Bell'intesa tra la città di Foligno e il Centro Italiano d'Arte Contemporanea. A pochi giorni infatti dalla chiusura della mostra che ha inaugurato appena tre mesi fa il nuovo spazio, un successo è stato anche l'evento “Risonanze # 1, 2, 3. I video” che venerdì 12 ha richiamato un folto pubblico – molti i giovani – in via del Campanile. Nato in collaborazione con l'Accademia di Santa Cecilia e con la partecipazione della locale associazione Amici della Musica, l'appuntamento, – un intenso dialogo tra arti visive e musica – è stato impreziosito dagli interventi della dott.ssa Annalisa Bini, direttrice delle attività culturali del Santa Cecilia, del curatore del progetto Risonanze Marcello Smarrelli e dal regista dei video Anton Giulio Onori.
Nato all'Auditorium Parco della Musica di Roma, l'evento è giunto a Foligno dove ha costituito una rara opportunità per condividere, da un punto di vista assolutamente inedito, il dialogo creativo tra le arti visive e la musica, in un gioco continuo di rimandi e suggestioni. Pubblico catturato dall'originalità e dalla felice commistione di linguaggi “messi in scena” dall'incontro di straordinari artisti e musicisti che insieme hanno dato vita a Risonanze #1. Enrico Castellani & Uto Ughi; Risonanze #2. Giulio Paolini & Fabio Vacchi; Risonanze #3. Michelangelo Pistoletto & Giovanni Sollima. Poi la musica è giunta dal vivo, portata dalle note del pianista Marco Scolastra che con Cromie dal Novecento ha proposto una sua ulteriore suggestione nata dalla visione delle opere. Così la musica è stata quella di Alfredo Casella, Arvo Pärt, Alberto Ginastera.
Soddisfazione per il successo dell'iniziativa nelle parole del direttore del Centro, il critico d'arte avv. Italo Tomassoni che ha tenuto a sottolineare come il rapporto tra arte e musica rientri nella più vasta concezione del superamento dello specifico che caratterizza tutta l'arte contemporanea. Un dialogo tra arti che sarà il filo conduttore dell'attività del Centro dove le nuove iniziative chiameranno in causa ancora la musica, ma pure il teatro, la danza, il cinema, la scienza.
“Questo nostro Centro d'Arte – ha dichiarato – colma un vuoto e un'esigenza culturale della città. Abbiamo in programma molti appuntamenti ispirati ad una trasversalità che avvicinerà campioni di un linguaggio con quelli di un altro”. Prossimo evento il 12 aprile con “I love Museum”, conferenza di Giacinto di Pietrantonio direttore del Gamec (Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo).