Spoleto, il giallo del cassonetto pieno di documenti - Tuttoggi

Spoleto, il giallo del cassonetto pieno di documenti

Carlo Vantaggioli

Spoleto, il giallo del cassonetto pieno di documenti

In P.zza della Genga, cassonetto della carta stracolmo di faldoni d'ufficio con documenti e schede personali piene di dati
Dom, 30/08/2015 - 17:19

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Il Mahatma Gandhi lo ripeteva spesso rivolto al popolo indiano, “Ognuno sia lo spazzino di se stesso”. E l’esortazione deve aver colpito profondo, se sono ancora reali quei dati di una ricerca internazionale di qualche anno fa, che diceva che la produzione procapite di rifiuti della popolazione indiana, in media generale, era molto prossima allo “zero”.
Non conosce l’esortazione gandhiana invece quell’anonimo, cittadino del popolo italiano e del Comune di Spoleto,  che nei giorni scorsi ha stipato fino all’inverosimile un cassonetto destinato alla raccolta della carta, in Piazza della Genga.
Va dato atto che almeno il rispetto della raccolta differenziata è stato osservato. Ma la curiosità, che trasforma il conferimento in notizia, è stata quella che ha fatto fermare l’attenzione sull’origine del rifiuto smaltito.
Il cassonetto traboccava di faldoni d’ufficio pieni zeppi di corrispondenza, fax e mail stampate, ed altri documenti di archivio di quella che chiameremo in maniera generica, Associazione, con tanto di indici esterni scritti in bella calligrafia. In alcuni dei faldoni, inoltre, erano contenute numerose schede con dati personali, sensibili e non, e foto formato tessera di quello che potremmo definire genericamente, un archivio del personale o forse di ricerca del personale della Associazione, semper generica come sopra.

In verità l’Associazione non era poi tanto sconosciuta perchè tutti i documenti erano stampati su carta intestata. Ma al momento non è questo il dato più importante, vista anche la temporaneità relativamente ridotta dell’esposizione pubblica di quei dati personali o dei riferimenti chiari a situazioni o cose riconducibili a fatti dell’Associazione stessa che, a quanto ci è dato sapere, dovrebbero seguire ben altra procedura prima di essere smaltiti.

Così, quelli che non si aspettavano di essere conferiti in maniera diremmo, evidente, sono forse i signori effigiati nelle schede con i dati personali. Già si fa fatica a pensarsi umanamente gettati nel cestino, ma “attufati” nel cassonetto con la faccia in bella vista, la cosa assume più un configurazione molto consona ai tempi moderni: la rottamazione umana. Dovrebbero inventarsi un cassonetto apposito per la differenziata a forte impatto umano, o umanistico magari.
Ma a parte gli scherzi non si capisce come non sia venuto in mente all’Associazione, semper generica, di distruggere almeno le schede con i dati personali di moltissimi soggetti, magari con una di quelle belle macchine tritatutto che si vedono nei film di spionaggio, o incaricando le società specifiche che se ne occupano, in modo da salvaguardare la privacy del caso. Un vero giallo.
E chissà perchè queste cose accadono di più in estate che in inverno. Delle due l’una: o si tratta di una personalissima vendetta alla spoletina per la faccenda dei Marò, ingiustamente trattenuti in India, o noi giornalisti, alla fine di agosto, siamo desolatamente senza notizie.
In nome della verità e alla faccia della privacy.

Riproduzione riservata

Foto: Tuttoggi.info

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