Perugina, nessun dietro front confermati 340 esuberi "nel 2018 quando scade la Cassa" - Tuttoggi

Perugina, nessun dietro front confermati 340 esuberi “nel 2018 quando scade la Cassa”

Redazione

Perugina, nessun dietro front confermati 340 esuberi “nel 2018 quando scade la Cassa”

Creare nuovi posti di lavoro. Marini "un grande parco tematico che dia valore al museo e al turismo". Azienda "Mobilità"
Gio, 15/06/2017 - 15:14

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Nessun passo indietro di Nestlè sui 340 esuberi tra i lavoratori Perugina. Alla scadenza della cassa integrazione straordinaria, nel giugno 2018 i tagli ci saranno. Ma l’azienda del cioccolato ha  dato disponibilità ad affrontare un tavolo al ministero dello Sviluppo Economico, con l’obiettivo di fare di Perugia “una fabbrica efficiente e competitiva che possa svilupparsi anche nel futuro e di ricercare tutte le soluzioni possibili per gestire le persone, in modo da trovare prospettive occupazionali per tutti”.

La multinazionale ha anche avanzato proposte di soluzioni per il ricollocamento dei 340 esuberi attraverso la mobilità all’interno del gruppo. Ci sono già sul piatto 86 posizioni libere e le proporremo ai lavoratori. Abbiamo incaricato la società di placement di trovare soluzioni sul territorio e vogliamo accompagnare queste soluzioni con degli incentivi e programmi di prepensionamento. Poi potranno esserci anche iniziative patrocinate dalla Regione e dal Comune”. Il numero che l’azienda punta a garantire è di circa 600 dipendenti (compresi gli stagionali).

Intanto dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini e dal sindaco di Perugia, Andrea Romizi,  verrà chiesto un confronto nazionale con l’azienda. “Non sulla vertenza – è stato spiegato – ma per ragionare tutti insieme, istituzioni, azienda e sindacati, su un accordo che non sia solo di efficientamento lavoratori-fabbrica ma possa mettere in campo strumenti d’investimento per ricerca e sviluppo, nuove politiche industriali e dia una prospettiva di nuova occupazione”. Lo ha detto la presidente  Marini al termine del Tavolo in Regione.

Così che – ha aggiunto – quelli che oggi sono esuberi si traducano in una nuova possibilità di lavoro”. “Siamo disponibili a ragionare – ha detto ancora Marini – su un grande parco tematico del cioccolato che dia valore al museo e al turismo se questo è un progetto industriale e non uno strumentino sostitutivo degli ammortizzatori sociali”. Dello stesso parere anche i sindacati, per i quali la produzione industriale resta il core business dell’azienda. L’obiettivo di Flai, Fai e Uila, insieme alla Rsu, è infatti quello di portare la multinazionale fuori da una discussione incentrata solo su costi e tagli, che resta “inaccettabile” non solo per i sindacati, ma anche per le istituzioni locali. “Difendere il lavoro – hanno detto i rappresentanti sindacali – significa dunque implementare in primo luogo il piano industriale, così come immaginato nell’accordo del 2015, che aveva proprio l’obiettivo di superare le criticità strutturali dell’azienda, a partire dalla forte stagionalità delle produzioni”. Per fare questo però, hanno osservato i sindacati, serve più tempo e servono strumenti aggiuntivi anche in termini di welfare: “il piano sociale condiviso nell’accordo – hanno spiegato ancora Flai, Fai e Uila – ad ogginecessita di un ampliamento in termini di durata e di strumentazione“.

Scadono gli ammortizzatori sociali – Un tavolo trasformatosi in un appuntamento importante per le istituzioni,  in considerazione – dice una nota della Regione Umbria – della scadenza del giugno 2018 di tutti gli ammortizzatori sociali che l’azienda sta utilizzando da alcuni anni, che l’anno che abbiamo a disposizione sia messo a frutto per un lavoro che deve confermare la capacità industriale del sito produttivo di Perugia, evitando in concreto, nell’interesse del territorio e della città di Perugia, che la riorganizzazione si traduca nella perdita di posti di lavoro e nell’apertura di una emergenza sociale per i lavoratori”.

Chiesto il tavolo al Mise – Come istituzioni – affermano Marini e Romizi – abbiamo proposto che il ‘tavolo nazionale’ presso il Ministero dello sviluppo economico, la cui convocazione chiederemo congiuntamente come Regione e Comune di Perugia, serva a definire insieme, Governo, regione, Comune di Perugia, organizzazioni sindacali ed azienda, a definire un accordo che – al di là dell’efficientamento della fabbrica – possa mettere in campo strumenti per investimenti in ricerca e sviluppo, nuove politiche industriali che siano in grado di offrire una prospettiva di nuova occupazione, traducendo in sostanza in nuovi posti di lavoro quelli che attualmente rappresentano esuberi”.

