Tra ricchi e poveri, ecco i dati delle dichiarazioni dei redditi per Foligno e comprensorio - Tuttoggi

Tra ricchi e poveri, ecco i dati delle dichiarazioni dei redditi per Foligno e comprensorio

Claudio Bianchini

Tra ricchi e poveri, ecco i dati delle dichiarazioni dei redditi per Foligno e comprensorio

Portafogli più pieni a Foligno e Trevi, nessuno oltre i 55mila euro a Sellano | A Gualdo Cattaneo uno su tre sotto i diecimila euro
Gio, 23/08/2018 - 12:13

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Tra ricchi e poveri, ecco i dati delle dichiarazioni dei redditi per Foligno e comprensorio

Come stanno messi, dal punto di vista economico i folignati? O forse sarebbe meglio dire, cosa dichiarano al fisco i folignati? Bhè, stando ai dati ufficiali forniti dal Ministero dell’Economia non se la passano molto bene, anzi!

Il territorio si starebbe infatti impoverendo ed i cittadini si riscoprono nel 2017 con il portafogli ancora più magro di due anni fa.

Se la media nazionale dei redditi sotto ai diecimila euro è infatti pari al 29.1% ecco che ‘al centro del mondo’ sono oltre un quarto della popolazione, esattamente il 25,86%

Poi c’è anche da valutare l’altro indicatore, quello della ‘ricchezza’ ovvero redditi dichiarati per oltre 55mila euro, che in questo caso vede la percentuale italiana media al 4,34% e Foligno ferma al 3,34%

Insomma, c’è poco da stare allegri, anche se la fotografia del circondario è ancora più desolante. I più ‘poveri’ – per così dire – sono quelli di Gualdo Cattaneo: il 33,31% è al di sotto dei 10mila euro di reddito. A Sellano sono il 32,96% della popolazione residente, segue Nocera Umbra con il 32,4% poi ancora Montefalco al 31,05% e Valtopina al 30,96% Va un pò meglio per Bevagna sotto la soglia del 30% con un 29,2% quindi Trevi con al 227,81% e Spello ferma al 26,21%

Tra i ‘ricchi’ che dichiarano oltre 55mila euro, dopo Foligno che è in testa, troviamo i trevani al 2,43% poi gli Spellani con il 2,31% e quindi Montefalco e Gualdo Cattaneo all’1,9% con fanalini di coda Nocera Umbra e Valtopina all’1,1% e Sellano che non ne conta nemmeno uno.

Una situazione che deve tener conto anche di una popolazione sempre più anziana, e che spesso ha come fonte di reddito dichiarata soltanto la pensione, per poi magari ‘arrangiarsi’ con qualche lavoretto nel settore dell’agricoltura.

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