Spoleto60, debutta "Van Gogh-L'odore assordante del bianco" con Alessandro Preziosi - Tuttoggi

Spoleto60, debutta “Van Gogh-L’odore assordante del bianco” con Alessandro Preziosi

Carlo Vantaggioli

Spoleto60, debutta “Van Gogh-L’odore assordante del bianco” con Alessandro Preziosi

Monastero della Stella splendida location teatrale per una superba prova d'attore di Preziosi | Maria Elena Boschi e Salvo Nastasi tra il pubblico
Dom, 02/07/2017 - 07:02

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Spoleto60, debutta “Van Gogh-L’odore assordante del bianco” con Alessandro Preziosi

Quando Gian Carlo Menotti decise di scegliere Spoleto come luogo d’elezione per la creazione del Festival, una delle motivazioni fu anche che Spoleto era l’unica città umbra e del centro- Italia ad avere ben tre teatri (il  Nuovo, il Caio Melisso e il Romano), oltre alcune altre location e chiese adatte alla bisogna.

E proprio due ex chiese spoletine da tempo si sono segnalate come location ideali per un certo genere di spettacoli. San Simone per la grandezza e il suo aspetto da day after. Il Monastero della Stella, spazio recuperato da un decennio dopo un lungo periodo di abbandono, per la sua struttura architettonica intatta seppure spoglia di qualsivoglia segno pittorico o di affresco. Una nudità che ha giovato molto al debutto, ieri sera 1 luglio, di Van Gogh-L’odore assordante del bianco, con protagonista Alessandro Preziosi nella parte di Van Gogh. Con lui in scena Francesco Biscione-Dottor Peyron, Massimo Nicolini-Theo Van Gogh, Roberto Manzi-Dottor Vernon Lazàre, Alessio Genchi-Gustave infermiere e Vincenzo Zampa-Roland, infermiere.

Nessun luogo poteva rendere meglio l’idea delle austere e slavate pareti di una stanza del manicomio come quello di Saint Paul. Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco? È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire da quelle mura, la sua prima speranza è riposta nella inaspettata visita del  fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare.

Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, interpretato da Alessandro Preziosi, lo spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo, che si avvale della messa in scena di Alessandro Maggi è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.
Il testo  firmato da Stefano Massini, con la sua drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici, è stato anche vincitore del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005 e offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea.

Un debutto molto atteso a Spoleto60 per la curiosità di vedere Preziosi all’opera in una prova teatrale, seppure l’attore ha scelto da tempo di privilegiare il palcoscenico  ad altre forme di recitazione come film e fiction tv.

Pubblico ripagato da una superba prova d’attore, con Preziosi impegnato nella personificazione di un Van Gogh, assoggettato e piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale  a essere presente al suo disturbo. E’ in questa condizione che lo troviamo, nella devastante neutralità di un vuoto e del bianco imperante. E dunque, è nel dato di fatto, che si rivela e si indaga la sua disperazione, il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore di cui parla con chiunque gli capiti a tiro nella stanza.

Preziosi offre al pubblico spoletino la pelle nuda di Van Gogh ed un volto che si contrae dalla sforzo, una apnea della parola che a volte non riesce ad uscire per qualche secondo dalla bocca del pittore aspettando che qualcosa cambi dentro di lui e che torni quella sorta di inquietudine calma che lo guida quotidianamente in attesa non si sa di che, ma altrettanto creatrice.

Tutti i posti disponibili erano occupati ieri sera e c’è anche stato un piccolo momento di tensione quando si è appreso che lo spettacolo sarebbe iniziato con una decina di minuti di ritardo per consentire ad alcuni spettatori del Caio Melisso, che erano alla prima di Memorie di Adriana, di poter raggiungere il Monastero in tempo per l’avvio dello spettacolo di Preziosi.

Qualche mugugno, magari anche sensato, ma chi frequenta Spoleto sa bene che questo è il tipico incidente di percorso del Festival dei Due Mondi che non cambia di una virgola però il favore del pubblico per la ricchezza dell’offerta di spettacoli disponibile e la possibilità di vederne anche due di fila a sera. E’ così sin dall’inizio.

In platea presenti ieri sera anche l’On. Maria Elena Boschi e Salvo Nastasi, neo-presidente dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, già direttore generale del Mibac per gli spettacoli dal vivo e vecchia conoscenza di Spoleto ai tempi del cambio di gestione del Due Mondi.

Riproduzione riservata

Foto: Ufficio stampa produzione  (Francesca Fago)

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