Perugia secondo capoluogo italiano più conveniente per gli affitti - Tuttoggi

Perugia secondo capoluogo italiano più conveniente per gli affitti

Redazione

Perugia secondo capoluogo italiano più conveniente per gli affitti

Il capoluogo umbro è anche terzo in Italia per la più alta percentuale di inquilini che scelgono l’affitto per motivi di lavoro (42%)
Mar, 19/06/2018 - 11:27

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Grazie anche alla diminuzione dei canoni di locazione registrata nel 2016 (-4,9%) e nel 2017 (-5,3%), Perugia è il secondo capoluogo italiano dove è più conveniente andare in affitto, con un prezzo medio mensile delle case non arredate di 356 euro, poco più alto di quello rilevato a Catanzaro (327 euro). È quanto emerge dal Rapporto sulle locazioni 2017 di Solo Affitti, rete immobiliare specializzata nella locazione con 300 agenzie, elaborato con il supporto scientifico di Nomisma.

I canoni di locazione. Per una casa ammobiliata a Perugia si pagano in media 417 euro al mese, contro un dato nazionale di 586 euro. Per un monolocale non arredato nel capoluogo umbro sono richiesti 269 euro (300 euro se arredato) mentre 303 euro è il prezzo per un bilocale (351 euro se arredato). I canoni medi dei trilocali si attestano attorno ai 391 euro mensili (447 euro) e si arriva a 571 euro per i quadrilocali arredati. Nelle zone di pregio i prezzi medi di affitto oscillano dai 320 euro al mese (monolocali) ai 640 euro (quadrilocali) mentre nelle periferie la forchetta di prezzo di queste tipologie di immobili varia dai 250 euro ai 400 euro. Dal Rapporto sulle locazioni si evince che Milano, dove il canone medio è di 938 euro, è la città più cara d’Italia e precede Roma, seconda, con 789 euro mensili. Seguono nell’ordine Firenze (652 euro) e Venezia (631 euro).

Perché si va in affitto. Il Rapporto ha rilevato che a Perugia più di un inquilino su due (56%) adibisce la casa in affitto ad abitazione principale, mentre per il 42% dei locatari la scelta è motivata da ragioni di lavoro, una delle percentuali più elevate in Italia dopo quelle di Bologna (56,7%) e Trieste (55%).

Chi vive in affitto. Il 52% degli inquilini perugini sono coppie con (14%) o senza (38%) figli, contro una media nazionale del 62,4%. Solo il 3% dei locatari sceglie di condividere lo stesso appartamento con una o più persone per abbassare i costi dell’affitto, una percentuale decisamente più bassa della media nazionale (16,3%) e piuttosto distante dai picchi rilevati a Firenze e Catanzaro (35% ciascuna). Quasi un locatario su 2 (45%) è rappresentato da persone che vanno in affitto da sole, percentuale più che doppia rispetto al dato nazionale (21,3%). Il rapporto ha rilevato percentuali più elevate di coppie che vanno in affitto ad Aosta (80% degli inquilini), Napoli (76,7%) e Campobasso (75%) mentre a Trieste è stata registrata la quota maggiore di affittuari che vanno a vivere da soli (60).

I contratti d’affitto più utilizzati. Dal Rapporto emerge che a Perugia è utilizzato quasi esclusivamente il contratto a canone concordato (97%), nelle diverse formule “3+2” (91%),  canone “concordato per studenti universitari” (2%) e “transitorio” (4%). Questa tipologia di contratto viene utilizzata molto anche a Trieste (95% dei contratti) e a Genova, Venezia e Cagliari (90% ciascuna).

Quanto tempo per trovare casa. Per trovare casa in affitto a Perugia ci vogliono mediamente 1,8 mesi, poco meno del dato nazionale (2,1). Tempi più rapidi sono stati registrati a Cagliari (0,9 mesi), Bologna (1,3 mesi), Firenze (1,3), Ancona e Trento (1,5 mesi ciascuna). Secondo quanto rilevato le città dove si impiega più tempo per arrivare alla firma del contratto sono Aosta (3,5 mesi), Napoli (3,4 mesi), Bari e Campobasso (3,3 mesi ciascuna).

La permanenza nello stesso appartamento. Chi va in affitto a Perugia resta nella stessa casa per quasi 2 anni (20 mesi), una media leggermente inferiore al dato nazionale (23,4). Il rapporto ha rilevato tempi di permanenza nello stesso appartamento più elevati a Napoli, Campobasso e Aosta (30 mesi ciascuna), mentre a Trieste risiedono i locatari che cambiano casa con maggiore frequenza (ogni 16 mesi), seguiti da quelli di Bari, Catanzaro e Trento (18 mesi).

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