Dal canto suo l’azienda si difende, tenendo il punto sul piano industriale da 60 milioni di euro, che secondo Nestlè “procede secondo tempi e termini presentati un anno fa a Istituzioni e parti sociali. Primi risultati dell’export di Baci Perugina che registrano una crescita di oltre il 40%. Allargamento del mercato italiano con il rilancio delle tavolette Tablò e di altri nuovi prodotti. Una Perugina che continuerà a confermarsi secondo player del mercato del cioccolato in Italia per numero di occupati e San Sisto come lo stabilimento di Nestlé con il maggior numero di addetti nel nostro Paese”. Nell’incontro odierno con Regione, Comune e Rappresentanze sindacali, Nestlé Italiana ha respinto fermamente le accuse di non rispettare gli accordi sottoscritti, mettendo sul tavolo il peso di queste evidenze che confermano la scelta del Gruppo di fare di San Sisto il polo di eccellenza nella produzione dei Baci Perugina e del cioccolato Perugina, per l’Italia e per l’estero, e smentiscono quanti in questi giorni hanno parlato di disinvestimenti, ridimensionamenti e passi indietro dell’azienda rispetto agli accordi presi. 

Gianluigi Toia – Head of Employee Relations del gruppo –  al termine della riunione del tavolo con le Rsu, Regione e Comune di Perugia ha detto: “Ci troviamo in una situazione di squilibrio occupazionale. Tra un anno finirà la cassa integrazione che finora ha permesso di coprire le ore di lavoro che non venivano svolte. La regione ha proposto di affrontare la questione a 360 gradi, anche dal punto di vista di possibili sviluppi industriali e sul territorio”.

“Nestlé conferma la volontà di dare immediato avvio ai percorsi formativi che coinvolgeranno a vario titolo tutti i lavoratori e che, come previsto dall’accordo del 7 aprile 2016, saranno prioritariamente rivolti a perseguire la ricollocazione professionale all’interno del Gruppo Nestlé, o presso aziende del territorio, incentivando sia i lavoratori sia le aziende che li assumeranno. Nestlé ringrazia le Istituzioni per l’approccio e la posizione costruttiva dimostrati durante l’incontro di questa mattina. L’Azienda accoglie favorevolmente la proposta avanzata dalla Presidente e dal Sindaco di attivare un tavolo a livello governativo in grado di amplificare la strategia del Made in Italy portata avanti da Nestlé con possibili ulteriori ricadute positive sul territorio perugino”.

Come responsabili delle istituzioni a livello locale ci compete  di far sentire la nostra voce in modo forte e univoco a favore dei lavoratori della Perugina, attraverso la massima coesione e unità di intenti possibile. Come abbiamo già avuto modo di sperimentare con l’esito positivo della vertenza delle Acciaierie di Terni”. Così il consigliere regionale Giacomo Leonelli (PD) che presenterà una propria mozione “per portare la vicenda in discussione in seno all’Assemblea legislativa. Un atto – spiega – che fa seguito alla interrogazione da me presentata e discussa la settimana scorsa, e sulla quale auspico che anche le forze di opposizione mettano da parte i tentativi di mera speculazione politica, cui abbiamo purtroppo assistito in questi giorni, per raggiungere un fondamentale risultato per i lavoratori e per la città”.

Leonelli ritiene che “la disponibilità dichiarata dalla Giunta a ragionare su un grande parco tematico che dia valore al museo e al turismo legato all’indotto del cioccolato” sia “un’ottima proposta, se ha un carattere industriale e se è integrativa della produzione e della capacità produttiva dello stabilimento di San Sisto e non sostitutiva di questi due fattori”.

“Per quanto attiene invece alla parte industriale –  sottolinea Leonelli – è giusto affrontare l’argomento al Tavolo del ministero dello Sviluppo Economico, per poter fare dei ragionamenti più ampi su come Perugina possa svilupparsi nel futuro e ricercare tutte le soluzioni possibili per gestire le persone, affinché alla fine della cassa integrazione ci possano essere soluzioni adeguate per tutti i lavoratori. Soluzioni – conclude – che arriveranno più facilmente se la politica e le istituzioni umbre saranno concordi nell’individuazione della strada da percorrere”.

 ©Riproduzione riservata

Articolo aggiornato ore 18.49

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