Omicidio Polizzi, condannati Riccardo e Valerio Menenti | La giornata | Video - Tuttoggi

Omicidio Polizzi, condannati Riccardo e Valerio Menenti | La giornata | Video

Sara Minciaroni

Omicidio Polizzi, condannati Riccardo e Valerio Menenti | La giornata | Video

La Corte ha pronunciato la sentenza dopo sei ore di Camera di Consiglio. Lacrime in aula
Lun, 27/04/2015 - 18:43

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Alle ore 18,40 è stata pronunciata la sentenza nei confronti di Riccardo e Valerio Menenti. Un verdetto pesantissimo sia per il padre, che è stato condannato all‘ergastolo con isolamento diurno di un anno e sei mesi, che per  il figlio, destinato a 27 anni di carcere. Per la corte quindi Riccardo ha ucciso Alessandro con premeditazione e con il concorso del figlio Valerio. Al 28enne tatuatore che la notte dell’omicidio si trovava in ospedale per le botte ricevuta da Alessandro, sono state concesse le attenuanti generiche.

Dopo sei ore di camera di consiglio la Corte presieduta dal giudice Gaetano Mautone, (Nicla Restivo, a latere) ha pronunciato la sentenza nell’aula affreschi gremita come non lo era mai stata dall’inizio del processo nel maggio scorso. Tanti gli amici di Alessandro che hanno voluto essere presenti al momento della lettura del dispositivo.

“Sono dove devono stare”. Ma su tutto in aula è prevalsa la reazione, come sempre dignitosa e composta, della famiglia di Alessandro. Giovanni, Daniela e Francesco che in questi due anni si sono sempre presentati uniti, silenziosi e fiduciosi nella giustizia si sono abbracciati per poi rilasciare un solo commento: “Ora sono e rimarranno dove devono stare”.

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Julia. Per Julia, unica superstite della “spedizione punitiva” di Riccardo Menenti, questa sentenza significa tante cose. Significa che non ha mentito, che non ha detto bugie (come invece la difesa aveva cercato di dimostrare), che non è stata “l’anima nera” che ha spinto Alessandro a picchiare Valerio e Valerio contro Alessandro. Al pronunciamento del verdetto ha detto in lacrime e ancora visibilmente provata “Nessuno ci ridarà Alessandro ma giustizia almeno è stata fatta”.

I risarcimenti. La corte ha anche fissato le provvisionali per le parti civili: 500 mila euro a testa per i genitori di Alessandro e 300 mila per il fratello; 150 mila euro per Julia e 20 mila a testa per i suoi genitori, 10 mila euro per il fratello Alex.

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Commenti. “Giustizia è fatta, è stata dura ma siamo soddisfatti”, commenta l’avvocato di Julia, Donatella Donati all’uscita dal tribunale, dello stesso tenore anche il commento dei legali della famiglia Polizzi. Il legale Nadia Trappolini nell’abbraccio con i genitori della vittima descrive tutta l’emozione per questa sentenza e del lungo percorso fatto per arrivarci. In aula anche il legale di parte civile Luca Maori che ha espresso apprezzamento per la decisione della Corte.

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Scintille tra difesa e accusa. Ma in questa giornata non passano comunque in secondo piano le scintille volate in queste ultime udienze tra la pubblica accusa e la difesa di Valerio Menenti. Stamattina il procuratore aggiunto Duchini ha spiegato che Luigi De Ficchy (nuovo procuratore capo di Perugia),sta valutando i profili di responsabilità penale rispetto a quanto detto dall’avvocato Manuela Lupo durante la sua arringa conclusiva: “Le insinuazioni sui pasticci, imbrogli, magie e illusioni le respingiamo al mittente – ha asserito Duchini – perché probabilmente è stata proprio la difesa ad usarne quando ha detto che c’è stata scorrettezza da parte del pm”. Ma Lupo ha ribadito: “E’ inutile che si cerchi di intimorire i difensori dicendo che si valuteranno azioni penali quando poi la difesa ha usato gli stessi termini di critica usati dall’accusa”.

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La giornata. Per l’omicidio di Alessandro Polizzi (avvenuto la notte del 26 marzo del 2013) a carico dei due imputati Riccardo e Valerio Menenti c’erano infatti due richieste di ergastolo con isolamento diurno per 18 mesi, mentre le difese hanno richiesto per Valerio l’assoluzione (anche dall’accusa di maltrattamenti) e la pubblicazione della sentenza di assoluzione su giornali locali e nazionali “per ridare a questo ragazzo almeno un briciolo di dignità” e per Riccardo, considerato l’esecutore materiale dell’omicidio, la derubricazione in omicidio preterintenzionale per la morte di Alessandro e assoluzione per il tentato omicidio di Julia Tosti.

Intanto stamattina è stata la volta delle repliche dell’accusa e delle difese. Secondo il procuratore aggiunto Antonella Duchini (affiancato dal pm Gemma Miliani)gli elementi di penale responsabilità di Valerio sono riconducibili al movente (il rancore nei confronti di Alessandro che per tre volte lo aveva picchiato e della ex fidanzata Julia), alla volontà omicidiaria già espressa (testimonianze rispetto al suo desiderio di vendetta), alle chiavi dell’appartamento e della palazzina fornite al padre, al falso alibi fornito al padre (il fatto che fosse nel casale di Todi), al possesso della pistola del nonno arma del delitto, all’avere fornito elementi sulla vettura in possesso ad Alessandro, alle conversazioni intercettate. “Come abbiamo detto e scritto – ha spiegato il pm – non è vero che l’unico elemento da concorso sia la testimonianza della commessa del compro oro, perché se anche quella non ci fosse le risultanze sarebbero le stesse, ma visto che c’è la Corte la dovrà considerare”. “Coerenza, mancanza di inimicizie con i coinvolti, assenza di prove contrarie, questo rende attendibile un testimone”, per questo spiega il pm “non si può dire in sintesi che siccome un testimone non ci piace o non ci sta simpatico, o è rumeno o è albanese per questo non è attendibile. Ma se anche la corte, non so come, ma dovesse ritenerla non attendibile, questo non cambierebbe le cose per Valerio”.

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L’avvocato di parte civile Nadia Trappolini che difende la famiglia Polizzi riferendosi alla difesa ha detto: “Alessandro è stato ucciso due volte, la seconda con le calunnie. Hanno preferito calunniare le vittime perchè sapevano che non esisteva nessun altro modo per far entrare in aula quelle calunnie se non farsi intercettare in carcere, non c’è altro riscontro alle cose che dicono di Julia ed Alessandro – e ancora – Non avete mai sentito Valerio condannare il gesto del padre perché non è mai avvenuto”. Poi l’avvocato Donatella Donati, parte civile per Julia Tosti: “ Vorrei soltanto fermare l’attenzione sul frame che avete visto poco fa, quel frame è datato 26 aprile 2013, Valerio aveva appena saputo degli esiti delle analisi e che il padre era coinvolto nell’omicidio, ci aveva detto di essere rimasto sconvolto da quella notizia e invece in queste immagini (riprese durante il colloquio con i familiari, ndr) non c’è traccia del turbamento di cui ci ha parlato”. “Questo difensore e questa difesa – ha affermato l’avvocato della difesa Manuela Lupo –  non hanno mai, in nessun modo calunniato o parlato male di Alessandro Polizzi. Non troverete mai una nostra parola contro Alessandro Polizzi. Ma non perché siamo bravi, ma perché non ce n’è motivo perché Valerio nonostante le tre aggressioni non ce l’ha mai avuta con Alessandro Polizzi”.

Ora c’è un verdetto che da ragione all’impianto accusatorio della Procura e bisognerà attendere per conoscere le motivazioni della sentenza alla quale c’è da aspettarsi la difesa dei Menenti opporrà ricorso.

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