TEATRO COMICO IN UMBRIA: LE PRIME DATE - Tuttoggi

TEATRO COMICO IN UMBRIA: LE PRIME DATE

Redazione

TEATRO COMICO IN UMBRIA: LE PRIME DATE

Mer, 03/10/2007 - 17:12

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Inizia da Spoleto e con Giorgio Panariello l'attesa stagione del Teatro Comico, che quest'anno, per la prima volta, assume dimensioni regionali, andando a toccare i principali teatri di tutta l'Umbria.

A seguire un altro grande nome della comicità italiana, Gepi Cucciari, che sarà protagonista di un mini-tour di tre date: Perugia, Gubbio e Todi saranno le location interessate all'evento.

Il servizio di biglietteria è affidato alla GREENTICKET (call center 899 5000 55) e sono previsti punti vendita nell principali città umbre.

Tutte le informazioni sono reperibili nel sito www.teatrocomico.com.

Di seguito il programma degli eventi.

Mercoledì 17 Ottobre 2007 ore 21
Teatro Nuovo di Spoleto
Giorgio Panariello in
Faccio del mio meglio

Giovedì 25 Ottobre 2007 ore 21
Teatro Turreno di Perugia
Geppi Cucciari in
Si vive una volta. Sola.

Venerdì 26 Ottobre 2007 ore 21
Teatro Comunale di Gubbio
Geppi Cucciari in
Si vive una volta. Sola.

Sabato 27 Ottobre 2007 ore 21
Teatro Comunale di Todi
Geppi Cucciari in
Si vive una volta. Sola.

SI VIVE UNA VOLTA.SOLA.
scritto da Geppi Cucciari e Lucio Wilson
regia Paola Galassi

Il mondo di Geppi è fatto di tanta Nutella e pochi appuntamenti, così sul palco puoi portare un barattolo della prima, e il dolore che l'assenza di un Uomo con la U maiuscola porta nella tua vita.
Quando hai trent'anni e un corredo che comincia a ingiallire e sta per essere nominato patrimonio dell'Unesco, la percezione che hai di te e del mondo che ti circonda, cambia.
Anche il matrimonio di un'amica d' infanzia può metterti al tappeto; attorno a te tutti iniziano a sposarsi e fare figli, anche le cugine su cui non avresti scommesso un cent, e tu sei indietrissimo coi lavori.
E ti guardi attorno, dall'alto di una sempre troppo ingombrante ma tanto fiera 46, e vedi tante donne come te carine e sole, e pochi uomini in giro con pari requisiti.
Se sono davvero sensibili o intelligenti, se li è già sposati un'altra.
Oppure sono gay.
E' questo il mondo che Geppi Cucciari porta sul palco. La sua realtà e di tante donne come lei vista con gli occhi un po' dell'ironia un po' dell'amore.
E servono entrambi, anche se forse è chiaro che si vive una volta. Sola.

FACCIO DEL MIO MEGLIO

58,400 spettatori hanno assistito alla prima edizione di FACCIO DEL MIO MEGLIO, l'esilarante one man show che Giorgio Panariello ha portato in maniera capillare nei teatri di tutta Italia e all'estero.
Il successo di pubblico e di critica che hanno accompagnato lo spettacolo hanno spinto l'attore toscano a riprendere, con le dovute variazioni, inevitabili aggiornamenti e nuove soluzioni registiche di Giampiero Solari, “FACCIO DEL MIO MEGLIO e portarlo in scena nei migliori teatri italiani.

Nasce cosi “FACCIO DEL MIO MEGLIO”

La formula è invariata. Giorgio in scena, accompagnato da un'orchestra composta da un solo elemento (il pianista Dino Mancino) e con un grande schermo dal quale entrano ed escono indisturbati alcuni fra i suoi personaggi più popolari (da Renato Zero a Naomo), affronta, attraverso i suoi monologhi più riusciti, in maniera straordinariamente divertente, coinvolgente, emozionante e con quel pizzico di poesia che lo contraddistinguono, il tema dell'incomunicabilità.

Nell'era della comunicazione, da internet al digitale terrestre, comunicare con il nostro vicino di casa sembra diventata la cosa più difficile.
Comunicare agli altri le nostre debolezze, parlare per risolvere una crisi di coppia, trovare le parole giuste per comunicare l'amore, è diventa un'impresa ardua.

Eppure sono le parole il nostro grande dono. Sono le parole che compongono le canzoni, che raccontano le fiabe, che esaltano i poeti, che fanno compagnia quando c'è troppo silenzio.
Che sono il nostro aiuto per chi non può parlare…

Oggi le parole si affacciano dai computer, rimbalzano dai satelliti, sono un messaggio sul tuo telefonino, passano dappertutto meno che dalla bocca.
Cosi diventano un “linguaggio”, un nuovo dialetto per un mondo che cambia mentre noi stiamo cambiando, sempre più vicino mentre noi ci stiamo allontanando.



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