Ben 1250 nuove assunzioni da qui al 2028 (di cui 907 nel 2026), oltre alla copertura del turnover (circa mille pensionamenti previsti nel triennio) e alla stabilizzazione di 376 unità di personale nell’anno in corso: sono le misure per la sanità pubblica in Umbria messe in campo dalla Giunta Proietti, presentate giovedì mattina in conferenza stampa dalla stessa presidente della Regione, dalla direttrice regionale alla sanità Daniela Donetti e ai quattro direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere umbre.
Per la prima volta – è stato spiegato – la Regione autorizza le aziende ad assumere fino al massimo del tetto di spesa per il personale, pari a 539 milioni di euro su 1,9 miliardi che è il costo totale della sanità umbra. Vincolando così tale somma – 62 milioni di euro in più rispetto all’anno scorso – anche per i prossimi anni. “Avremmo potuto utilizzare una parte di quella cifra per darla al privato per abbattere le liste d’attesa, ma abbiamo fatto una scelta politica diversa, puntando tutto sulla sanità pubblica” ha spiegato Stefania Proietti ai giornalisti presenti.
Tenicamente, quanto che è stato approvato sono i piani triennali del fabbisogno del personale 2026 – 2028 delle due aziende ospedaliere di Perugia e Terni e delle Usl Umbria 1 e 2. L’esecutivo di Palazzo Donini ha assegnato le risorse economiche e dato mandato alle quattro aziende di assumere il personale secondo piani del fabbisogno che sono stati redatti dalle direzioni generali. L’indirizzo della Giunta regionale alle aziende, sia ospedaliere che territoriali, come da linee programmatiche dell’amministrazione Proietti, è stato quello di assumere il più possibile personale sanitario per potenziare la sanità pubblica e rispondere così alle esigenze di salute dei cittadini umbri.
Nel dettaglio, sono state autorizzate e finanziate 1.250 nuove assunzioni a tempo indeterminato nel triennio 2026-2028 tra personale medico, infermieristico, operatori socio sanitari, del comparto e altre figure. L’assegnazione è così ripartita: 274 all’Azienda ospedaliera di Perugia, 170 a quella di Terni, 454 all’Usl Umbria 1 e 352 all’Usl Umbria 2. A questi nuovi posti vanno aggiunte 376 stabilizzazioni che, secondo l’ultima legge finanziaria nazionale, vanno sistemate entro il 31 dicembre di quest’anno. Le nuove assunzioni sono al netto del cosiddetto turn over: circa 1.000 unità andranno in pensione per limite di età nello stesso periodo triennale e i piani del fabbisogno ne prevedono la sostituzione al 100%.
Più specificatamente la Giunta regionale ha stanziato risorse per il 2026 fino al massimo dei tetti previsti dalla legge per le assunzioni, autorizzando ciascuna azienda secondo questa programmazione:
- 127.437.877. per AOSP PG
- 75.735.425 per AOSP TR
- 168.133.756 per USL 1
- 164.392.598 per USL 2
Ciò vuol dire che le quattro aziende sanitarie hanno la possibilità di procedere alle 1.250 assunzioni per il triennio 2026-2028 con un costo in più di oltre 62.357.845 milioni di euro (Azienda ospedaliera Perugia 13.558.961; Azienda ospedaliera Terni 7.999.835; Usl1 22.334.209; Usl2 18.464.840). L’intento della presidente e della Giunta regionale è quello di rafforzare la sanità pubblica con l’innesto di nuovo personale oltre, come detto, alla sostituzione in toto dei dipendenti che cesseranno di lavorare per andare in pensionamento o lasceranno le aziende per altri motivi.
Quindi a prestare servizio nel prossimo triennio ci saranno 2.250 nuovi assunti (compreso il rimpiazzo di chi va in pensione) facendo salire il totale del personale in servizio a 13.501 al 31 dicembre del 2028 e comprendendo anche il personale a tempo determinato. Segnatamente al 2026 il numero totale delle assunzioni ordinarie a tempo indeterminato sarà di 907 unità e andranno in pensione 508 dipendenti per un totale di 1315 nuovi contratti. Nello specifico i medici che saranno assunti nel triennio saranno 354, gli infermieri 303, gli operatori socio sanitari 159 e altri addetti sanitari 114, poi vanno considerate altre categorie come tecnici, amministrativi, dirigenti non sanitari.
Quindi, a questo punto, con i piani di fabbisogno approvati e le risorse a disposizione, la Giunta regionale ha consegnato alle quattro aziende sanitarie i budget e l’indirizzo di procedere a tutte le assunzioni previste. Ora alle quattro aziende tocca il compito delle assunzioni con procedure concorsuali e di reclutamento che siano, ai sensi della legislazione vigente, il più possibile veloci, efficienti, efficaci, unificate – come il concorso per infermieri – rispondenti a criteri di merito e professionalità così da essere attrattive per i migliori professionisti del campo sanitario.