui, essere quello di una riflessione sulla nostra missione, sui contesti che ne possono garantire un compiuto sviluppo, sulla rimodulazione dei processi formativi che abbiamo avviato e che ulteriormente opereremo, sulla urgenza di guadagnare un più ampio orizzonte strategico; in uno spazio prospettico che superi la denuncia di ciò che in questo Paese alla Università manca: cioè le risorse, e di ciò che, invece, abbonda: cioè i vincoli di natura burocratica”. Poi rivolgendosi al Sottosegretario dell’Interno Manzione, il Rettore Paciullo ha aggiunto: “Diritti senza terra vagano in cerca di tutela e cercano spazi per una integrazione capace di garantire una cittadinanza attiva, inclusiva e non esclusiva. Il senso della solidarietà – ha continuato – è, per noi, accogliere l’altro, prendere la solitudine e trasformarla in un debito comune come è stato per gli studenti di Garissa, che abbiamo accolto in queste aule dopo il dolore che li aveva colpiti e che qui testimonieranno”.

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“Troppa burocrazie e poche risorse” – Eppure già nelle prime parole del Rettore Paciullo si intravede una stoccata: “l’università è oberata dalla troppa burocrazia, ma ha poche risorse“, ha detto il Magnifico, prima di lasciare la parola alla rappresentanti degli studenti, Daisy, di origine kenyota e ad Anna Volpini, rappresentante del personale tecnico-amministrativo dell’Unistrapg. Quest’ultima, a sua volta, ritornando sulla scarsità delle risorse degli atenei, ha posto l’attenzione sul “mancato rinnovo dei contratti” di una parte del personale, per il quale è necessario “innovare gli strumenti a disposizione” per affrontare il nuovo trend culturale.

Gli studenti sono i primi destinatari di tutti gli sforzi dell’Ateneo“. L’attenzione del Sottosegretario Manzione, nel suo discorso a braccio così come nella prolusione del Professor Marco Impagliazzo, è invece tutta tesa all’integrazione, alle sfide dell’immigrazione, alla gestione di un fenomeno che arriva da terra oltre che dal mare. “Si stanno vivendo, dal dopo guerra a oggi, le tre crisi sistemiche mai verificatesi: in primis la crisi migratoria; poi la poderosa crisi economica, che porta insieme a sé una forte crisi occupazionale. Sono queste le emergenze che dovremmo intendere come primarie. Un paese che non punta sui giovani non ha futuro. Accanto a tutto ciò, viviamo una crisi di sicurezza: una sfida avanzataci da chi, con strumenti alla portata di tutti, può minacciare la nostra stabilità e la nostra pace“. La politica, nelle parole del Sottosegretario, dovrebbe avere una funzione pedagogica e non solo essere votata alla sola riscossione del consenso. “Senza accoglienza e integrazione tutte le società sono destinate a perire. E’ un dato non solo demografico. Dobbiamo creare ponti, come fa questa università“.

L’ inaugurazione in Aula Magna è stata preceduta, nella Chiesa dell’Università, dalla Santa Messa celebrata da Sua Eminenza Cardinale Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia e Città della Pieve.

©Riproduzione riservata

Articolo aggiornato ore 18.03

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