Polo scolastico Spoleto, Provincia cede terreno | Crowdfunding per gli arredi

Polo scolastico Spoleto, Provincia cede terreno | Crowdfunding per gli arredi

Nuovo tassello per il polo scolastico in attesa della gara d’appalto | Si cercano donatori, co-desing di studenti, docenti e tecnici per gli arredi

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Un altro tassello per il nuovo polo scolastico di Spoleto, che sorgerà nell’area di San Paolo. Il consiglio provinciale di Perugia, nell’ultima seduta del 2017, ha approvato la “alienazione a titolo gratuito di aree di proprietà della Provincia di Perugia, occorrenti per la realizzazione di opere di urbanizzazione del Comune di Spoleto”.

L’atto, votato all’unanimità, di fatto prevede la concessione al Comune di Spoleto di un terreno nella zona di via Valadier dove sarà realizzata una parte del nuovo complesso scolastico che ospiterà la media “Dante Alighieri” e la materna “Prato Fiorito”, ma anche una doppia palestra che sarà a servizio pure dell’adiacente istituto alberghiero “De Carolis”, nell’ambito del piano di opere pubbliche del commissario straordinario per la ricostruzione post sisma del 2016 in Centro Italia.

Il protocollo d’intesa era stato firmato quasi un anno fa da Provincia e Comune, ora finalmente è arrivato anche l’atto ufficiale da parte del consiglio provinciale per la cessione del terreno. I ritardi nel frattempo si sono accumulati, da parte dei vari enti coinvolti, ma finalmente a breve dovrebbe essere pubblicata la gara d’appalto, con i lavori che potrebbero partire in primavera, concludendosi – si spera – per l’inizio dell’anno scolastico 2018 – 2019.


Polo scolastico, via ai lavori in primavera | Fondi post sisma per altre scuole a Spoleto


Crowdfunding per gli arredi, il video appello

Intanto il Comune di Spoleto ha dato vita ad un altro progetto, insieme all’Anci: una raccolta di fondi per gli arredi del polo scolastico. Il progetto, denominato “Sicuramente”, fa parte di “Anci Crow”, un’attività di crowdfunding che prevede che tanto sarà raccolto dai privati, tanto l’Anci poi donerà. La cifra raccolta, insomma, verrà raddoppiata. L’iniziativa è promossa attraverso la piattaforma web Eppela (qui il link). L’obiettivo è raccogliere 30.500 euro e a lanciare la campagna è – in un videomessaggio – il vicesindaco Maria Elena Bececco. Sono previste anche delle ricompense per i donatori: si va dalle semplici mail di ringraziamento (per chi dona almeno 10 euro) al nominativo del donatore inciso su una targa affissa nella nuova scuola (con un’offerta sopra i 500 euro).

Le motivazioni del progetto

“I terremoti che si sono succeduti tra agosto 2016 e gennaio 2017 – viene ricordato nella pagina Internet dedicata al progetto – hanno causato l’inagibilità totale di due strutture scolastiche importanti della città di Spoleto. Il progetto della nuova scuola è stato elaborato tenendo conto dell’importanza di come le condizioni ambientali possono favorire l’apprendimento: sarà dunque una scuola Sicura e attenta alla Mente dei bambini, dei ragazzi, dei docenti ma anche delle famiglie in generale che la potranno vivere a tutto tondo.

Vogliamo investire – spiegano Comune ed istituti scolastici interessati – per dotare le aule, gli spazi comuni, i corridoi, l’area verde, con arredi che vanno oltre lo spazio scolastico tradizionale. Protagonisti nelle scelte degli arredi saranno gli studenti e i docenti che, attraverso un lavoro di progettazione partecipata e di co-design, affiancheranno i tecnici nella scelta di soluzioni più idonee. Vogliamo dare vita ad un polo scolastico che, oltre a rispondere a un forte bisogno del territorio legato alla prevenzione dei rischi ed alla sicurezza delle strutture che ospitano bambini e ragazzi, possa diventare un vero e proprio “progetto culturale” con l’obiettivo di diffondere conoscenze nel territorio per poter attingere dallo stesso cultura vitale. Parola d’ordine del progetto SicuraMente è il verbo Accogliere (accogliere = radunare) nel senso che vogliamo mettere insieme, creare un contesto umano, un vivaio di relazioni umane, nella prospettiva della crescita personale di tutti coloro che ne fanno parte (integrazione).  In questo senso gli alunni disabili saranno parte integrante del contesto scolastico, assieme e alla pari agli altri alunni, senza discriminazione alcuna. Siamo convinti che l’integrazione, e quindi l’accoglienza, non riguarda solo gli alunni in situazione di handicap, ma tutti gli alunni, in quanto riconosciuti e valorizzati nella loro diversità, nella irripetibile, unica, singolare personalità che costituisce il valore di ogni persona umana.

Abbiamo già avuto esperienze di progettazione partecipata di alcuni spazi verdi sia pubblici che scolastici e sappiamo quanto questa semplice pratica contribuisca a far si che lo spazio venga vissuto con molto più rispetto e cura da coloro che lo hanno pensato e che poi lo hanno utilizzato. Per questo la progettazione partecipata si concentrerà anche sulla realizzazione del verde esterno a misura delle esigenze dei piccoli progettisti; i lavori saranno documentati e inseriti in itinere nella piattaforma per condividerli con i potenziali finanziatori”.

Come verranno utilizzati i fondi

I fondi verranno utilizzati per acquistare gli arredi del nuovo polo scolastico antisismico del Comune di Spoleto. Gli arredi verranno selezionati attraverso la metodologia della progettazione partecipata che coinvolgerà gli alunni, gli insegnanti e i tecnici del Comune di Spoleto. Saranno necessari per la scuola secondaria di I grado: banchi, sedie, armadi, librerie/espositori, cattedre, divisori modulari, tavoli modulari per laboratori, attrezzature per laboratori di lingua, informatica, arte e arredi per l’esterno. Una particolare attenzione e cura sarà rivolta alla sezione Montessoriana della scuola dell’infanzia:  la scelta ricadrà sull’acquisto di mobili/ambiente in legno senza formaldeide per creare un mondo fatto di curve e legno, di sensazioni tattili, di colori che tranquillizzano, per bambini liberi di muoversi in uno spazio senza spigoli e senza ostacoli.

Vogliamo investire per dotare le aule, gli spazi comuni, i corridoi, l’area verde, con arredi che vanno oltre lo spazio scolastico tradizionale e includono anche l’utilizzo di device mobili che consentono il superamento della stessa dimensione fisica dell’aula e l’accesso ad ambienti di lavoro collocati nello spazio virtuale. Le aule 3.0 saranno spazi organizzati in termini di apertura verso l’esterno per favorire una didattica innovativa che privilegi approcci laboratoriali e collaborativi.

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