STAZIONI ABBANDONATE , LA DESTRA SEGUE CONFCONSUMATORI

STAZIONI ABBANDONATE , LA DESTRA SEGUE CONFCONSUMATORI

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“Il grido di allarme della Confconsumatori sullo stato di abbandono della stazione ferroviaria di Foligno va raccolto, e se questa città ‘piange', la vicina Spoleto, per le stesse ragioni ‘non ride'”. A seguire il grido dall'arme “giustamente denunciato dalla Confconsumatori, estensibile a quasi tutti gli scali ferroviari dell'Umbria” è il partito di Storace, La Destra – anche attraverso il responsabile regionale trasporti del movimento politico, Enzo Saccomanni – che assicura “un forte impegno” per la soluzione dei problemi.”Il caso di Foligno – sottolinea La Destra – non è un episodio localizzato, ma è il sintomo chiaro di una grave malattia, e cioè del fatto che le Ferrovie, nelle sue due componenti Trenitalia e RFI, si stanno disimpegnando nei confronti della nostra regione. La dirigenza ferroviaria – spiega – applicando all'Umbria una progettualità miope fondata quasi esclusivamente sui recuperi di personale, ha desertificato la nostra regione trasformando così impianti produttivi, almeno potenzialmente, in cattedrali nel deserto; basti pensare che Foligno, nei vecchi dizionari scolastici, era indicato come ‘importante nodo ferroviario' mentre oggi potrebbe essere usato come “museo delle attività ferroviarie'”.Dal partito di minoranza si chiedono inoltre come il Governo della regione “può tollerare che ormai quasi tutte le stazioni ferroviarie siano prive di presenziamento, che Spoleto ‘città d'arte' accolga i turisti con un impianto lasciato in mano a frange di emarginazione e al degrado. E come si può accettare che Assisi, capitale mondiale della spiritualità offra uno scalo ferroviario i cui giardini e sale d'attesa sono state trasformate in campeggi e alloggi per vagabondi con tutti gli episodi di criminalità che ne conseguono come i continui furti al Bar e alle biglietterie automatiche. Ma il Governo regionale che sottoscrive con F.S. l'Accordo di Programma, deve essere in grado di esigere una corretta gestione degli impianti ferroviari in quanto la qualità del servizio offerto comincia proprio nella stazione, impegnando le Ferrovie a ristabilirne il presenziamento favorendo anche l'utilizzo dei locali di stazione, non strategici ai fini della circolazione dei treni, per attività commerciali o del mondo dell'associazionismo”.

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