Ripresa economica grazie all'edilizia con bonus e ricostruzione, ma ora si rischia lo stop

Ripresa economica grazie all’edilizia con bonus e ricostruzione, ma ora si rischia lo stop

Redazione

Ripresa economica grazie all’edilizia con bonus e ricostruzione, ma ora si rischia lo stop

Mer, 06/07/2022 - 10:32

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La ricerca di Cna - Cresme su ripresa e costruzioni. Tesei: "Settore edilizio strategico perché acceleratore di breve periodo dell’economia"

Le costruzioni hanno contribuito in maniera determinante alla ripresa economica registrata nel 2021 e nei primi mesi del 2022“. È questa la maggiore evidenza emersa dalla ricerca CNA-CRESME presentata nel salone d’onore di palazzo Donini alla presenza della presidente regionale Donatella Tesei, del segretario nazionale della CNA Sergio Silvestrini, del presidente di CNA Umbria Michele Carloni, del presidente di CNA Costruzioni Emanuele Bertini e del direttore del CRESME Lorenzo Bellicini.

Questa ricerca – ha affermato Michele Carloni – si inserisce all’interno di un progetto della CNA nazionale perché riteniamo che anche in Umbria il processo di riqualificazione del patrimonio edilizio debba andare avanti, sia per i risvolti economici che garantisce, sia per il contrasto al progressivo spopolamento dei comuni minori“.

Ripresa grazie a costruzioni, movimentati 3,5 miliardi

L’indagine ha certificato il ruolo di volano del settore nel trainare il balzo del PIL regionale oltre il 6% nel 2021. “Il contributo che il settore delle costruzioni ha portato alla crescita economica dell’Umbria lo scorso anno – ha dichiarato Bellicini – vale 3,5 miliardi di euro, di cui 2,3 relativi a interventi straordinari di manutenzione e recupero edilizio, 640 milioni legati a opere di manutenzione ordinaria e 524 milioni riferiti a nuove costruzioni. Numeri che hanno fatto crescere gli investimenti nel settore del 23% di cui ben l’85% rappresentato da interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”.

Il ruolo dei bonus, soprattutto “minori”

“Innegabile – ha continuato Bellicini – il ruolo giocato dalle varie detrazioni fiscali previste sui lavori edili, che hanno attivato investimenti pari a circa 1,1 miliardi di euro. Di questi solo 200 milioni sono relativi al Superbonus, contro i restanti 900milioni ascrivibili ai cosiddetti bonus minori, che hanno avuto un balzo del 137% rispetto al 2020 grazie alla possibilità di accedere alla cessione del credito o allo sconto in fattura. Inoltre, gli incentivi e le relative ristrutturazioni hanno fatto ripartire il mercato delle compravendite immobiliari, con un aumento del 28% rispetto al 2019 (pari a circa 10mila atti). Questo aumento delle compravendite, oltretutto, rivela tendenze interessanti anche a seguito dell’esperienza vissuta con le restrizioni dettate dalla pandemia. Chi oggi acquista una casa predilige l’edilizia diffusa, abitazioni dotate di uno spazio all’aperto, che permettano una vita più lenta. Questo vale sia per le case ristrutturate, sia per quelle di nuova costruzione, a cui si chiede che siano anche più sostenibili e altamente tecnologiche.

La ricostruzione post sisma

Un contributo importante al balzo del settore delle costruzioni registrato nel 2021 – ha proseguito Bellicini – è arrivato anche dal notevole aumento della ricostruzione post sisma, soprattutto di quella privata, dove il totale degli interventi sale a 7mila cantieri per un valore di 2,2miliardi di euro”.

Le criticità emerse dalla ricerca

Le criticità certificate dalla ricerca – ha concluso – sono diverse. Da un lato le ingenti risorse che stanno arrivando in Umbria dal PNRR e da altri fondi nazionali non si sono ancora tradotte tutte in appalti pubblici; mentre la ripresa degli investimenti pubblici nel 2021 è stata più contenuta (+6,6%) e meno vivace di quella registrata a livello nazionale (+ 20%). Dall’altro lato vi è la crisi demografica che sta interessando l’Umbria da almeno un decennio e che ha già visto una contrazione della popolazione residente di oltre 30.000 abitanti. Uno scenario destinato a peggiorare se non si invertiranno le tendenze relative alla natalità e all’attrazione di nuovi flussi migratori, arrestando nel contempo l’emigrazione di migliaia di giovani“.

