Polo scolastico Spoleto, aperta inchiesta. La storia e l'effetto domino

Polo scolastico Spoleto, aperta inchiesta. La storia e l’effetto domino

Sara Fratepietro

Polo scolastico Spoleto, aperta inchiesta. La storia e l’effetto domino

Finanza in Comune per l'indagine della Corte dei conti sulle spese di progettazione del polo scolastico che non sarà più realizzato al centro di un braccio di ferro tra l'ente e il commissario alla ricostruzione
Lun, 22/06/2020 - 11:28

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Polo scolastico Spoleto, aperta inchiesta. La storia e l’effetto domino

La Procura regionale della Corte dei conti dell’Umbria ha aperto un’inchiesta sulla mancata realizzazione del polo scolastico di Spoleto. Un progetto dal valore di circa 12 milioni di euro – finanziato con i fondi del commissario straordinario alla ricostruzione – stoppato dalla Giunta de Augustinis. E che vedeva in campo la Regione dell’Umbria (tramite l’Ufficio speciale per la ricostruzione) e il Comune di Spoleto ma anche la Provincia di Perugia con il completamento della struttura grazie ad una doppia palestra.

L’iter per il polo scolastico – che avrebbe dovuto ospitare le scuole Dante Alighieri e Prato Fiorito delocalizzate – era partito nel gennaio 2017, dopo le ultime scosse di terremoto che avevano interessato la periferia spoletina, seguito dall’allora Giunta Cardarelli. Nell’estate 2018 (quando poi vi erano state le elezioni amministrative vinte dal sindaco de Augustinis) si era giunti finalmente alla progettazione dell’intervento e dunque all’approntarsi della gara d’appalto.

Il contenzioso sul definanziamento del polo scolastico e ora l’accordo

Ma sin da subito la nuova Giunta aveva manifestato la volontà di stoppare tutto. Definita, infine un anno fa, con il definanziamento del polo scolastico al San Paolo da parte dell’allora commissario straordinario alla ricostruzione Piero Farabollini, con la nota ordinanza 80. I fondi stanziati, infatti, prevedevano l’intervento di delocalizzazione con la realizzazione del polo scolastico e non potevano essere “spostati” su opere di rifacimento in loco come da intenzioni dell’amministrazione comunale.

Ne è nato un contenzioso davanti al Tar del Lazio contro l’ordinanza, con i giudici che hanno concesso la sospensiva al Comune di Spoleto in attesa dell’udienza del prossimo dicembre. Ma nel frattempo negli ultimi giorni l’amministrazione comunale ha raggiunto l’accordo con il nuovo commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini. Che attraverso una nuova ordinanza rifinanzierà l’intervento relativo a Dante Alighieri e Prato Fiorito (presumibilmente con l’adeguamento sismico degli edifici esistenti).

L’inchiesta sui costi di progettazione del polo scolastico

Se l’accordo tra le parti – che dovrà essere formalizzato – comunque porterà a tempi indiscutibilmente lunghi (tra emanazione dell’ordinanza, gare per le progettazioni e poi per l’opera ed effettiva realizzazione) per vedere finalmente una sede idonea per la scuola media e quella materna terremotate, rimane un problema di fondo. Quello delle spese di progettazione finora sostenute dalla struttura del commissario straordinario alla ricostruzione per il polo scolastico nella zona di San Paolo. Circa 300mila euro che ancora non si è capito chi dovrà pagare.

Un anno fa Farabollini aveva dichiarato che ad accollarsi le spese sostenute dalla struttura commissariale deve essere il Comune di Spoleto. Ma quest’ultimo – tra le polemiche dell’opposizioneaveva chiarito che non era sua intenzione farlo.

Ora, però, sulle spese di progettazione del polo scolastico ha acceso un faro anche la Corte dei conti, che indaga sull’ipotesi di danno erariale e che ha delegato la Guardia di finanza alle indagini. Le fiamme gialle negli ultimi giorni hanno acquisito documentazione negli uffici comunali inerente alla pratica in questione ed alla rinuncia del progetto del polo scolastico.

L’effetto Domino

Oltre al nodo delle spese di progettazione, lo stop alla delocalizzazione di Prato Fiorito e Dante Alighieri nell’area di San Paolo non distante dal convitto dell’istituto alberghiero ha provocato tutta una serie di ripercussioni. Un vero e proprio effetto domino.

In primis la palestra a servizio del polo scolastico ma anche dello stesso Ipssart, che sarebbe rientrata nell’intervento. I lavori sono alla fine iniziati, a inizio 2020, finanziati dalla Croce Rossa. Quei soldi in realtà la Cri inizialmente li aveva destinati al completamento del Palatenda di via Laureti, che rimane appeso al palo.

Ma c’è anche un’altra questione. La delocalizzazione della scuola materna Prato Fiorito avrebbe consentito di liberare la struttura per poter realizzare in quel luogo il polo montessoriano. Alla fine la maggioranza ha trovato la quadra per realizzare tale intervento – finanziato dall’Inail – nella zona dell’ex foro Boario, in via dei Filosofi. Dove invece si doveva realizzare (il progetto era stato già approvato dal consiglio comunale) la nuova caserma dei vigili del fuoco di Spoleto. Anche in quest’ultimo caso, però, rimane il nodo delle spese di progettazione finora sostenute. Oltre al fatto che non è chiaro ancora dove sarà realizzata la nuova sede dei pompieri (si ipotizzava piazza d’Armi) che intanto continuano a pagare l’affitto per i locali di Madonna di Lugo.

(nella foto l’area dove sarebbe dovuto sorgere il polo scolastico)

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