TAVOLA ROTONDA SU "1978-2010 UN DISCORSO SULLE RIFORME COSTITUZIONALI, ATTUALITA' DEL PENSIERO DI CRAXI" - Tuttoggi.info

TAVOLA ROTONDA SU “1978-2010 UN DISCORSO SULLE RIFORME COSTITUZIONALI, ATTUALITA' DEL PENSIERO DI CRAXI”

Redazione

TAVOLA ROTONDA SU “1978-2010 UN DISCORSO SULLE RIFORME COSTITUZIONALI, ATTUALITA' DEL PENSIERO DI CRAXI”

Mar, 12/01/2010 - 15:56

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In una sala dell'Editto gremita, Stefano Ghiandoni presidente dell'Associazione politico culturale Guerrino Bonci, ha aperto i lavori della Tavola rotonda “1978-2010 Un discorso sulle riforme costituzionali, attualità del pensiero di Craxi” che si è svolta sabato scorso a Spello, sostenendo che non si trattava di una commemorazione dello statista, ma solo di una contestualizzazione della necessità “oggi come allora” di avviare una stagione di riforme a cominciare dalla politica, per modernizzare e rendere più attuale il nostro ordinamento istituzionale e costituzionale.

“La necessità di riforme sollecitate dal Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno – ha detto il sindaco Sandro Vitali – non può essere rinviato e non può essere delegato solo al Parlamento, ma deve avere un percorso condiviso che coinvolga anche le istituzioni locali e l'intera comunità, per evitare distorsioni come la proposta del ministro Calderoli che dimezza i consiglieri comunali, per un falso problema dei costi, eliminando la rappresentatività democratica negli organi elettivi”. Ha aggiunto l'assessore della Regione Umbria Silvano Rometti: “A 10 anni dalla morte di Bettino Craxi e dopo 30 anni da quando ha lanciato il progetto di riforma costituzionale, sono la testimonianza di quanto era lungimirante la sua proposta, se ancora oggi stiamo parlando degli stessi argomenti. In questi ultimi 10 anni osservo molti tentativi di riappropriarsi della sua politica: sono molto contento della riabilitazione di Craxi, ma senza mistificazione e senza dimenticare la sua eredità storica”. Un patrimonio, come ha raccontato l'onorevole Gennaro Acquaviva, che fa parte della storia politica dell'Italia, del sistema degli accordi, degli equilibri e della volontà di rinnovare la politica per creare un “buon Governo” attraverso le riforme istituzionali, di quegli anni '70 quando “Craxi è preoccupato del vuoto politico che si respira”, e che “vuole fare le Riforme”, ma non riuscirà nell'impresa di realizzarle. “Il primo intervento in tema di Riforma giudiziaria è arrivato da Craxi – ha ricordato il senatore Giorgio Casoli – con la proposta del referendum sulla responsabilità dei magistrati: senza questa responsabilità si andava incontro ad una sicura degenerazione. Oggi assistiamo infatti ad un annacquamento delle riforme, con un sistema che valorizza il potere dei giudici e dà ragione a chi ha torto”. Ha aggiunto l'onorevole Fabrizio Bracco, presidente del Consiglio regionale dell'Umbria: “L'onorevole Craxi è stato uno statista a capo di una forza modesta, il quale per far passare le sue idee ha ceduto al sistema dei poteri del tempo”.

Ha concluso il segretario nazionale del Psi e presidente della Regione Toscana Riccardo Nencini: “La sinistra del tempo non ha saputo raccogliere il messaggio, la tradizione e la storia politica del ‘900 italiano ed europeo e nemmeno le idee del leader socialista, che per primo intuì la necessità della riforma della politica per dare all'Italia importanti riforme, quelle di cui oggi tutti riconoscono l'urgenza”.

Nella conclusione del presidente del Circolo Bonci, si è rilevato lo spessore del dibattito che consegna all'opinione pubblica la necessità di riformare un ordinamento che sia più efficiente nei suoi tempi e decisioni e meno lontano nella sua organizzazione, dei diversi modelli adottati in tutti i paesi avanzati.


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