“Se non, ora quando?”: anche a Perugia le donne sfilano per i loro diritti - Tuttoggi

“Se non, ora quando?”: anche a Perugia le donne sfilano per i loro diritti

Redazione

“Se non, ora quando?”: anche a Perugia le donne sfilano per i loro diritti

Dom, 11/12/2011 - 19:48

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Anche a Perugia, come in tutta Italia, le donne si sono riunite per la manifestazione “Le strade delle donne”. Un modo di esprimere le proprie idee su lavoro, maternità, servizi, rappresentanza e comunicazione, a fronte del cambio di governo avvenuto un mese fa, e della conseguente manovra finanziaria che si appresta ad essere approvata dal Parlamento nei prossimi giorni. Con partenza da Porta Sant’Angelo, su Corso Garibaldi, un piccolo numero di donne e uomini hanno percorso alcune vie del centro perugino (tra Piazza Grimana, Via delle Prome, Piazza Danti, Piazza IV Novembre, Piazza Matteotti, Via Oberdan, Via Marzia e Via del Parione), simbolo significativo della storia femminile: importante a tal proposito, ad esempio, il Monastero di Corso Garibaldi, emblema del tentativo di un tempo delle donne di fuggire da matrimoni combinati. La manifestazione si è svolta in concomitanza con quella nazionale, che ha visto una presenza massiccia in diverse piazze d’Italia: a Roma erano in migliaia, in compagnia di personaggi famosi, come Marina Rei, Emma Marrone e Paola Turci. “Una rivendicazione che in realtà diventa l’affermazione di un diritto di parità che manca nel nostro paese, come manca anche in Europa, seppur non in maniera uguale per tutti i paesi”, ci ha detto Roberta Perfetti, ex dirigente scolastico, presente nel corteo perugino. Il raduno è il secondo in un anno, dal primo riunitosi il 13 febbraio, quando a scendere in piazza furono le donne e gli uomini schierati anche contro lo scandalo Ruby. “È necessario che questa parità si realizzi – ha continuato Roberta Perfetti – e non si predichi e basta. Il Ministro Fornero ha proposto la nuova manovra in ambito pensionistico. Se le donne devono lavorare di più se ne può parlare, ma non si può solo chiedere. Siamo chi ha retto il welfare di questo paese per anni: noi donne andiamo in pensione prima per prenderci cura della famiglia, di cui costituiamo un importante collante. Adesso anche noi vogliamo in cambio che siano rispettati i nostri diritti”. E sulla discriminazione in ambito lavorativo ci ha detto: “molto spesso la disparità sta nel fatto che ci si fida sempre di più di ciò che dice un uomo, piuttosto che di una donna”. Tutto il corteo ha chiesto maggiore visibilità, anche se riconosce che attualmente le tematiche che interessano sono altre. Nonostante questo però, le politiche di genere non vanno accantonate, dicono le donne italiane. “Per anni abbiamo votato una rappresentanza per la maggioranza maschile, che non ci racconta e non ci difende”, si legge nel loro comunicato. “Senza le donne non c’è crescita, ma serve una democrazia paritaria che garantisca i nostri diritti”.

Alessia Chiriatti e Nicola Palumbo

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