Spoleto, Mons. Boccardo incontra le categorie degli imprenditori

Spoleto, Mons. Boccardo incontra le categorie degli imprenditori

Visita Pastorale alle parrocchie della Città/ Incontro con Commercianti, artigiani, industriali e agricoltori

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La sera del 6 maggio scorso, presso la “Sala Antonelli” del priorato di S. Gregorio a Spoleto, l’arcivescovo mons. Renato Boccardo, nell’ambito della Visita Pastorale che sta compiendo alle parrocchie della Città di Spoleto, ha incontrato i rappresentanti degli industriali, dei commercianti, degli artigiani e degli agricoltori. Il Presule era accompagnato da mons. Luigi Piccioli, vicario generale e parroco del Duomo e di S. Gregorio, da don Edoardo Rossi, parroco dei Santi Pietro e Paolo, e da mons. Alessandro Lucentini, parroco del Sacro Cuore. Una trentina i presenti. Laura Tulli, presidente della Confindustria Spoleto-Valnerina, ha salutato ufficialmente l’Arcivescovo a nome di tutte le categorie presenti: «Grazie – ha detto – per averci voluto incontrare. In questo delicato momento segnato dalla crisi economica e da tanta incertezza, l’apporto spirituale è molto importante».

Mons. Boccardo, dopo aver illustrato brevemente il senso della Visita Pastorale, ha ringraziato i presenti per aver dedicato del tempo a questo incontro che – ha detto – «mi permette di conoscere da vicino un mondo a me poco noto».

Il primo a prendere la parola è stato Andrea Tattini presidente di Confcommercio Spoleto: «Eccellenza, nel mondo imprenditoriale spoletino c’è molto sconforto causato prevalentemente dalla mancanza di fiducia degli istituti di credito nei nostri confronti. Ognuno di noi cerca di preservare con fatica quanto costruito dai genitori o dai nonni, e non sempre ci riesce. Le assicuro che è triste veder capitolare un’azienda sana e magari storica per il nostro territorio». Della pressante burocrazia, della necessità comunque di pensare positivo e puntare ad un dialogo costruttivo per superare la barriera mentale del pessimismo che avvolge ogni iniziativa del territorio spoletino ha parlato Graziano Evangelisti della Confartigianato di Spoleto: «In questo percorso – ha detto rivolto al Vescovo – il suo apporto e la sua vicinanza sono per noi fondamentali». Leonardo Laureti della Confederazione Italiana Agricoltori di Spoleto ha illustrato a mons. Boccardo il settore agricolo spoletino, specificando che nel tempo non ha avuto particolari sviluppi.

Laura Tulli, presidente di Confindustria Spoleto-Valnerina, ha sottolineato la necessità di creare nelle aziende quel clima relazionale che contraddistingue le famiglie: «La Chiesa, che molto investe sulla famiglia, – ha detto – ci può sostenere in questo percorso che ha un valore spirituale molto alto». Tommaso Barbanera, presidente del Consorzio Operatori Turistici di Spoleto, ha illustrato al Vescovo come molti spendono parole per la salvaguardia delle piccole aziende, «ma – ha detto – a queste parole non seguono soluzioni. Ci vuole più umiltà da parte di tutti, ad iniziare da chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica, altrimenti altre attività periranno». Leonilde Gambetti della Confesercenti Spoleto ha manifestato le difficoltà che vivono i commercianti, spesso accusati di essere dei parassiti o degli acari. «Non è facile – ha detto – tenere aperto un negozio. La cosa triste è che a chiudere, spesso, sono gli onesti. Ci aiuti a riabilitare la figura del commerciante, a ripartire dal concetto di legalità».
L’Arcivescovo, dopo aver ascoltato attentamente ogni intervento, ha detto: «Rendo omaggio alla vostra tenacia, alla vostra generosità, al vostro sacrificio nel portare avanti, tra tante difficoltà, l’attività. Mi piace aver appreso che cercate di avere con i dipendenti un rapporto familiare: questa dimensione è una grande ricchezza che non va assolutamente perduta, in quanto immette nella società una sorta di contravveleno alla crisi e allo scoraggiamento. È vero – ha proseguito il Presule – che il momento che stiamo vivendo è grave e lo è anche nella nostra Spoleto con molte aziende in crisi e con molti negozi che nel centro storico hanno abbassato le saracinesche. Vi esorto, dunque, a continuare il vostro cammino senza piangervi addosso, impegnandovi in prima persona a tentare di cambiare la situazione senza attendere che la soluzione piova dal cielo. È altresì importante che facciate sentire la vostra voce a livello istituzionale, presentando la realtà, dialogando e chiedendo il riconoscimento dei diritti di tutti. Vi chiedo anche di mettere al centro delle vostre attività la persona e non il profitto: ciò vi permetterà di vivere in modo serio. In questo percorso la Chiesa, oltre all’apprezzamento che ho già espresso per quanto fate, è disponibile a collaborare su tutto ciò che può andare a vantaggio del bene delle persone, nell’ambito delle sue competenza e nella consapevolezza che non spetta ad essa fare politica. Non esitate a chiederci momenti di confronto e di approfondimento. Insieme possiamo costruire una bella alleanza per aiutare chi è più in difficoltà».

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