Un teschio tra i boschi: fitto mistero a Bettona - Tuttoggi

Un teschio tra i boschi: fitto mistero a Bettona

Redazione

Un teschio tra i boschi: fitto mistero a Bettona

Mer, 20/02/2013 - 16:59

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Sara Minciaroni

Un mistero fitto, come la boscaglia in mezzo alla quale un gruppo di cacciatori già da qualche tempo, ha rinvenuto, quello che si presume essere un pezzo di cranio. A chi sia appartenuto è quanto adesso le indagini della compagnia dei carabinieri di Assisi del comandante Marco Sivori, dovranno appurare. Si punta tutto sulla scienza per dare un nome a quello che non è più neanche un corpo, ma pochi centimetri di materiale osseo proveniente con ogni probabilità da un teschio umano. E’ per questo che il magistrato Manuela Comodi ha già disposto gli esami.

Il Dna. Quello che l’istituto di anatomia patologia del Santa Maria della Misericordia di Perugia ha in mano è un frammento di calotta, dal quale, e non è detto che sia possibile, il medico legale Laura Paglicci Reattelli dovrà riuscire ad isolare tracce di Dna. Riuscire anche a stabilire la causa del decesso sembra ancor più difficile.

Ricerche tra i boschi. Mentre la scienza è all’opera sul versante delle indagini gli inquirenti hanno battuto a tappeto tutta l’area in cui è stato ritrovato il macabro frammento, ma di altri resti umani non è stata trovata alcuna traccia. Il reperto è affiorato nei pressi di un piccolo corso d’acqua, potrebbe essere stata la corrente a trascinarlo li nel tempo oppure qualche animale (la zona è ricca di cinghiali), potrebbe aver dilaniato il corpo e sarebbe a quel punto molto difficile recuperare altre parti dello scheletro utili alle indagini. Ma sono soltanto ipotesi, ad oggi non è confermato nemmeno che effettivamente si tratti di un resto umano.

Gli scomparsi. Se le analisi dovessero confermare l'ipotesi più agghiacciante la mente correrebbe agli scomparsi nella zona. Di certo i casi più noti, di cui si è occupata anche la trasmissione Chi l’ha visto? , sono quelli di Fabrizio Catalano giovane torinese scomparso mentre studiava ad Assisi e della giovane Daniela Sanjuan.

Fabrizio Catalano, 19 anni, residente a Collegno (Torino), è un giovane molto religioso, che frequentava ad Assisi il secondo anno di un corso quadriennale di musicoterapia. Ma il 21 luglio 2005 non si è presentato alle lezioni e da allora non ha più dato notizie. Aveva già programmato due settimane di vacanze, dal 21 agosto, una con la famiglia e una con gli amici. Il giorno dopo la scomparsa nella casa di Assisi dove alloggiava sono stati ritrovati tutti i suoi effetti personali, inclusi il cellulare (in ricarica) e gli indispensabili occhiali da vista. Domenica 24 luglio seguente, nel percorso sterrato chiamato “Sentiero di San Francesco”, tra Assisi e Valfabbrica, in zona Pieve San Nicolò, è stata trovata la sua sacca bianca contenente, tra l’altro, il portafogli con dentro tutti i documenti di identità. Negli stessi luoghi una donna é certa di averlo incontrato venerdí 22 luglio 2005 e di avergli offerto dell'acqua e due pomodori. Un’amica ha dichiarato di aver ricevuto da lui il 19 luglio 2005 una telefonata nel corso della quale le avrebbe detto: “Mi è successa una cosa bellissima… ho trovato la strada con l’aiuto del buon Signore”, frase forse legata al cammino spirituale che stava compiendo.

Daniela Sanjuan 14 anni è scomparsa da una casa famiglia che si trova a dieci chilometri dal centro abitato di Bettona, il 23 ottobre del 2003,le forze dell’ordine la cercarono per giorni, mesi, ma di lei nessuna traccia. Si pensò all’ipotesi che potesse essere fuggita per raggiungere il padre in Argentina, ipotesi che poi sfumò, quando non si trovò alcuna implicazione o coinvolgimento dell’uomo nella fuga della ragazzina. Un’esistenza travagliata quella di Daniela, come la stessa trasmissione Rai ricostruì in maniera approfondita, all’epoca la definirono “un calvario fatto di passaggi da un ospedale psichiatrico all’altro”, secondo le cartelle cliniche la ragazzina soffriva di allucinazioni ed era in cura con gli psicofarmaci. Dopo vari tentativi di trasferimenti fra il sud America (dove vive la nonna paterna) e Miami, dove appunto vive il padre e poi il ritorno a Sorrento dalla madre, l’assistente sociale suggerisce per lei una cura nel centro di Bettona. Ma anche qui Daniela non sarebbe migliorata, i rapporti con gli educatori sarebbero stati difficili. Nei 9 mesi in cui è in comunità Daniela scappa,per ben due volte, la ritrovano i carabinieri tra i boschi intorno a Bettona, in un altro episodio la ritrovano su un treno diretto a Sorrento. Anche questa volta torna in comunità ma a seguito di litigi con un’altra ragazza la spostano in una struttura adiacente, con i ragazzi più grandi. Ma il 23 ottobre alle 21, Daniela esce dalla comunità, la cercano ovunque, anche nei boschi ma di lei sembra perdersi ogni traccia.

Nuovi scenari. Dopo aver escluso l’ipotesi di coinvolgimenti di terze persone nelle sparizioni i fascicoli vennero entrambi archiviati. Nei prossimi giorni se si dovessero trovare riscontri nelle analisi, uno di quei fascicoli, vecchio anche di quasi dieci anni, potrebbe essere riaperto. Oppure se le tracce di Dna, non dovessero ricondurre ad alcuno di questi casi “irrisolti” si spalancherebbero scenari del tutto nuovi e sui quali le indagini dovrebbero ripartire da zero.

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