Presentata Umbria Jazz 16 | Più concerti al centro, Pavone, Galleria Nazionale e Basilica di San Pietro - Tuttoggi

Presentata Umbria Jazz 16 | Più concerti al centro, Pavone, Galleria Nazionale e Basilica di San Pietro

Carlo Vantaggioli

Presentata Umbria Jazz 16 | Più concerti al centro, Pavone, Galleria Nazionale e Basilica di San Pietro

Intensificate le collaborazioni con Accademia Belle Arti e Conservatorio | Pagnotta su Mika " Ci criticarono anche nell'87 per Sting e Gil Evans"
Mer, 11/05/2016 - 17:48

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Il testimone del jazz in Umbria passa come al solito da Orvieto a Perugia ma stavolta con una tappa intermedia inedita quanto importante: la Cina, dove Umbria Jazz tra aprile e maggio ha tenuto una serie di eventi all’interno di un più complessivo progetto di promozione regionale. Si aprono nuove frontiere e si spalancano spazi immensi in cui far risuonare le note di libertà e vicinanza tra mondi diversi che solo il jazz, o il jazz come nessun’altra musica, può sprigionare.  Umbria Jazz 16 però adesso mette tutto da parte e pensa al presente con una edizione che promette tanta buona musica e grandi numeri.

La conferenza stampa- Come ogni anno a luglio arriva l’evento chiave del complesso sistema Umbria Jazz che è stato presentato questa mattina nella  prestigiosa Sala Podiani della Galleria Nazionale in C.so Vannucci, presente la presidente della Regione, Catiuscia Marini, il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, il direttore della Galleria Nazionale, Marco Pierini ed il Direttore Artistico di Umbria Jazz, Carlo Pagnotta.

Nel saluto introduttivo la presidente Marini ha sottolineato il ruolo della Regione che con il comune di Perugia sono le due realtà pubbliche che non hanno mai fatto mancare il sostegno alla manifestazione e questo anche in anni molto complessi per la riduzione delle disponibilità. Ringraziamenti della Marini anche per il Mibact nella persona del Ministro, Dario Franceschini che ha dato segni tangibili di attenzione per Umbria Jazz e non ultimi anche provvedimenti importanti proprio a favore della Galleria Nazionale che da quest’anno torna location della manifestazione. Confermato il grande ruolo della kermesse come veicolo di promozione internazionale dell’Umbria.

L’edizione estiva riporta a Perugia la musica, i grandi artisti ed il pubblico che li ama, e soprattutto quell’atmosfera unica che fa dell’acropoli perugina una piccola grande capitale del jazz. Da quarantatré anni l’Umbria ha come colonna sonora quello che senza alcun dubbio è il linguaggio musicale della contemporaneità. Umbria Jazz è prima di tutto questo.

Non si tocca la formula, quella ormai famosa dei “tre festival in uno”, che vede concentrati all’Arena Santa Giuliana gli eventi di maggiore richiamo, nei teatri (Morlacchi e Pavone) i concerti più specialistici e nei palchi all’aperto (dove tutto è gratuito) l’intrattenimento popolare.

Ma quest’anno c’è un motivo in più, tale da caratterizzare fortemente l’edizione 2016. Tornano due delle più prestigiose location che hanno fatto parte in passato della storia del festival: la Sala Podiani della Galleria Nazionale dell’Umbria, il cuore della storia e dell’arte di Perugia e dell’Umbria, e la Basilica benedettina di San Pietro, spazio unico per bellezza e spiritualità, nonché dotato di una acustica che ha del miracoloso.

Umbria Jazz riprende in mano i due luoghi con il rispetto che meritano ma con grande entusiasmo perché l’idea di fondo su cui è da sempre costruita l’identità del festival (l’intreccio inestricabile tra la musica e gli spazi) trova qui la sua sublimazione. E’ il direttore Marco Pierini a raccontare come l’accordo per la messa a disposizione della Sala Podiani si sia concluso in meno di mezzora grazie alla proverbiale capacità organizzativa di Carlo Pagnotta che ha risolto, con un impegno tecnico supplementare, l’unico vero problema della location, l’acustica. Pierini presenta anche l’ iniziativa che vede protagonista il Museo presso la Galleria Nazionale. Esibendo uno qualsiasi dei biglietti  dei concerti di Umbria Jazz si avrà lo sconto del 50% per l’ingresso alle 40 sale presenti.

