Una tazza di tè, Spoleto e il coraggio di capire - Tuttoggi.info

Una tazza di tè, Spoleto e il coraggio di capire

Sara Cipriani

Una tazza di tè, Spoleto e il coraggio di capire

Gio, 09/04/2026 - 11:11

Condividi su:


Conversazione con Francesca Brencio: dall’empatia all’inclusione, quando la salute mentale diventa cultura condivisa

Ci sono conversazioni che non iniziano davvero con una domanda, ma con un’atmosfera. Questa è quella che è nata davanti a una tazza di tè, con un sapore un po’ inglese e un tempo lento, scelto. Il tipo di tempo che oggi è raro: quello in cui ci si concede di ascoltare.

È in questo spazio sospeso che prende forma il dialogo con Francesca Brencio, impegnata nel campo della salute mentale Teaching Fellow in in questo campo presso la University of Birmingham e direttrice di PhenoLab, laboratorio di formazione e ricerca riconosciuto come partner educativo dal St Catherine’s College.

Ma prima ancora dei titoli, c’è una traiettoria: quella di chi parte, costruisce competenze nel mondo – tra Germania, Spagna, Australia e Regno Unito – e poi sceglie di riportare valore a casa. In Umbria. A Spoleto.

Riportare conoscenza al territorio

Non è un ritorno nostalgico quello della Prof. Brencio. È un ritorno che potremmo definire attivo. Il ciclo di incontri “Dall’empatia all’inclusione. Per una cartografia dell’umano”, che ha ideato, organizzato e coordinato, nasce proprio da questo: creare occasioni concrete in cui la conoscenza non resta confinata nei luoghi accademici, ma diventa patrimonio partecipato.

Un percorso articolato che ha attraversato diversi ambiti della vita sociale – scuola, sport, lavoro – mettendo al centro una domanda semplice e radicale: cosa significa davvero includere?

I temi dei primi incontri

  • Nel primo incontro, dedicato alla scuola e inserito nelle iniziative della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, è emerso con forza quanto l’inclusione non sia una politica da applicare, ma un valore da vivere quotidianamente. Un processo dinamico che richiede strumenti, formazione e visione.
  • Il secondo appuntamento ha portato la riflessione nello sport, raccontato non solo come competizione ma come spazio di costruzione sociale. Dalle esperienze di atleti e associazioni è emersa una verità semplice: lo sport, quando è inclusivo, diventa uno strumento di democrazia partecipata. Un luogo in cui le differenze non vengono annullate, ma integrate.
  • Il terzo incontro ha invece spostato lo sguardo sul mondo del lavoro, forse il banco di prova più concreto. Qui l’empatia è emersa come competenza chiave, non accessoria: una leva capace di incidere su benessere, organizzazione e relazioni. Buone pratiche, welfare aziendale, inclusione lavorativa: non parole astratte, ma strumenti reali per costruire ambienti in cui le persone possano davvero stare.

Le storie che aprono, la scienza che accompagna

Il cuore del progetto resta però un altro: il dialogo tra esperienza e conoscenza. Lungo tutto il percorso, persone che vivono o hanno vissuto il disagio mentale hanno portato la propria storia. Accanto a loro, professionisti del mondo medico e scientifico hanno offerto chiavi di lettura, strumenti, contesto.

Non una lezione frontale. Ma una mappa. Una “cartografia dell’umano”, in cui emozioni, comportamenti e fragilità diventano leggibili, condivisibili, meno isolanti.

La risposta del pubblico – composto da cittadini, familiari, docenti, operatori sanitari ed educatori – racconta quanto questi spazi siano necessari e quanto siano stati apprezzati. Non come eventi straordinari, ma come pratica culturale. Tanto da far pensare agli organizzatori di proseguire nel prossimo futuro con nuovi interessanti incontri su nuovi temi.

Una rete che diventa comunità

Il progetto ha preso forma grazie a una rete locale solida che ha supportato PhenoLab: il Comune di Spoleto, le associazioni Il Sorriso di Teo e Social Sport Spoleto, con il supporto del Cesvol Umbria.

Una collaborazione che dimostra come l’inclusione non possa essere affrontata per compartimenti stagni, ma richieda una visione sistemica, capace di tenere insieme istituzioni, volontariato, scuola, sanità e cittadinanza.

“Gianni”: quando il racconto diventa esperienza

A chiudere il percorso sarà lo spettacolo “Gianni”, di e con Caroline Baglioni per la regia di Michelangelo Bellani, in scena al Teatro Caio Melisso Sabato 11 aprile alle ore 21:00, il cui ricavato andrà in beneficenza. Biglietti disponibili su: ticketitalia.com

Un lavoro nato da tre audiocassette registrate negli anni ’80 e ritrovate vent’anni dopo: la voce di un uomo, Gianni, che racconta sé stesso, le sue inquietudini, il rapporto difficile con il mondo.

Da quel materiale è nato uno spettacolo che da oltre dieci anni attraversa i teatri italiani, vincendo premi importanti come il Premio Scenario per Ustica, InBox Blu e il Museo Cervi. Nel 2024 è diventato anche un podcast pluripremiato.

Conoscere per non avere paura

Se c’è un filo che attraversa tutta la conversazione con la Dott.ssa Brencio è proprio questo: la conoscenza come antidoto alla paura. Una conoscenza che passa dalle relazioni, dalle storie, dagli incontri. E allora, forse, la vera domanda non è cosa sia il disagio mentale, ma quanto siamo disposti, come comunità, a guardarci dentro senza distogliere lo sguardo. A specchiarci negli occhi, altri, che leggono il mondo con lenti ricche di tante complementarietà.

Magari iniziando proprio davanti a una tazza di tè.

Articoli correlati


Condividi su:


ACCEDI ALLA COMMUNITY
Leggi le Notizie senza pubblicità
ABBONATI
Scopri le Opportunità riservate alla Community

L'associazione culturale TuttOggi è stata premiata con un importo di 25.000 euro dal Fondo a Supporto del Giornalismo Europeo - COVID-19, durante la crisi pandemica, a sostegno della realizzazione del progetto TO_3COMM

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!


    trueCliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

    "Innovare
    è inventare il domani
    con quello che abbiamo oggi"

    Grazie per il tuo interesse.
    A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!