Professor Raspetti ti scrivo "È da tanto che non ci vediamo" - Tuttoggi

Professor Raspetti ti scrivo “È da tanto che non ci vediamo”

Luca Biribanti

Professor Raspetti ti scrivo “È da tanto che non ci vediamo”

Gio, 27/10/2022 - 15:15

Condividi su:


Il professor Giampiero Raspetti è scomparso all'età di 80 anni dopo una grave malattia. La città di Terni in lutto

Professor Raspetti, è tanto che non ci sentiamo: più o meno da quando sono diventato abbastanza grande da aver preso coraggio e forza delle mie idee. E questo me lo hai insegnato tu. Avevo 13 anni, quarta C del Liceo Ginnasio Tacito di Terni, ultima aula a sinistra del corridoio di sinistra del primo piano del mio primo giorno di liceo e prima ora di lezione: “I più grandi rivoluzionari della storia sono stati Socrate, Cristo e San Francesco” – hai detto, poi la lezione sul significato di essere ‘rivoluzionari’.

Ora siamo ‘colleghi’, professore, e quelle parole mi sono un po’ più chiare e ne capisco il senso: proprio quelle parole hanno instillato il piacere della scoperta, della conoscenza e dello studio. Grazie. La matematica e la fisica non le ho mai studiate e, oggi, ne sono rammaricato. La matematica e la fisica, professore, non me le hai mai insegnate, ma di questo non sono dispiaciuto. Il coraggio delle proprie idee, saper parlare in pubblico, prendersi la responsabilità di ciò che si dice e dei comportamenti, il rigore filologico, l’amore per la classicità, lo spirito critico: questo invece me lo hai insegnato e io cerco, oggi, di insegnarlo ai miei alunni. Qualcuno ha provato ad accusarti di essere un ‘politicante’, perché espressamente schierato, di ‘plagiare’ gli studenti dei quali amavi circondarti: la politica, come amavi dire, l’hai sempre fatta, professore, ma quella ‘buona’ della polis. Se plagiare gli studenti significa spingerli verso la conoscenza, allora, professore, io sono stato plagiato. Grazie.

Ho mangiato a casa tua, hai cucinato per me, abbiamo visto nascere “La Pagina”: ho dipinto i muri della prima redazione, ho fissato i mobili ai muri e scritto i primi articoli per il ‘tuo’ giornale che, con la costanza e la dedizione che ti sono riconosciute da tutti, ancora viene pubblicato. Ho condiviso una camera con tuo figlio, ho vissuto e mangiato anche insieme a lui. Caro professore, oggi ti scrivo anche da professore: qualcuno sicuramente maledirà anche me per non aver saputo sufficientemente spiegare il greco, il latino, l’italiano, la storia o la geografia, ma non ne provo rammarico. Provo rammarico, invece, per chi non riesce a capire che la cultura, la conoscenza e l’esercizio del pensiero, portano alla libertà di giudizio e di scelta. Tu hai sempre scelto, nel bene e nel male. Grazie.

Ci siamo confrontati anche aspramente, io ho maturato le mie convinzioni e le mie idee e, proprio grazie alla libertà di giudizio critico, ti ho ‘abbandonato’, professore. L’amore per la tua città, le iniziative, i progetti, la lucida capacità di analizzare il presente, mi accompagneranno sempre nel tuo ricordo e forse, proprio per questo, la tua città non ti ha voluto molto bene. Visionario, idealista, opportunista, molti non hanno apprezzato il tuo modo di essere: fuori contesto, avulso, forse ‘rivoluzionario’, sicuramente diverso. In questa diversità ho trovato alcuni stimoli che, ancora oggi, mi vedono qui a salutarti come professore e che, ogni giorno, mi spingono a mettermi in discussione e ad essere il primo critico di me stesso, pur con l’orgoglio e ‘l’arroganza’ di chi ‘studia’. Professore, grazie a te ho conosciuto la canzone di Roberto Vecchioni “Sogna, ragazzo, sogna” e, alla fine dell’anno scolastico, lascio i miei alunni con questo brano nel quale, ogni volta, rivivrà un po’ di te. Ciao professore, è da tanto che non ci vediamo.

Luca Biribanti


Il professor Giampiero Raspetti è scomparso all’età di 80 anni dopo una grave malattia. La città di Terni è in lutto per la morte del noto insegnante, fondatore della rivista “La Pagina”. Tanti gli attestati di cordoglio che in queste ore vengono espressi dal mondo della politica e dell’associazionismo. I funerali sono in programma per sabato 29 ottobre alle ore 15 nella chiesa di San Cristoforo.

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Lascia i tuoi dati per essere tra i primi ad avere accesso alla Nuova Versione più Facile da Leggere con Vantaggi e Opportunità esclusivi!

true Cliccando sul pulsante dichiaro implicitamente di avere un’età non inferiore ai 16 anni, nonché di aver letto l’informativa sul trattamento dei dati personali come reperibile alla pagina Policy Privacy di questo sito.

"Innovare
è inventare il domani
con quello che abbiamo oggi"

Grazie per il tuo interesse.
A breve ti invieremo una mail con maggiori informazioni per avere accesso alla nuova versione più facile da leggere con vantaggi e opportunità esclusivi!