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SUL REFERENDUM PER L’ACQUA LA URBANI (PDL) INVITA A RAGIONARE E A NON INTASARE LA MAIL

Redazione

SUL REFERENDUM PER L’ACQUA LA URBANI (PDL) INVITA A RAGIONARE E A NON INTASARE LA MAIL

Lun, 09/05/2011 - 10:23

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SUL REFERENDUM PER L’ACQUA LA URBANI (PDL) INVITA A RAGIONARE E A NON INTASARE LA MAIL

di Ada Spadoni Urbani *
La casella di posta elettronica è ormai colma. La campagna dei referendari contro quella che chiamano la “privatizzazione dell’acqua” ha decisamente tracimato le possibilità di contenimento della mia casella di posta elettronica. Non so se questo gioco al massacro della posta elettronica sia riservato solo a deputati e senatori. Se così non fosse penso che tra la gente sortirebbe l’effetto di rendere odiose le ragioni altrui. Siccome di intolleranza in politica ce n’è anche troppa, chiedo spazio per “ragionare” sulle cose, non per azzuffarmi sulle idee che si hanno dei fatti. Il primo fatto, ben noto a chi conosce la legge, è che ad essere privatizzata, cioè affidata a soggetti privati, è la rete di distribuzione dell’acqua. Credo che tutti sappiano che gran parte dell’acqua che viene prelevata dal sottosuolo o dalle dighe di superficie e resa potabile, si spreca nel percorso fino ai rubinetti delle case. Calabria, Sardegna e Puglia, regioni assetate, disperdono nella rete idrica la metà dell’acqua; più o meno come l’Umbria. La media italiana è del 35%. Miliardi di litri ogni anno: uno spreco insostenibile e costoso. I dati sono di Lega ambiente, non del Governo! Di fronte a questa emergenza, che di emergenza si tratta, lo Stato sta dando ai privati l’onere di fare investimenti per riparare una rete a pezzi. Viste le risorse a disposizione delle pubbliche amministrazioni questo è il solo modo per portare efficienza in un settore vitale che, proprio perché vitale, non può tollerare gli attuali livelli di spreco che generano, a loro volta, altri costi per i cittadini. La gestione privata, alla lunga, farà diminuire le bollette, perché l’efficienza dei privati è da preferire ai costi e alla farraginosità del pubblico.
Anche per l’impatto ecologico, se non si cambia, si va al suicidio. L’acqua resta proprietà di tutti. Una proprietà che tutti dobbiamo avere il coraggio di tutelare anche affidando ai privati la sua gestione, che, ripeto, significa in primo luogo investimenti nella ristrutturazione della rete idrica.
Guardando al futuro questa è la cosa più logica da fare, se “ragioniamo”.
Senatore PdL

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