Spoleto57, presentato il trittico operistico d’apertura Berlioz-Poulenc- Schonberg

Spoleto57, presentato il trittico operistico d’apertura Berlioz-Poulenc- Schonberg

Dramma e sentimenti al femminile/Alla ricerca del "fil rouge" ideale tra compositori diversi, in una produzione originale del Festival

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(Carlo Vantaggioli)-Che il Festival dei Due Mondi non voglia rinunciare ad essere originale nelle sue scelte artistiche  è ormai assodato sin dai tempi del fondatore Gian Carlo Menotti. In qualche modo, seppure rocambolesco,  la tradizione è stata rispettata anche nella programmazione ideata da Giorgio Ferrara e, nel caso specifico dello spazio musicale festivaliero, dal consulente musicale Alessio Vlad.

Scopriamo oggi in conferenza stampa di presentazione del Trittico operistico di apertura di Spoleto57, dedicato ai tre grandi compositori Berlioz, Poulenc, Schonberg, che l’idea del “fil rouge” tra i tre è ascrivibile solo ed unicamente al consigliere musicale del Due Mondi, Vlad. Lo conferma il direttore d’orchestra John Axelrod che mima per la stampa anche lo stupore tutto americano del classico  “What???”  nel momento in cui Vlad gli comunica al telefono l’idea di unire tre compositori apparentemente distanti per storie personali e musicali.

La Dame de Montecarlo di Poulenc, Erwartung di Schonberg e La morte de Cleopatre di Berlioz, raccolgono una storia unica di dolore al femminile che la musica però vuole portare alla sublimazione dei sentimenti. “Ascenzione” la chiama Axelrod che è affiancato nella conferenza stampa odierna dal regista Frédéric Fisbach, dall’architetto Laurent Berger, per luci e scenografia, da Luisa Spinatelli per i costumi, dal mezzo soprano Ketevan Kemoklidze (Cléopatre) e dai due soprani Kathryin Harries (La dame de Montecarlo) e Nadja Michael (eine frau).

Presente anche il M° Giorgio Ferrara che, tenebroso (somiglia sempre più ad una sorta di John Malkovich ndr.) ed impegnatissimo nelle prove del lavoro di Luca Ronconi, fuggirà dopo poco più di 5 minuti timoroso a suo dire (si spera scherzando) che “il M° Ronconi mi metta una multa salatissima per il mio ritardo alle prove”.

E forse nel caso della presentazione della prima festivaliera, da sempre il biglietto da visita per tutto il resto delle 3 settimane di programmazione era il caso di far meno conto al portafoglio, e piuttosto predisporre una orario di conferenza più adatto all’esigenza proprio del Direttore artistico del Festival. Ma si sa, le cose semplici sono sempre le meno scontate da realizzare “in arte”.

E così l’intero cast  operistico del Trittico  si adopera in molte lingue mescolate a far capire quanto sia bello lavorare a Spoleto ma sopratutto sia stato stimolante unire i tre compositori e le loro storie. Lo stesso ordine di esecuzione delle tre composizioni non è casuale e segue una partitura invisibile di sentimenti e voglia di affascinare il pubblico legata allo studio di quel fattore di unità che Axelrod spiega mirabilmente  originare dalla memoria della Pastorale (Sinfonia n°6) di Ludwig van  Beethoven e dei suoi 5 movimenti, il famoso “Fil Rouge” di cui si cercava l’esistenza.

Ed è sui 5 movimenti intesi come espressione di sentimenti dolorosi che lavora il regista Fisbach, e con lui Laurent Berger che ridurrà all’essenziale la scenografia per esaltare invece la luce ed i colori. Così i costumi di Luisa Spinatelli che la stessa artista definisce, “come un qualcosa che si disfa con il susseguirsi delle emozioni e dei sentimenti”.

Emozioni contrapposte, odio, bramosia, gelosia, perdono e memorie, presagi, allucinazioni e manifestazioni di sgomento, questo è quanto la musica introduce ed accompagna nel passaggio ideale tra la fine dell’800 e l’inizio di quel nuovo secolo, il ‘900, che porterà all’introspezione e allo studio dei sentimenti in funzione del “se” sociale.

Non sembri dunque una moda di oggi, piuttosto in voga in certe produzioni teatrali,  quella di mettere in scena la sbocconcellatura di tre autori in questa prima spoletina, ma piuttosto si cerchi di apprezzare il lavoro di ricostruzione ideale che, come illustrato dai protagonisti, francamente induce in tentazione.

Le tre cantanti protagoniste assolute e, in questi casi, rischiosamente “senza rete” come solo l’artista solitario in scena può essere e sentirsi, hanno “le physique du role” e la caratura artistica, per interpretare i tre personaggi in partitura. Tutte e tre bellissime e molto distanti dal classico “corpo” della cantante lirica. Lo conferma entusiasta la costumista Luisa Spinatelli che definisce “una gioia” l’aver potuto costruire i costumi di scena su queste artiste. Tutte e  tre dal carattere e dalla presenza magmatica, in via di eruzione, decisamente promettenti.

Confermata la preziosa presenza dell’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, che in questo tipo di operazioni musicali permette una malleabilità e sicurezza esecutiva che qualunque direttore d’orchestra apprezza e vorrebbe avere sempre.

In scena il 27 giugno e in replica il 29 giugno alle 15, presso il Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto.

LOCANDINA

Berlioz
Poulenc
Schönberg
LA MORT DE CLEOPATRE
LA DAME DE MONTECARLO
ERWARTUNG

con
Ketevan Kemoklidze
Kathryn Harries
Nadja Michael

direttore John Axelrod

regia Frédéric Fisbach

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

scenografia e luci Laurent P. Berger

costumi Luisa Spinatelli

produzione Spoleto 57 Festival dei 2Mondi

mimi
Cecilia Andreasi
Ketty Panarotto
Lapo Sintoni
Matteo Morigi
Stefano Spadin
Francesco Marchesi

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