Tuderte, la famiglia Scerna critica i lavori | Inchiesta al palo - Tuttoggi

Tuderte, la famiglia Scerna critica i lavori | Inchiesta al palo

Sara Fratepietro

Tuderte, la famiglia Scerna critica i lavori | Inchiesta al palo

Nessuno sviluppo per le indagini avviate dopo l'esposto dei familiari del giovane spoletino morto un anno fa. Contestati i lavori del progetto primis: non risolutivi
Sab, 28/05/2016 - 10:35

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A novembre presentarono un esposto alla Procura di Spoleto per individuare eventuali responsabilità da parte della Provincia di Perugia per la morte di Simone Scerna, vittima di un incidente stradale sulla Tuderte, il 21 aprile 2015. Nessuno sviluppo, nonostante siano passati 6 mesi, per l’inchiesta, ma i familiari del giovane spoletino, che aveva solo 25 anni ed un figlio piccolo, un primo risultato lo hanno ottenuto: sono stati avviati i lavori del progetto Primis, che dovrebbero durare 4 mesi (qui l’articolo).

“Doveva scattare un esposto presentato da Studio 3A per conto dei familiari di Simone Scerna perché finalmente si iniziasse a sistemare la Provinciale 451 di Bruna, la Tuderte, compresa tra Spoleto e Castel Ritaldi (Perugia), dove un anno fa il giovane ha perso la vita in un incidente. Su disposizione del settore Viabilità della Provincia di Perugia, il 23 maggio 2016 è stato aperto il cantiere che durerà quattro mesi e che dovrebbe dare una parziale risposta ai problemi di sicurezza dell’arteria“. E’ il commento dello studio legale che segue i familiari del giovane spoletino scomparso, che però lamenta come i lavori non saranno risolutivi, anzi, visto che non affronteranno il problema principale, quello degli alberi presenti lungo la strada.

Quella di Simone – ricorda lo studio legale 3A – è stata solo l’ultima di una lunga serie di tragedie consumatesi sulla Tuderte, tristemente nota per la pericolosità e i tanti incidenti succedutisi negli anni: il manto stradale è sconnesso (il giovane potrebbe essere stato tradito da uno dei numerosi avvallamenti) e ai lati dell’arteria si ergono due filari di alti platani disposti a breve distanza gli uni dagli altri, senza contare i due profondi fossati che scorrono poco più in là: un mix letale per chi dovesse sbandare“.

La famiglia si è infatti rivolta, tramite la consulente personale Daniela Vivian, a Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini, che segue numerosi sinistri simili e ha anche portato a “Mi Manda Rai tre” il caso della friulana Alessandra Clama, rimasta in stato vegetativo dopo uno schianto contro un platano, oltre ad aver promosso un atto di citazione contro Friuli Venezia Giulia Strade, ente gestore della strada “incriminata”. Del resto, solo per dare qualche numero sul fenomeno, secondo il rapporto Istat-Aci sugli incidenti stradali nel 2014, i sinistri causati da urti con un ostacolo accidentale (nella maggior parte dei casi si tratta, appunto, di alberi) sono stati 7.624, il 4,3% del totale, determinando 254 morti (il 7,5% dei 3.381 decessi registrati nel complesso) e 9.507 feriti (il 3,8%).


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