“Un centro islamico più grande a Ponte Felcino”

“Un centro islamico più grande a Ponte Felcino”

La Lega chiede l’intervento di Romizi e accusa la comunità islamica


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A Ponte Felcino, in via Trota, vicino al plesso scolastico locale e non lontano dall’ostello che accoglie immigrati, potrebbe essere aperto  un nuovo centro culturale islamico” . A lanciare l’allarme è la Lega con Gianluca Drusian, assieme ai parlamentari Riccardo Augusto Marchetti, Virginio Caparvi, Luca Briziarelli, Simone Pillon  e Donatella Tesei, che chiedono al sindaco Romizi un intervento immediato per impedire questa scellerata operazione.

In queste situazioni usare il condizionale è d’obbligo – scrivono dalla Lega  – ma abbiamo elementi concreti per supporre la chiusura dell’attuale centro culturale islamico di Ponte Felcino per aprirne uno più grande. Il tutto verrebbe ufficializzato con un atto di compravendita stipulato tra il proprietario del capannone e la comunità islamica locale. Come accaduto per Umbertide e Marsciano, anche in questo caso si gioca sull’equivoco: si chiedono i permessi per l’apertura di un nuovo centro culturale islamico ma di fatto siamo di fronte ad una vera e propria moschea, che sorge, tra l’altro in una zona delicata in cui la sicurezza dovrebbe essere una priorità, visto la vicinanza della scuola primaria e di quella elementare“.

Proseguono gli esponenti della Lega: “Ponte Felcino è già una realtà complessa: tra droga, pestaggi e imam espulsi per incitamento al terrorismo. Era il 2007 quando venne smantellata una cellula terroristica gravitante attorno alla moschea locale, ‘Al Nour’ al cui interno sorgeva una ‘scuola di terrorismo’, per formare militanti jihadisti. Come Lega cercheremmo di bloccare con ogni mezzo lecito, l’apertura di questa moschea a Ponte Felcino, una moschea più grande di quella già esistente: ci auguriamo che anche il sindaco si interessarsi di persona della questione, raccoglieremo le istanze dei cittadini che già sono venuti a chiederci aiuto, e se necessario alzeremo le barricate per impedire che la comunità di Ponte Felcino venga di nuovo messa sotto scacco da una comunità, quella islamica, che fatica ad integrarsi“.

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