Nemmeno un anno fa per la Sitem di Cannaiola di Trevi c’era stata l’acquisizione delle quote di maggioranza da parte del gruppo americano Worthington Steel. Nelle ultime ore, invece, è arrivato l’annuncio di licenziamento per una trentina di lavoratori, per lo più persone over 50 che avrebbero anche difficoltà a ricollocarsi nel mercato del lavoro, per lo più senza l’attivazione degli ammortizzatori sociali. Una vertenza che preoccupa anche sindacati e istituzioni, che si sono prontamente mossi per scongiurare i licenziamenti. E in tanti si sono ritrovati mercoledì mattina fuori dai cancelli dell’azienda fondata nel 1974 dalla famiglia Scarca – Bartoloni e che conta circa 700 dipendenti in tutto il mondo, di cui 165 nella sede principale appunto a Trevi, dove lavorano maestranze da tutta l’area vasta.
C’è stata infatti adesione totale allo sciopero di 4 ore indetto dalle organizzazioni sindacali di categoria Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, che ha visto anche un presidio a cui hanno preso parte il vicesindaco di Trevi, Francesco Saverio Andreani, e i consiglieri regionali Fabrizio Ricci (Alleanza Verdi e Sinistra) e Stefano Lisci (Partito Democratico), che hanno portato ai lavoratori la loro solidarietà e la volontà delle istituzioni a lavorare per cercare di risolvere nel migliore dei modi la vicenda. A questo proposito già giovedì mattina si terrà un incontro in Regione con l’assessore Francesco De Rebotti e i sindacati, per valutare le azioni necessarie da mettere in campo politicamente.
“Nei giorni scorsi ci sono state delle aperture da parte dell’azienda sull’accordo di licenziamento collettivo, con la riduzione di qualche esubero – spiega Nico Malossi, segretario provinciale della Fiom Cgil di Perugia –, ma questo è ancora assolutamente insufficiente. Parliamo, infatti, di uno stabilimento di tranciatura tra i più importanti d’Europa e non possiamo certo accettare un ritiro industriale. Crediamo che, a fronte di una crisi di mercato e alla concorrenza dei competitor asiatici, che ha portato a una riduzione degli ordinativi, si debba rispondere con investimenti e non con licenziamenti. Non si possono buttare in strada, dall’oggi al domani, oltre trenta famiglie. Lo stato di agitazione andrà avanti fino a che non avremo risposte. Chiediamo che vengano aperti gli ammortizzatori sociali, che venga ritirata la procedura di licenziamento collettivo e che ci si ponga l’obiettivo di come rilanciare l’azienda con un piano industriale concreto”.
“Siamo a fianco degli operai per gestire questa vicenda – dichiara il vicesindaco di Trevi Andreani –. La Sitem è importantissima per il Trevano, ma lo è altrettanto la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. Siamo qui, in veste istituzionale, per far sì che l’azienda si possa ravvedere, almeno trovando un accordo sugli ammortizzatori sociali e una buonuscita per i dipendenti”.
Il capogruppo regionale di Avs Ricci chiede di “ritirare i licenziamenti e avviare un percorso condiviso con i sindacati per l’attivazione degli ammortizzatori sociali, evitando pesantissime ricadute sociali sui lavoratori e le loro famiglie. Sitem è un’azienda storica del nostro territorio, acquisita solo pochi mesi fa dal gruppo americano Worthington Steel. Al tempo stesso è una realtà all’avanguardia, tra i maggiori produttori di lamierini per motori elettrici in Europa. A Trevi, dove ha sede il centro amministrativo del gruppo, lavorano 165 persone, ma con gli stabilimenti in Francia, Slovacchia e Svizzera si arriva a 700 dipendenti. Si tratta quindi di una realtà estremamente importante, che l’Umbria deve e vuole difendere”.
“Dopo lo sciopero odierno – prosegue il consigliere di maggioranza – la Regione Umbria si è già mossa. Come capigruppo di maggioranza, insieme all’assessore alle Attività produttive Francesco De Rebotti, incontreremo domani i sindacati Fiom, Fim e Uilm per mettere in campo da subito tutte le azioni utili a scongiurare in primo luogo i licenziamenti e ad avviare un confronto con la proprietà statunitense. Lo slogan di Worthington Steel è: ‘When you focus on people first, success is a natural outcome’ (‘Quando metti le persone al primo posto, il successo è una conseguenza naturale’): siamo perfettamente d’accordo, per questo – conclude – pensiamo che sia giusto mettere al primo posto i lavoratori di Trevi, salvaguardare l’occupazione e quindi il futuro produttivo di questa fondamentale realtà industriale del nostro territorio”.
“È assurdo – gli fa eco il consigliere dem Lisci – quello che sta succedendo alla Sitem, la storica azienda di Trevi che meno di un anno fa è stata acquisita da parte di un gruppo americano con la prospettiva di nuove assunzioni e investimenti, ma che negli ultimi giorni ha invece annunciato l’apertura del licenziamento collettivo per circa 30 persone su 165. Insieme al consigliere regionale Fabrizio Ricci ci siamo subito attivati per promuovere un incontro con l’assessore regionale Francesco De Rebotti, subito fissato per domani, affinché si possa aprire un tavolo di crisi in Regione e bloccare l’iniziativa unilaterale dell’azienda che danneggerebbe decine di famiglie e soprattutto lavoratori tra i 50 e i 60 anni che avrebbero difficoltà a riposizionarsi sul mercato del lavoro. Questi licenziamenti vanno assolutamente scongiurati, ma intanto va avviato un percorso per l’attivazione degli ammortizzatori sociali”.











