Terni come il deserto, ma Bandecchi tappa le buche - Tuttoggi.info

Terni come il deserto, ma Bandecchi tappa le buche

Luca Biribanti

Terni come il deserto, ma Bandecchi tappa le buche

Gio, 18/06/2026 - 14:26

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“Preferisco tappare le buche che assumere maestre brave che vanno ad insegnare a bambini stranieri” è solo l’ultima delle uscite del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, fresco della cena tra amici (i ‘famosi’ 150 cittadini invitati) nell’ambito della quale ha sentenziato: “Terni non è mai stata così”. E su questo non c’è dubbio. Ovviamente Bandecchi intendeva che la città non è mai stata così ‘bella’ prima del suo arrivo, ma sono evidentemente segni di un’ansia da campagna elettorale che certificherà la fine dell’esperienza di Alternativa Popolare alla guida di Terni, nonostante l’epurazione dei fedelissimi e il rimpasto di Giunta con il quale il sindaco ha cercato di salvare il salvabile. Dopo aver governato per 3 anni e aver fatto della macchina tappabuchi lo spot ideale per ‘Radio luce’ le strade della città sono ancora colabrodo e una minaccia costante per ciclisti, motociclisti, pedoni e automobilisti.

Terni come il deserto

Terni sta diventando un deserto e il fallimento della Ternana nell’anno del suo centenario è solo una metafora di quello che sta avvenendo in questi ultimi anni: è proprio vero che Terni non è mai stata così. Sindaco, assessori e consiglieri non sono probabilmente abituati a frequentare la città in varie ore del giorno: è uno spettacolo desolante a livello sociale, economico e culturale. La città vive soltanto grazie a iniziative estemporanee di alcune attività che nel raggio di 300 metri offrono alcol, cibo e un po’ di svago. Qualcuno prova a investire, ma la maggior parte chiude. Il centro si è svuotato, difficile trovare ternani in giro la sera. Non c’è più collante sociale, il teatro è ancora chiuso, non ci sono spazi e politiche giovanili adeguate. Terni soffre, è soffocata, sta sprofondando. I ragazzi scappano appena possono e chi resta ha poche alternative. Ci sono zone con un tasso di inquinamento tra i più alti d’Italia, c’è un’incidenza di malattie potenzialmente legate alla qualità dell’aria con un trend preoccupante. Però le buche verranno tappate.

‘Zombie’ e ghetti

Nonostante si provi a portare qualcosa di buono, tutto quello che viene proposto è soltanto una lontana e sbiadita imitazione di quello che, invece, arricchisce Perugia. Viene montata qualche tensostruttura da sagra per le grandi occasioni, qualche lucina che fa allegria e qualche pianta per avere un po’ di decoro visivo. Non c’è una visione di città, si vive alla giornata, si parla degli interessi del sindaco e non dei problemi di Terni. Molti, troppi, tacciono, le coscienze sono sopite, non c’è più una classe pensante in grado di amplificare ‘il grido di dolore’ della città. Non bisogna essere molto anziani per ricordare la città come era e come è diventata. Ci sono zone ormai divise per etnie, le piazze spartite per appartenenza culturale, sembrano ghetti. A piazza Tacito ci sono i sudamericani e gli asiatici, a piazza della Repubblica i nordafricani così come al parco Ciaurro. Lungo le principali vie del centro si incrociano spesso zombie con bottiglie in mano e con la ‘botta’ ancora in canna o gruppetti di maranza nostrani che sono ancora più burini dei maranza originali. Le persone sono diventate più maleducate, il decoro non è più di moda. Le donne hanno paura e descrivono una città che non eravamo abituati a vivere. Però le buche verranno tappate.

Traformazioni e trasformisti

La città sta vivendo una trasformazione in atto in molte altre realtà urbane di medie e grandi dimensioni; proliferare di minimarket, negozietti improvvisati, impoverimento dell’offerta e della domanda, radicalizzazione della mancata integrazione con zone ‘ghettizzate’, senza avere peraltro avere i benefici delle grandi città. Non ci sono teatri, eventi, iniziative, alternative degni di questo nome. Qualche festicciola che ha la parvenza di fiera o sagra ogni tanto ci ricorda che Terni esiste ancora. I comuni e i borghi del comprensorio, Carsulae e la Cascata delle Marmore offrono ancora ossigeno e respiro alle sabbie mobili di Terni che rimane a guardare. Chi potrebbe e dovrebbe parlare spesso non può o non vuole farlo perché legato a doppio filo con il sindaco per interessi di natura privata, ma questo è lo scotto da pagare quando si ha un primo cittadino-imprenditore e si vogliono sistemare prima gli affari rispetto al bene pubblico. E poi ci sono i trasformisti dell’ultima ora, anche se qualcuno è presente fin dalla prima di ora. Però si tappano le buche. Forse.

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