Non vi è dubbio che il settore delle costruzioni abbia avuto un ruolo determinante nella ripresa dell’economia – ha affermato Emanuele Bertini – e in un momento in cui le risorse del PNRR destinate agli enti locali umbri saranno molte abbiamo bisogno di una pubblica amministrazione efficace ed efficiente, in grado di ridurre al massimo i tempi tra le fasi di programmazione, progettazione e realizzazione delle opere pubbliche. Inoltre, l’aumento delle materie prime e il blocco della cessione del credito rischiano di fermare definitivamente non solo il superbonus, ma anche i bonus minori, che in Umbria nel 2021 hanno giocato un ruolo di primo piano nella ripresa. E questo non ce lo possiamo permettere, né a livello regionale né a livello nazionale“.

Migliaia di imprese rischiano di fallire per i crediti d’imposta

La filiera delle costruzioni è determinante per la crescita economica – ha ribadito anche Sergio Silvestrini, segretario generale della CNA -. L’anno scorso il settore ha contribuito al 30% del rimbalzo del Pil, l’occupazione è aumentata del 14% e la produzione del 24%. Nonostante questa performance decine di migliaia di imprese del settore rischiano di fallire in quanto non riescono a cedere i crediti d’imposta legati ai bonus edilizi. Per dare continuità all’andamento positivo delle costruzioni migliorando l’efficienza del nostro patrimonio immobiliare, siamo disponibili a partecipare a un tavolo per mettere ordine e ridisegnare il sistema degli incentivi. Ma in questa fase la priorità è permettere alle nostre imprese di recuperare i quattrini che hanno anticipato per conto dello Stato ai clienti praticando lo sconto in fattura”.

“Le imprese – ha concluso Michele Carloni – non hanno nulla a che fare con comportamenti fraudolenti e non possono essere penalizzate per colpe che non hanno. Anzi, lavorando in stretta sinergia con la pubblica amministrazione possono continuare a dare un contributo positivo sia nella riqualificazione del patrimonio immobiliare, sia nella realizzazione di nuove opere pubbliche e, più in generale, alla crescita dell’Umbria. In questo momento crediamo che serva un grande senso di responsabilità da parte di tutti”.

L’impegno della Regione Umbria per l’economia locale

“Per quanto riguarda la crisi demografica che attanaglia l’Umbria da 10 anni – ha affermato la presidente  della Regione Donatella Tesei –  a questa stiamo rispondendo da quest’anno finalmente in maniera organica e strutturale, attraverso un ampio sistema di sostegni alle famiglie. Basti pensare alle misure a favore dei nuovi nati (Bonus bebè), a favore delle neo mamme, (con un accompagnamento economico nel primo anno vita del bambino), nonché ai bonus asili, alle borse di studio per ragazzi delle scuole primarie e secondarie, al bonus campo estivo e alla no tax area nonché borse di studio per gli iscritti all’Università. Misure che accompagnano bambini, ragazzi, giovani ed in definitiva famiglia nell’arco della crescita e che rappresentano un poderoso insieme di provvedimenti mai messo in campo prima, i cui risultati si vedranno nei prossimi anni.

Altro tema su cui ci siamo adoperati  è quello di ritrovare attrattività – ha continuato la Presidente – ed abbiamo rilancio turismo, Aeroporto, intercettato 4 miliardi per le opere infrastrutturali e 1,6 miliardi del Pnrr: tutte misure che creeranno ora e nei prossimi anni condizioni abilitanti, del tutto nuove, per le imprese della regione.

Nello specifico del settore edilizio, ritenendolo strategico perché acceleratore di breve periodo dell’economia, va sottolineato come solo dal nostro insediamento sia iniziata la ricostruzione post sisma 2016, oggi la più avanzata del cratere, e come siano stari pianificati 314 milioni di investimenti Ater per l’edilizia residenziale, oltre alle misure Pnrr (che riguardano scuole, periferie ecc), tutti provvedimenti che saranno in grado di sostenere il settore in Umbria. Un approccio che nasce da politiche che non pensano solo all’immediato futuro ma che a si basano su una visione di lungo periodo”.

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