Il Programma di UJ16- Il fenomeno pop Mika (biglietti esauriti), un ragazzino indonesiano di 13 anni che ha rischiato di vincere un Grammy , Joey Alexander, un progetto di Paolo Fresu sulle laude medievali in prima assoluta, Chick Corea che festeggia con una superband il settantacinquesimo compleanno, partnership inedite come quelle tra Brad Meldhau e John Scofield (con Mark Guiliana) e tra Branford Marsalis e Kurt Elling, l’orchestra del Conservatorio perugino in un omaggio a Duke Ellington ed all’anniversario di William Shakespeare.
È solo una parte del cartellone di Umbria Jazz 16 (Perugia, 8- 17 luglio) presentato oggi nella Galleria Nazionale dell’Umbria che sarà la location dei concerti di mezzogiorno. Il festival verrà inaugurato da Massimo Ranieri con “Malia”, una rilettura delle canzoni napoletane in chiave jazz con un quintetto che comprende Enrico Rava, e tra le altre star propone Diana Krall, Buddy Guy, George Clinton, Melody Gardot, Il duo Pat Metheny – Ron Carter, i ricostituiti Steps Ahead, Marcus Miller, Kamasi Washington, l’astro nascente Jacob Collier. 
Molti gli italiani, da Stefano Bollani (con una dedica alla musica napoletana), ancora Rava con il nuovo e giovane quartetto, Roberto Gatto, il quartetto Golden Circle, Fabrizio Bosso, Ezio Bosso, Mauro Ottolini  con una colonna sonora originale scritta apposta per un film di Buster Keaton, Karima con il trio di Dado Moroni, i Funk Off, i tre pianisti Giovanni Guidi, Claudio Filippini e Mirko Signorile che intendono donare un pianoforte a L’Aquila, il nuovo quintetto Cosmic Renaissance di Gianluca Petrella.
In equilibrio tra jazz e musica classica è il duo Ramin Barahmi – Danilo Rea con un programma di musiche di Bach. 
Come da tradizione nutrito il programma dei concerti all’aperto e gratuiti, “finchè ce la facciamo…”– chiosa Pagnotta, eredi dell’anima stradaiola della prima Umbria Jazz, tra i quali spiccano Fred Wesley, a lungo trombonista di Ike e Tina Turner e poi di James Brown, Ray Gelato, Pedrito Martinez, Allan Harris.
Infine, per il trentunesimo anno, i corsi del Berklee College of Music di Boston permetteranno a circa 200 ragazzi di approfondire il linguaggio del jazz con gli insegnanti ed il metodo didattico della più famosa scuola di musica popolare americana.  Una attenzione ai giovani testimoniata anche dalla quinta edizione del Conad Jazz Contest che permette ai nuovi talenti di usufruire della vetrina del festival per farsi conoscere dal grande pubblico.

Il Patron Pagnotta- Carlo Pagnotta, Direttore Artistico sulla carta, ma in realtà colui che tutto vede e sovraintende, non delude mai il pubblico della stampa. Miniera di ricordi inesauribile, “in una sala qui accanto nel 1959, gli Amici della Musica di Perugia presentarono per la prima volta in Umbria il Modern Jazz Quartet…”, in occasione della presentazione ufficiale tiene a ricordare alcuni appuntamenti di cui va giustamente orgoglioso. Le Clinics,  da 31 anni a disposizione dei giovani musicisti, i concerti di Kamasi Washington, Joey Alexander, il duo Marsalis Elling e l’orchestra del Conservatorio perugino in un omaggio a Duke Ellington. Ma poichè il carattere fumantino è sempre in agguato si arriva anche alle polemiche su concerti come quello di Mika, peraltro soldout già da molte  settimane. “Le polemiche su questo artista lasciano il tempo che trovano. Mi ricordo quando nel 1987 annunciammo  il concerto di Sting e Gil Evans. Ci fu un autorevole giornale, e non solo quello,  che contestò la contaminazione tra i due artisti”.

E su questo Pagnotta in parte ha ragione, perchè già da allora le famose collaborazioni artistiche e i duet, diventarono un pò ovunque veri eventi che in concerto live richiamavano folle esagerate. In termini di gradimento di pubblico e di “salute” del botteghino la storia degli ultimi 30anni di musica da ragione al Patron, sopratutto nella scelta dell’indimenticabile evento dello stadio Curi del 1987, un vero apripista. Sulla qualità invece di alcune di queste contaminazioni ci sarebbe da discutere.

“Noi non ci inventiamo nulla– prosegue Pagnotta- a Montreux Jazz hanno fatto suonare la Nannini e Ramazzotti. Questo finchè ci sarò io qui non potrà mai accadere. Le contaminazioni vanno bene ma fino ad un certo punto”. Saranno felici della citazione la Nannini e Ramazzotti ovviamente. Loro no e Mika si. Vaglielo a spiegare ai diretti  interessati dove sta la differenza. Ma il Patron è fatto così e ci tiene a sostenere la forza di Umbria Jazz nel mondo. “Come dice il Presidente Arbore (Renzo Arbore ndr.) noi veniamo dopo gli americani”, riferendosi al famoso  e antichissimo festival jazz di Newport. E Pagnotta non rinuncia ad un passaggio vezzoso sulla età e sul fatto che chi lo critica dovrà ancora vederlo in sella per un pò, “Il mio maestro George Wein– conclude- a capo di Newport ha 91 anni. Io ne ho un pò di meno e qualche annetto ancora mi dovrete sopportare. Se non mi rincoglionisco. Ma spero che ci sarà qualche amico che mi avvertirà e allora andrò ai giardinetti a leggere il giornale”. Una eventualità  immangiabile. Pagnotta che legge il giornale ai giardinetti ? Sarebbe come mettere il parmigiano sul sugo di pesce.

Presente in sala anche il regista Abel Ferrara che segue da un pò la manifestazione su cui avrebbe intenzione di girare un docufilm.

Riproduzione riservata

Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)

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