Resta coperta ancora dal più stretto riserbo l’inchiesta che ieri ha portato all’arresto di 8 giovani pusher, 4 dei quali spoletini e tutti insospettabili, accusati di spaccio continuato di sostanze stupefacenti. Due di loro, sono in carcere insieme ai quattro albanesi che rappresentavano il vertice della gang. Agli altri due spoletini sono stati invece concessi gli arresti domiciliari. Fra loro anche un agente di polizia penitenziaria che presta servizio in un carcere del nord. Da lunedì prenderanno il via gli interrogatori. Il primo dei quali nella casa di reclusione di Trento dove, in quel di Canazei, è stato arrestato lo spoletino che stava trascorrendo la settimana bianca in compagnia della sua ragazza. Ha nominato quale difensore l'avvocato Roberto Coricelli del foro di Spoleto che sulla vicenda non ha però voluto rilasciare dichiarazioni. Determinanti per le indagini sono risultate le intercettazioni telefoniche che il sostituto procuratore Massimo Casucci (nella foto con il procuratore capo Riggio) aveva disposto su diverse utenze telefoniche già dallo scorso mese di marzo. Una accelerazione dell'inchiesta, a quanto trapela, ci sarebbe stata all’inizio della scorsa estate quando i carabinieri di Campello fermarono una ragazza (sorella di uno dei giovani arrestati ieri) che aveva con sé alcune dosi di cocaina. Ora risulta indagata, anche per altre vicende legate a false attestazioni rese ai carabinieri. Come pure un'altra sua parente (sono 5 gli indagati a piede libero fra cui appunto 3 ragazze).
Albanesi ed italiani dunque rifornivano la movida spoletina, anche se la cessione della droga sembra avvenisse alla periferia della città. A loro si rivolgevano decine di giovani e meno giovani. Fra questi c'è chi avrebbe collaborato con la procura rinforzando così l'accusa nei confronti dei pusher. Che riuscivano a smerciare un etto di cocaina a settimana (5-6mila euro il controvalore). Anche l'agente di custodia, secondo l'accusa, era dedito all'illecita attività nei fine settimana, in pratica quando rientrava in città dal servizio. Forse non è un caso che il blitz sia scattato proprio ieri, quando cioè la banda aveva fatto il proprio rifornimento di sostanze stupefacenti da rivendere durante questo week end. Con i carabinieri di Spoleto hanno collaborato quelli di Foligno, Norcia e una unità cinofila di Bastia Umbra. Nel corso delle perquisizioni (una venticinquina le abitazioni controllate) sono stati infatti recuperati 60 grammi di cocaina e un modesto quantitativo di hashish. Le indagini continuano per cercare di risalire al canale che riforniva la banda. In città, intanto, si fa un gran parlare di questa vicenda, non tanto e non solo per l'insospettabilità dei ragazzi e delle ragazze rimaste impigliate nelle maglie della giustizia, quanto per la loro giovane età. Alcuni di loro, infatti, hanno poco più di 20 anni.
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